Pfas, farmacie venete a caccia di inquinanti con una semplice analisi delle acque

16/07/2019 14:10:50
Le farmacie del Vicentino a caccia di Pfas nelle acque del rubinetto di casa o dei pozzi. Il meccanismo prevede che il cittadino porti in un contenitore sterile, un litro di acqua, che la farmacia provvederà a far analizzare. Sotto la lente di ingrandimento, non solo le sostanze perfluoro-alchiliche ma anche la carica batteoriologcia o inquinanti chimici eventualmente presenti nelle acque.
Prodotti dagli anni Sessanta nella piana veneta fra Padova, Verona e Vicenza, i Pfas sono stati versati per decenni nelle acque superficiali delle campagne e da lì sono percolati nelle falde contaminando un’area molto estesa, che comprende 21 comuni. L’allarme in Veneto è stato dato solo nel 2013, quando ormai la contaminazione era un dato di fatto.

Il presidente di Federfarma Veneto, Alberto Fontanesi, ha spiegato sulla stampa locale che le analisi non vengono effettuate direttamente dalle farmacie, che in sostanza rendono solo un servizio al cittadino, ma da laboratori specializzati. Nelle farmacie del veneto, il costo del servizio può variare da 150 euro a 300 euro, e sono sempre di più quelle che offrono il servizio. Gli utenti sono per lo più famiglie che vogliono sincerarsi della bontà dell’acqua che esce dal loro rubinetto di casa o dal pozzo.

Dal 2013 la Sanità regionale, insieme all’Istituto Superiore di Sanità e con l’aiuto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), si è mossa con decisione sia per studiare gli effetti dei Pfas sulla popolazione dell’area interessata, sia per mettere in sicurezza l’acqua potabile, con l’installazione di filtri al carbonio e il divieto di utilizzo di pozzi privati e per usi irrigui. I Pfas, infatti, contaminano l’organismo essenzialmente per via alimentare.

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