Autonomia regionale, Speranza: “Problematico ampliarla nel settore della farmaceutica”

18/11/2019 09:12:39
"Sono propenso a considerare molto problematiche eventuali ulteriori richieste di ampliamento della sfera di autonomia regionale, ad esempio, nel settore della farmaceutica". Così il ministro della Salute, Roberto Speranza - in audizione alla Commissione parlamentare per le questioni regionali in merito all'indagine conoscitiva sul processo di attuazione del regionalismo  differenziato - pone un chiaro paletto sulle competenze in tema di  farmaci.

Un 'no' che ha delle precise ragioni. "L'attività di indirizzo sull'appropriatezza terapeutica e prescrittiva - precisa Speranza - è svolta a livello centrale dall'Aifa", l'Agenzia italiana del farmaco. "Tali funzioni si iscrivono nell'ambito della ratio dell'istituzione dell'Agenzia, nata per garantire l'unitarietà delle attività in materia di farmaceutica, sul presupposto che 'il farmaco rappresenta uno strumento di tutela della salute e che i medicinali sono erogati dal Servizio sanitario nazionale in quanto inclusi nei livelli essenziali di assistenza'".

In relazione alla possibilità che una singola Regione possa esercitare i poteri sostitutivi nel caso in cui l'Aifa non adotti le decisioni sull'equivalenza terapeutica e in materia di  payback farmaceutico, Speranza ricorda che "da un esame della giurisprudenza sul tema emerge chiaramente come le valutazioni di equivalenza terapeutica di farmaci a base di principi attivi diversi, garantendo l'unitarietà della materia farmaceutica, costituiscano espressione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, di cui all'articolo 117, comma 2, lettera m) della Costituzione".

Infine, il ministro ha sottolineato che "il complesso delle disposizioni legislative dedicate a regolare la materia affida all'Aifa competenze che sono state ripetutamente e univocamente qualificate come esclusive dell'autorità statale, sia dalla giurisprudenza costituzionale da quella amministrativa. Inoltre, sia per le decisioni sul payback sia per quelle sull'equivalenza terapeutica, la previsione di un potere sostitutivo delle Regioni non appare conforme al principio di sussidiarietà verticale di cui all'articolo 118, comma 1, della Costituzione, oltreché al dettato dell'articolo 120 Costituzione che, come noto, contempla il potere sostitutivo dello Stato nei confronti delle Regioni e non viceversa".

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