Farmacia dei servizi, i dati del DiaDay diventano pubblicazione scientifica

22/04/2021 08:44:38
Trecentomila persone sottoposte a screening, 10mila diabetici inconsapevoli e 40mila pre-diabetici. E’ il contributo, arrivato dalle farmacie italiane nella prima e seconda edizione del DiaDay, la prima campagna nazionale di Federfarma di screening del diabete, alla quale arriva ora un ulteriore riconoscimento scientifico con la pubblicazione dei dati raccolti nel 2017 e nel 2018, sul Journal of Public Health della Oxford University Press.

Lo studio, pubblicato sulla nota rivista scientifica con il titolo “Prediabetes, undiagnosed diabetes and diabetes risk in Italy in 2017-2018: results from the first National screening campaign in community pharmacies”, “conferma quelle che furono le nostre intuizioni – spiega a Filodiretto Silvia Pagliacci, coautrice dello studio, oggi presidente di Federfarma Perugia, già Presidente Sunifar – e cioè che al di là dei numeri, il DiaDay ha dimostrato concretamente ciò che la rete capillare delle farmacie può fare per la prevenzione. Il valore di una diagnosi precoce aiuta a prevenire o ritardare, con una terapia farmacologica instaurata tempestivamente, l’insorgenza delle complicanze legate alla patologia vera e propria. Ed è questa – aggiunge - la vera forza delle farmacie: agire tempestivamente su una diagnosi precoce. Dobbiamo proseguire su questa strada, standardizzando le metodiche anche nelle altre iniziative portate avanti dalle farmacie, per ottenere dati e risultati incontrovertibili sotto tutti gli aspetti”. Un’altra grande risorsa del DiaDay, è stata quella di aver unificato i vari progetti sparsi sul territorio in un unico obiettivo: fare rete a tutela dei cittadini. “Una rete che va intesa-aggiunge Pagliacci – sia come supporto al cittadino che come risorsa per la professione del farmacista. Il DiaDay può essere considerato un primo passo verso la sperimentazione della farmacia dei servizi”.

Per Silvia Pagliacci è proprio sulla farmacia del post Covid che bisogna riflettere, partendo da esperienze come il DiaDay. “E’ necessario che si riparta dalle cronicità e dal rilancio della figura del farmacista nei PDTA diabete di ogni regione. Farmaci e presidi vengono distribuiti direttamente dalle Asl e non in farmacia e medici e farmacisti non vengono messi in condizione di assistere al meglio i pazienti. E’ necessario riportare in farmacia i medicinali che non richiedono particolari cautele in fase di somministrazione”, conclude Pagliacci.
Rossella Gemma
 
 

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