Dpc, Convenzione e nuova remunerazione i temi al centro del convegno Federfarma a FarmacistaPiù

24/11/2020 09:22:21
Il ritorno di una parte dei farmaci attualmente in distribuzione diretta in farmacia, attraverso la Dpc, e una nuova remunerazione che riconosca e valorizzi la professionalità del farmacista. Sono questi gli obiettivi che Federfarma persegue per ridare nuovo ossigeno alle farmacie e di cui si è discusso nel convegno organizzato a FarmacistaPiù, dal titolo "La farmacia italiana al tempo del Covid-19: la declinazione del ruolo sanitario, la Convenzione, il nuovo sistema di remunerazione".

Marco Cossolo, presidente di Federfarma, ha ribadito come la riforma della remunerazione sia destinata a incidere sulla sopravvivenza del sistema farmacia con un peso del 70%. Il resto, per un 15% sarà imputabile al ritorno dei farmaci in farmacia, anche in Dpc, e, per l'altro 15%, alla farmacia dei servizi, che potrebbe rinvigorire il ruolo della farmacia sul territorio nell’ambito del Ssn. “I dati parlano chiaro – ha precisato -: negli ultimi dieci anni la spesa convenzionata netta a carico del Ssn ha segnato una flessione del 27,1% e solo nei primi otto mesi del 2020 le farmacie hanno perso un ulteriore 3,5%. I farmaci che sono in convenzionata sono sostanzialmente di tipo chimico, blockbuster, ad alta prevalenza e a basso costo. Ma il 60% della spesa farmaceutica è rappresentata dagli innovativi, che hanno un utilizzo più limitato, ma prezzo unitario alto. La maggior parte di questi sono farmaci che hanno ormai oltre dieci anni, mentre la vera innovazione è rappresentata dai cosiddetti farmaci genici, che pesano per circa il 5% sulla spesa farmaceutica - in prospettiva rappresenteranno il 10% - e che dovranno venire finanziati in qualche modo”.

Roberto Tobia, segretario di Federfarma, aprendo i lavori del convegno ha annunciato, che “il sistema non può più reggere senza una immissione di risorse destinate all'assistenza farmaceutica. È arrivato il momento di fare quadrato, per raggiungere un risultato nel più breve tempo possibile. I passaggi che servono sono, tutto sommato, semplici: il ritorno di una parte dei farmaci attualmente in distribuzione diretta in farmacia, attraverso la Dpc, e una nuova remunerazione che riconosca e valorizzi la professionalità del farmacista. Senza una nuova remunerazione e senza la stipula della Convenzione la farmacia non ha sufficienti risorse economiche”.

E proprio di Convenzione ha parlato il presidente del Sunifar, Gianni Petrosillo. “Ci auguriamo che si arrivi al più presto a una Convenzione al passo con i tempi. Se l’avessimo avuta, oggi, innovativa e già operante soprattutto per quanto riguarda i servizi, la farmacia avrebbe potuto incidere maggiormente durante questa emergenza sanitaria, con un ruolo di primo piano nell'assistenza territoriale. Tra i diversi aspetti trattati, uno riguarda la norma che impone la definizione di un rapporto tra numero di laureati e fatturato, c'è poi un vantaggio per le rurali con il riconoscimento del diritto di chiamata durante il servizio diurno a battenti chiusi. Ma resta il nodo aperto, su cui si sta discutendo, del contributo alla copertura degli oneri per turni notturni obbligatori, che abbiamo chiesto”.

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