Tetto di spesa, Petrosillo: “Se la regione sfora non cambia nulla”

11/06/2021 09:15:23
L’Aifa ha diffuso i dati di spesa farmaceutica relativi ai primi due mesi del 2021. Abbiamo chiesto un commento a Gianni Petrosillo, presidente Sunifar.

Dottor Petrosillo, cosa si evince dai dati del primo bimestre? Si prospetta uno sforamento del tetto di spesa?
Penso che le farmacie del territorio a fine anno non dovranno ripianare lo sfondamento della spesa farmaceutica con industrie e produttori. Il report Aifa sul primo bimestre del 2021 evidenzia che la spesa convenzionata netta ammonta a 1,25 miliardi di euro (-138,7 milioni di euro rispetto agli stessi mesi dello scorso anno), attestandosi a -146,8 milioni di euro al di sotto del tetto di spesa per la convenzionata che è pari a 1,4 miliardi per i primi due mesi (7% del fondo sanitario nazionale). Se si espandono quei - 146,8 milioni su tutto il 2021 arriviamo a circa - 880 milioni: quindi, rispetto al tetto del 7% del FSN, la spesa si attesterebbe al di sotto di quasi 900 milioni di euro. Nessun problema quindi per le farmacie, anche se qualche regione sta spendendo oltre il proprio tetto, perché si dovrebbe ricorrere ai ripiani solo se tutta la spesa convenzionata a livello nazionale sforasse il tetto del 7%. Si tratta in valori assoluti di un tetto stimato in 8,370 miliardi contro una previsione di spesa, fatta sulla base del primo bimestre, di 7,49 miliardi.  

Quindi le farmacie del territorio possono stare tranquille?
Direi di sì. I calcoli AIFA sono fatti su una programmazione che tiene conto del Fondo sanitario del 2020 (€ 119,6 miliardi). Se invece ci riferiamo al FSN come poi stabilito dalla Legge di Bilancio 2021 (121,37 miliardi), allora la spesa per i farmaci della convenzionata si attesterebbe a ben un miliardo di euro al di sotto del tetto 2021. Certo, nel corso del 2021 ci potrebbe essere un incremento di spesa, ma il quadro mostra chiaramente come le farmacie, ad oggi, non abbiano assolutamente bisogno di un tetto più alto. Sono invece necessari finanziamenti che riportino i margini ad una migliore stabilità, anche per svolgere con efficacia quel nuovo ruolo di farmacia dei servizi a supporto del Servizio Sanitario Nazionale sul territorio.

Questa migliore stabilità potrebbe essere raggiunta con la nuova remunerazione?
Certamente avrà un peso la nuova remunerazione aggiuntiva, come sancita con il DL Sostegni, pubblicato sulla GU n. 70 del 22 marzo 2021, che prevede il finanziamento di 50 milioni di euro per il terzo quadrimestre 2021 e 150 milioni per tutto il 2022, da erogare come quote fisse su ogni confezione di farmaco dispensato dalle farmacie in regime SSN; puro margine in più, quindi, che sarà oggetto di un prossimo decreto attuativo.

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