Edicola

24/01/2020

Non c’è vaccino «Lavate le mani»

Corriere della Sera, 24/01/2020
Margherita De Bac
Febbre, tosse, difficoltà respiratorie e, nei casi gravi, polmonite e bronchite. Questi i sintomi del coronavirus cinese, che viene trattato come un'influenza. Per curalo non ci sono antivirali specifici o vaccini: il rimedio più efficace è lavarsi le mani per almeno venti secondi con l'uso del normale sapone. L'ipotesi di aver contratto questa malattia va presa in considerazione solo se sono stati effettuati viaggi nelle zone delle Cina colpite dall'epidemia o se ci sono stati contatti con persone già infettate provenienti dalle stesse zone. L'Italia ha già avviato un canale di sicurezza all'aeroporto di Fiumicino dove vengono controllati con scanner di rilevamento della febbre i passeggeri in arrivo dalle città interessate dai focolai epidemici.
23/01/2020

Coronavirus, stop ai trasporti Cordone sanitario intorno a Wuhan

Il Sole 24 Ore, 23/01/2020
Francesca Cerati
La diffusione del nuovo coronavirus, scoppiato nella città cinese Wuhan il mese scorso, è molto rapida e appare ormai chiaro che ci vorrà del tempo per debellarlo. Sono le stesse autorità cinesi ad aver ammesso che il Paese è ora nella «fase più critica» di prevenzione e controllo. Al momento il rischio di arrivo in Europa resta «moderato», ma è alta la probabilità di contagio nei Paesi asiatici. Sono le conclusioni del parere aggiornato del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) sulla polmonite virale simile alla Sars.
22/01/2020

Il rischio di una pandemia

La Stampa, 22/01/2020
Eugenia Tognotti
A meno di vent'anni dall’epidemia di a Sars, con la polmonite virale di Wuhan si ripropone uno scenario analogo: la reticenza delle autorità sanitarie locali cinesi nel denunciare i primi casi e nell'aggiornare il numero delle nuove infezioni; la lentezza con cui gli esperti possono procedere alla diagnosi clinica dovendo aspettare, per i casi sospetti, un secondo risultato positivo dal Centro cinese per il controllo e la prevenzione delle malattie; il ritardo con cui si è provveduto a chiudere i luoghi a rischio, in particolare il mercato di Wuhan. “Le dimensioni planetarie assunte a suo tempo dalla Sars e ora la rapidità con cui la polmonite di Wuhan sta diventando un'emergenza nel mondo globalizzato rappresentano due dure lezioni di cui occorrerà fare tesoro” commenta Eugenia Tognotti.
22/01/2020

Chirurgie micro per pazienti micro

Focus, 22/01/2020
Chiara Palmerini
“Quello della chirurgia sui neonati è uno dei settori più delicati della medicina moderna: si tratta di mettere sotto i ferri i pazienti più piccoli al mondo, per età e per dimensioni. E di farlo non per 'togliere’, come spesso capita nella chirurgia dell'adulto, ma per ricostruire organi o tessuti difettosi che dovranno poi durare per tutta una vita. È un campo in cui negli ultimi anni si sono susseguiti grandi novità e piccoli cambiamenti, in gran parte sconosciuti al di fuori della cerchia ristretta degli addetti ai lavori e dei genitori direttamente coinvolti”.
21/01/2020

Virus in Cina, la prima ammissione «Si trasmette da uomo a uomo»

Corriere della Sera, 21/01/2020
Monica Ricci Sargentini
Cresce l'allarme per il nuovo coronavirus che si sta diffondendo in Cina: ufficialmente i casi sarebbero 217, ma forse sono 1.700, come sostiene uno studio dell'Imperial College di Londra. Ieri un gruppo di esperti del governo cinese ha confermato che il nuovo virus si trasmette da uomo a uomo. Con l'arrivo del Capodanno cinese, il 25 gennaio, si teme una possibile pandemia. La malattia si è già diffusa a Pechino, Shanghai, Shenzhen ed è arrivata anche all'estero: in Thailandia, Corea del Sud e Giappone si sono verificati quattro casi. Il direttore generale dell'Oms ha convocato domani un comitato per stabilire se l'epidemia costituisca un'emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale e quali raccomandazioni debbano essere emanate per gestirla. Intanto, in molti aeroporti internazionali, compreso quello di Fiumicino, sono scattate misure di monitoraggio nei confronti dei viaggiatori che arrivano da Wuhan, dov’è nato il focolaio della malattia.
21/01/2020

La pastiglia non basta, conta chi sei tu. Cambiano le cure con la logica "real world". "Adeguiamole alla vita di ogni paziente"

