Covid-19, Usa acquistano tutte le scorte di remdesivir per 3 mesi. Il resto del mondo lasciato senza farmaco

03/07/2020 08:52:54
«Gli Usa hanno acquistato virtualmente tutte le scorte per i prossimi tre mesi di uno dei due farmaci che hanno dimostrato di funzionare contro Covid-19, senza lasciare praticamente nulla all’ Europa o alla maggior parte del resto del mondo». È quanto riferisce il quotidiano britannico 'The Guardian', secondo il quale la mossa statunitense ha allarmato esperti e associazioni. «Hanno avuto accesso alla maggior parte delle scorte del remdesivir e quindi non c'è nulla per l'Europa», afferma Andrew Hill, senior visiting research fellow della Liverpool University. Remdesivir è il primo farmaco approvato dalle autorità regolatorie in Usa per il trattamento di Covid-19, è prodotto da Gilead e si è dimostrato utile ad aiutare le persone a guarire più rapidamente da Covid-19. «Le prime 140.000 dosi, fornite per le sperimentazioni farmacologiche in tutto il mondo, sono state esaurite - riferisce il quotidiano - e l'amministrazione Trump ha ora acquistato più di 500.000 dosi, che è tutta la produzione di Gilead per luglio e il 90% di agosto e settembre».
 
Peter Liese, eurodeputato tedesco della Cdu, medico e portavoce del gruppo Ppe per la Salute fa sapere di essere «in diretto contatto con la compagnia farmaceutica che produce il remdesivir e ho detto loro che dovrebbero essere giusti nei confronti dei pazienti europei, se vogliono avere un buon rapporto con l'Ue anche nel futuro con gli altri loro farmaci». Gilead Sciences, la società farmaceutica che produce il remdesivir, aveva assicurato a Liese, secondo quanto riferito dallo stesso eurodeputato venerdì scorso, che il farmaco sarebbe stato disponibile anche «per i pazienti europei». Il segretario Usa alla Salute Alex Azar giustifica così il gesto di Trump: «Per garantire agli americani l'accesso al primo medicinale autorizzato per Covid-19. Per quanto possibile, vogliamo garantire che ogni paziente americano che abbia bisogno di remdesivir possa riceverlo. L'amministrazione Trump sta facendo tutto ciò che è in nostro potere per apprendere di più sulle terapie salvavita per Covid-19 e per assicurare l'accesso a queste opzioni al popolo americano».
 
Il Partito Popolare Europeo si dice «molto preoccupato» per quanto accaduto e, nel frattempo, avvia un piano che prevede «una spinta massiccia per sviluppare un piano per un vaccino contro la Covid-19, un piano per assicurare agli europei l'accesso al vaccino, investimenti per ridurre le differenze nella qualità degli ospedali e delle infrastrutture sanitarie in Europa, un piano contro il cancro e la riduzione dell'Iva sulla frutta e la verdura». Queste e altre misure fanno parte del piano adottato dal gruppo, il primo gruppo politico del Parlamento Europeo, che mira a mettere la salute «in cima» all'agenda Ue. Il gruppo del Ppe invita «al dialogo e alla cooperazione, nel caso in cui un vaccino o un farmaco vengano sviluppati fuori dall'Europa. Ma propone anche la cosiddetta licenza forzata o obbligatoria, nel caso in cui i produttori non intendano renderlo disponibile in Europa». Il documento politico del Ppe chiede anche «standard comuni nell'Ue per la raccolta e l'analisi di dati sanitari, nuove misure per riportare la produzione di farmaci nell'Ue e per costituire scorte di medicine salvavita in Europa». Per questo serve un «importante aumento» dei fondi destinati alla sanità nell'Mff 2021-27: per il programma Health4Eu i fondi sono già passati dai 413 mln del 2018 a 9,4 mld nel 2020. Il Ppe punta anche alla riduzione dell'utilizzo degli antibiotici sia negli esseri umani che nel bestiame in Europa, per affrontare il problema, che si va aggravando, della resistenza agli antibiotici. Secondo dati dell'Oms, ogni anno muoiono 33mila persone in Europa per questo motivo.

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