Covid-19, anticorpi di pazienti postivi potrebbero essere trasformati in medicinali

06/08/2020 10:32:38
"Dagli anticorpi sviluppati dai pazienti creeremo un farmaco". A spiegarlo al 'Corriere della Sera' è Rino Rappuoli, coordinatore del Mai (Monoclonal Antibody Discovery) Lab di Toscana Life Sciences, a Siena, nonché chief scientist e head external R&D di Gsk Vaccines. La buona notizia è di pochi giorni fa: il team di ricercatori ha individuato tre anticorpi estremamente potenti contro Sars-CoV-2. Solo uno sarà trasformato in farmaco.
Rappuoli e colleghi hanno analizzato il sangue di 15 pazienti che sono stati ricoverati per Covid all'Istituto Spallanzani di Roma o nell'Azienda ospedaliero-universitaria Senese, oggi convalescenti o guariti. "Si tratta di armi biologiche che combattono il virus - spiega Rappuoli - il nostro obiettivo è usare queste molecole naturalmente presenti nel nostro organismo per produrre farmaci. Per isolare e purificare i tre anticorpi super potenti abbiamo studiato a fondo le cellule B dal lingue di pazienti convalescenti, isolando solo quelle in grado di riconoscere il virus; parliamo dello 0,1% del totale". Ancora, "abbiamo identificato 450 anticorpi in grado di neutralizzare il coronavirus, ma la maggior parte ha un effetto limitato per cui sarebbe necessario, una volta ottenuto il farmaco, ricorrere a dosi altissime per curare i positivi, per via endovenosa. Gli anticorpi super potenti (per capirsi, mille volte più della media degli altri) sono in grado di sconfiggere Sars-CoV-2 anche se somministrati in piccole quantità, con una semplice iniezione sottocutaneo. Il nostro obiettivo adesso è produrre un farmaco, dal migliore di questi tre anticorpi, che possa far guarire i pazienti positivi al coronavirus in pochi giorni, con una dose da i millilitro che si può assumere anche a casa".
Il gruppo di Rappuoli ha terminato la fase di ricerca in laboratorio, ora si apre la fase di produzione industriale per l'esecuzione dei test clinici. La sequenza di Dna dei tre candidati risultati migliori è stata inviata a un partner svizzero per lo sviluppo delle linee cellulari, quindi avverrà la produzione grazie all'accordo sottoscritto con il Gruppo Menarini. L'obiettivo è avviare entro la fine del 2020 i test sull'uomo. "Gli anticorpi monoclonali umani sono farmaci efficaci che vanno diretti contro il virus - senza interagire con l'organismo del paziente chiarisce Rappuoli - La protezione dalla malattia si sviluppa nel giro di pochi giorni e dura circa 6 mesi. L'ideale sarà utilizzarli in maniera complementare con il vaccino anti Sars-CoV-2, che molto probabilmente non avrà effetto immediato (potrebbero passare circa a mesi dall'iniezione), ma garantirà una copertura immunitaria della durata di anni".

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