Fascia C, per la Corte Ue è motivata l'esclusiva alle farmacie

05/12/2013 23:45:20
Le norme nazionali che riservano alle farmacie la distribuzione dei farmaci con obbligo di ricetta «persegue l’obiettivo di garantire alla popolazione un rifornimento di medicinali sicuro e di qualità, il quale rientra nell’obiettivo più generale di tutela della salute». E’ uno dei passaggi cruciali della sentenza con cui stamattina la Corte di giustizia europea si è espressa sulla liberalizzazione della fascia C in seguito alle due richieste di pronuncia pregiudiziale avanzate più di un anno fa dal Tar Lombardia. Il dispositivo, in sostanza, accoglie integralmente le conclusioni presentate il 5 settembre dall’avvocato generale Niels Wahl: la distribuzione delle farmacie sul territorio è pianificato attraverso lo strumento della Pianta organica, che «può rivelarsi indispensabile per colmare eventuali lacune nell’accesso alle prestazioni». Gli esercizi di vicinato, invece, non sono soggetti a pianificazione e in caso di liberalizzazione della fascia C si concentrerebbero nelle località più redditizie e attraenti, mentre le farmacie vedrebbero diminuita la propria clientela «e, di conseguenza, una parte significativa dei loro introiti».
Per la Corte europea – così come per l’avvocato Wahl – la questione della sostenibilità economica è centrale: la perdita di reddito arrecata alle farmacie dalla liberalizzazione della fascia C, infatti, «potrebbe causare non soltanto una diminuzione della qualità del servizio», ma anche «la chiusura definitiva» di alcuni presidi, da cui «una penuria di farmacie in determinate parti del territorio e, pertanto, un approvvigionamento inadeguato di medicinali quanto a sicurezza e qualità». Se ne deduce, concludono i giudici, che un’eventuale liberalizzazione della fascia C «avrebbe ripercussioni negative sull’effettività dell’intero sistema di pianificazione delle farmacie e quindi sulla sua stabilità». In altri termini, l’esclusiva sull’etico non rimborsato è funzionale «all’obiettivo di assicurare un rifornimento di medicinali alla popolazione sicuro e di qualità» e quindi «alla tutela della salute»; il fatto che la liberalizzazione riguarderebbe soltanto farmaci pagati interamente dal cittadino «non può ridurre la portata di un rischio simile».
Soddisfazione per la sentenza da parte dei titolari: «I giudici europei hanno accolto integralmente le argomentazione del Governo italiano e di Federfarma» commenta la presidente del sindacato, Annarosa Racca « anche l’Unione riconosce che la Pianta organica serve ad assicurare sicurezza e qualità nella dispensazione al pubblico dei medicinali e che l’esclusiva sulla fascia C rappresenta per le farmacie il corrispettivo degli oneri che il servizio impone. Sono anni che rintuzziamo gli attacchi di chi considera superato o ingiustificato questo sistema, la Corte di giustizia dice invece che è giustificato e perfettamente commisurato ai suoi scopi, la tutela della salute pubblica». (AS)

Leggi la circolare di Federfarma n.502

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