Caduceo d’Oro, al centro il nuovo ruolo del farmacista. Cossolo: deve diventare più integrato al territorio

12/11/2019 09:18:00
Il farmacista rivestirà un ruolo centrale nella riorganizzazione della tutela della salute, sia per le sue conoscenze e competenze sia per il rapporto di fiducia che lo lega ai cittadini. E’ partita da questi presupposti la tavola rotonda di Bari “Il farmacista e la nuova governance della Politica sanitaria”, nell’ambito della XV edizione del Caduceo d’Oro, la manifestazione organizzata dall’Ordine Interprovinciale dei Farmacisti di Bari e Barletta-Andria-Trani, che da sempre rappresenta un momento prezioso per la riflessione e il confronto sull’evoluzione della professione farmaceutica così come della sanità nel suo complesso. Alla vigilia della partenza della sperimentazione a livello regionale della farmacia dei servizi e in attesa della pubblicazione delle linee guida per l’erogazione dei servizi della farmacia elaborata dal tavolo istituito dal Ministero della Salute, “è fondamentale - hanno spiegato i relatori - che si parta dalla garanzia della omogeneità delle prestazioni, per qualità ed efficacia, su tutto il territorio nazionale”. Ma è anche necessario un dibattito serio su diversi aspetti: saperi e competenze nei percorsi formativi, ruolo della Farmacia, continuità assistenziale ospedale-territorio, servizi cognitivi, gestione della cronicità, innovazione scientifica, remunerazione delle prestazioni, verifica della qualità e dignità delle componenti interne alla Professione.

Per il presidente di Federfarma nazionale, Marco Cossolo "il ruolo del farmacista e' in evoluzione. Deve diventare un farmacista più integrato nel territorio, nel rapporto con il medico di base, più consigliere del cittadino, valorizzato nella sua professionalità. “I farmacisti sono sottoutilizzati dal sistema pubblico – ha aggiunto il presidente Cossolo - Si sta cambiando ma troppo lentamente. Ciò che limita l’utilizzo adeguato è una interpretazione distorta del titolo V della costituzione. Non è però il caso della Puglia”.

In tutto vengono ripartiti tra Lazio, Piemonte, Puglia, Lombardia, Emilia Romagna, Sicilia, Veneto, Umbria e Campania un totale di 36 mln per il triennio 2018-2020 per l’avvio della sperimentazione di prestazioni e funzioni assistenziali erogati dalle farmacie con oneri a carico del Ssn. Per la Puglia in totale poco più di tre milioni di euro.

“La rivoluzione culturale che si richiede alla Professione nell’ambito di un processo di ammodernamento del sistema sanitario per crescere in efficacia ed efficienza - ha detto il presidente dell’Ordine e vicepresidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani, Luigi d’Ambrosio Lettieri - trova fondamento nella capacità di moltiplicare il sapere da cui nasce la competenza. Competenze e ruoli sono strettamente legati all’utilità sociale. Il farmacista è quotidianamente impegnato ad apportare il proprio contributo nei processi di cura e nel concorso ad una più efficace attività di prevenzione. Stili di vita, corretta alimentazione e attività fisica, insieme alle iniziative di screening, rappresentano alcuni ambiti di intervento professionale nei quali il farmacista è chiamato a svolgere un compito di assoluto rilievo, anche per intercettare l’estesa platea di soggetti sani che sono potenzialmente a rischio di contrarre una patologia”.

Quella che ha di fronte la professione è dunque una “riconversione culturale" nell’ambito di un processo di ammodernamento che consenta al sistema sanitario di crescere in efficacia ed efficienza salvaguardando i valori di universalità, equità e solidarietà alla base del modello italiano di tutela della salute. Il farmacista dovrà ampliare la sua azione nell’ambito della pharmaceutical care, dell’educazione terapeutica, della prevenzione, in una sempre più stretta sinergia con tutti gli interlocutori della “filiera della salute”, della quale la farmacia di comunità rappresenta il primo punto di accesso.

”Ridisegnare il futuro per le generazioni che verranno e credo che con questo ministro un po’ di strada si possa fare - ha concluso Mandelli - La strada c’è già sancita dalle leggi. È importante anche avere coraggio e fiducia. Le linee guida della conferenza stato regioni per la farmacia dei servizi sono importanti nella direzione di trasformazione di un modello sperimentale in modello definitivo per un migliore servizio al cittadino. Ci sono tre problemi su cui dobbiamo ancora lavorare: i capitali, Il ritorno dei farmaci innovativi in farmacia  a cui è strettamente legata la questione del contratto di lavoro e una sfida che ho lanciato al ministro Speranza.  La professione si è impegnata a dar un contributi per dare risposte concrete alla domanda dei bisogni dei cittadini che spesso non vengono soddisfatti per una burocrazia inaccettabile”. La cerimonia si è conclusa con la consegna delle Benemerenze di Anzianità ai professionisti che hanno raggiunto 40, 50 e 60 anni di iscrizione all’Albo, e con il benvenuto ai nuovi iscritti.
Rossella Gemma

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