Coronavirus, Tobia racconta l’esperienza dei farmacisti italiani. “Sempre a lavoro per la tutela dei cittadini”

22/05/2020 09:07:35
L’esperienza dei farmacisti italiani nella lotta contro la Covid-19 al centro di uno degli appuntamenti del webcast “Covid-19. Learnings from the experience of European pharmacists”, organizzato e realizzato da Sandoz. Un evento che ha riscosso grande successo con la partecipazione di 1400 utenti provenienti da oltre 50 paesi nel mondo. A raccontare l’esperienza italiana è stato il segretario nazionale di Federfarma Roberto Tobia. «Le 19mila farmacie in Italia stanno lavorando in circostanze estremamente difficili ma lo stanno facendo in modo molto efficiente, mostrando dedizione e impegno fin dal primo momento. Da quando sono state definite le cosiddette ‘zone rosse’ abbiamo deciso di estendere il nostro orario di lavoro, rimanendo sempre aperti anche quando altri presidi non potevano esserlo, per assicurare un servizio costante a tutti i cittadini ed essere il loro punto di riferimento». Tobia fa poi riferimento all’elevato numero di colleghi che «hanno pagato un caro prezzo con questa pandemia». Sono, al momento, 14 i farmacisti che hanno perso la vita perché, nonostante si registrassero picchi da più di 7mila contagi al giorno, sono rimasti dietro al bancone a lavorare, giorno e notte, instancabilmente per garantire il miglior supporto alla cittadinanza.

I farmacisti hanno svolto, inoltre, «un'importantissima opera di informazione alla popolazione - spiega Tobia – siamo in stretto contatto con il ministero della Salute per tenere sempre aggiornati i cittadini sui regolamenti emanati come quelli relativi al distanziamento sociale». Il segretario di Federfarma ha poi parlato dell’importanza dei dispositivi di protezione individuale per evitare i contagi da Covid- 19, soffermandosi anche sul difficile reperimento di tali dispositivi a causa dell’improvvisa ed elevata richiesta. In questa difficile situazione la farmacia Italiana si è prodigata per rimanere un punto di riferimento sanitario sul territorio, ad esempio, per far fronte alla carenza di disinfettanti, le farmacie hanno allestito nei propri laboratori gel disinfettanti secondo le norme della Farmacopea italiana e britannica. Vista la carenza, in tutta Italia, di dispositivi di protezione individuale, «Federfarma si è attivata presso le autorità sanitarie per far sì che titolari e collaboratori fossero forniti di mascherine al fine di proteggere la propria salute e quella dei cittadini», ha spiegato il segretario della federazione.

Tobia si è, poi, soffermato sulle iniziative di Federfarma avviate in questo periodo. Innanzitutto, per far fronte all’aumento di richieste di medicinali da parte dei cittadini che non possono muoversi da casa, «in collaborazione con la Croce Rossa Italiana è stato attivato un servizio di consegna a domicilio. Un’iniziativa dedicata a persone con oltre 65 anni o non autosufficienti, soggetti con sintomatologia da infezione respiratoria e febbre (con temperatura superiore a 37,5°), sottoposti alla misura della quarantena o, in ogni caso, risultati positivi al virus COVID-19». Un servizio attivo tutti i giorni 24 ore su 24 chiamando il numero verde 800.065510.

È stato, poi, chiesto al segretario nazionale se pensasse che si sia agito in ritardo, se fosse stato possibile prevenire l’elevato numero di decessi che ha visto l’Italia in cima alla classifica mondiale per molte settimane. Un triste primato assunto, poi, dagli Stati Uniti. «Noi della farmacia italiana abbiamo sempre lavorato, rischiando in prima persona. Probabilmente sarebbero state opportune più attente misure di isolamento per i cittadini fin dall’inizio. La drammatica situazione che l’Italia ha vissuto sono sicuro che servirà d’aiuto a tutto la comunità di farmacisti europei per cercare di prende in tempo quelle iniziative che purtroppo in Italia sono state prese più in ritardo».  Si è poi toccato il tema delle carenze dei farmaci. «Abbiamo bisogna di regole e regolamenti molto chiari affinché l’Unione Europea tuteli quei Paesi maggiormente colpiti dall’emergenza, dando loro la possibilità di avere farmaci a disposizione. Un concetto – spiega Tobia - che ho più volte ribadito, al di là della problematica del coronavirus. Bisogna in prima battuta assicurare che i nostri cittadini siano sempre in grado di ricevere medicinali di cui hanno bisogno, in questo momento di emergenza i farmaci non possono mancare nelle farmacie».
Anna Capasso

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