Rischio di malattie cardiovascolari: il ruolo proattivo del farmacista nei dati di una ricerca americana

24/09/2021 08:58:26
I farmacisti possono identificare sistematicamente i pazienti ad alto rischio di malattia cardiovascolare, aiutare a gestire la loro condizione, migliorare l'uso dei farmaci e aiutarli a raggiungere gli obiettivi di trattamento. Oltre agli esiti clinici, gli interventi del farmacista sono associati ad alti livelli di soddisfazione del paziente, ad una migliore aderenza alla terapia e a notevoli risparmi sui costi, con un uso efficiente delle risorse sanitarie.
I dati emergono da una ricerca pubblicata sul British Medical Journal condotta in 17 farmacie comunitarie in Alberta, Canada, reclutando 127 pazienti adulti, con una condizione infiammatoria cronica, e che presentavano almeno un fattore di rischio non controllato.
 La ricerca evidenzia che solo il 2% dei partecipanti aveva valutato il proprio rischio cardiovascolare prima di prendere parte allo studio. Da qui, l'importanza di un approccio sistematico e proattivo dei farmacisti nell'eseguire uno screening del rischio cardiovascolare  in tali pazienti. Attraverso  l'intervento del farmacista sull’aderenza alla terapia prescritta e grazie ai consigli sul corretto stile di vita, si ha una riduzione del 24,5% del rischio di eventi cardiovascolari maggiori, in un periodo di 6 mesi. Grazie al monitoraggio del farmacista, si è riscontrato un aumento dell’aderenza alla terapia, che ha portato a riduzioni della pressione sanguigna, del colesterolo LDL e dell'emoglobina glicata.
 

Notizie correlate

13/05/2021

Giornata per la prevenzione cardiovascolare, Ferri (Siprec): “Collaborazione con farmacie cruciale per prevenzione”

Oggi 13 maggio si celebra la prima Giornata italiana per la Prevenzione Cardiovascolare, promossa e organizzata dalla Società italiana per la prevenzione...
30/05/2013

Rischio infarto e ictus da alte dosi alcuni antidolorifici

L'uso prolungato di certi antidolorifici Fans, farmaci antinfiammatori non steroidei, aumenta di circa un terzo il rischio di infarto, ictus e di morte per eventi cardiovascolari. Alcuni dei principi attivi legati a tale rischio sono diclofenac e ibuprofene, mentre il naprossene non aumenta tale rischio...


Aggiungi a Twitter Aggiungi a Facebook
Valid XHTML 1.0 Transitional Valid CSS! W3C-WAI A
I cookie ci aiutano ad offrirti un servizio migliore. Utilizzando il nostro sito accetti l'uso dei cookie. Maggiori informazioni