La Stampa Inserto, 21/01/2020
Nicla Panciera
Gli studi di approvazione di un farmaco sono condotti seguendo criteri che escludono i pazienti più vulnerabili e complessi, cioè i malati cronici. Tali pazienti devono assumere per tutta la vita più compresse al giorno di farmaci diversi, la cui efficacia a lungo termine viene estrapolata da studi che hanno, invece, una durata limitata. Le condizioni reali in cui vengono somministrate le terapie differiscono molto da quelle in cui avviene la sperimentazione. Occorre ridurre il gap esistente tra le misure scientifiche basate sui trial clinici e i benefici derivanti dalla pratica clinica sui pazienti: “tenendo ferma l'evidenza scientifica – spiega Giovanni Corrao, professore di statistica medica dell'Università di Milano Bicocca - bisogna considerare il valore reale delle cure e, per farlo, non si può che osservare il mondo reale”.
20/01/2020

Luigi Rainero Fassati pioniere della chirurgia epatica con 692 interventi: «Gli alcolici prima causa di morte dai 16 ai 22 anni, seconda dai 22 ai 30 »

Corriere della Sera, 20/01/2020
Stefano Lorenzetto
“Il corpo ha tre sistemi per difendersi dall'alcol: il vomito, il respiro che lo elimina al 10-15% attraverso i polmoni, il fegato che lo neutralizza all'80% con l'alcoldeidrogenasi” spiega il professor Luigi Rainero Fassati, pioniere della chirurgia epatica. “Ma questo enzima nei ragazzi fino a 18-19 anni non c'è. Già 15 minuti dopo aver bevuto, tutto l'etanolo è in circolo nel sangue. Ecco spiegate le stragi sulle strade”. Ogni anno, continua Fassati, “la tv fa 3.000 ore di pubblicità agli alcolici ma non spiega che sono la prima causa di morte dai 16 ai 22 anni e la seconda dai 22 ai 30. Perché se io asporto mezzo fegato invaso da un tumore, dopo due mesi si rifà. Ora, una superbevuta uccide 2,5 milioni di cellule epatiche, che in 45 giorni si riformano. Ma se ti ubriachi ogni settimana, l'organo è spacciato”.
19/01/2020

Emergenza sanità, medici al lavoro fino a 70 anni

Il Sole 24 Ore, 19/01/2020
Marzio Bartoloni, Marco Mobili
Contro il problema della carenza di medici negli ospedali arriva la possibilità di mantenere in servizio i medici del Ssn fino ai 70 anni di età, ma anche di impiegare in corsia, con contratti a tempo determinato, i giovani medici che si stanno specializzando già dal terzo anno di corso. Si tratta di due misure d'emergenza, utilizzabili fino al 31 dicembre 2022, introdotte da una serie di emendamenti al decreto legge Milleproroghe che si trova attualmente in discussione alla Camera.
19/01/2020

Cina, allarme per un nuovo virus Controlli negli aeroporti Usa

Corriere della Sera, 19/01/2020
Guido Santevecchi
Il governo di Pechino denuncia 50 casi, ma secondo gli scienziati britannici sarebbero 1.700 i cinesi infettati dal coronavirus, isolato nel mercato di animali e pesce della città di Wuhan, che provoca polmonite. Per precauzione i principali aeroporti degli Stati Uniti - San Francisco, Los Angeles e New York JFK - hanno annunciato controlli sanitari su tutti i passeggeri in arrivo da Wuhan.
19/01/2020

Lavoro, ridurre le tasse è utile ma non risolve i nodi dell’economia

La Stampa, 19/01/2020
Carlo Cottarelli
Governo e sindacati hanno raggiunto un accordo su come realizzare il taglio del cuneo fiscale (cioè le tasse e i contributi sociali) per il quale la legge di bilancio per il 2020 ha stanziato 3 miliardi per quest'anno e 5 miliardi per il 2021. Il taglio andrà a beneficio dei redditi da lavoro fino a 40.000 euro, quindi relativamente bassi, anche se la platea è più ampia di quella che aveva beneficiato degli "80 euro di Renzi". “L'idea di ridurre il cuneo fiscale – osserva Carlo Cottarelli -  trova una sua giustificazione in un fatto concreto : il cuneo fiscale è più elevato in Italia che nella maggior parte degli altri paesi dell'euro, il che penalizza il lavoro italiano, compreso la nostra capacità di esportare. L'importo del taglio, anche a regime, non è sufficiente a portarci sulla media europea. Per quello servirebbe molto di più. Ma è un passo in avanti, dopo quello compiuto con gli 80 euro”.
18/01/2020

Diagnosi precoci e cure efficaci: ecco perché l’Italia è il Paese Ue in cui si sopravvive di più al cancro

Il Messaggero, 18/01/2020
Gra Mel
Secondo il rapport Ocse «State of Health in the Eu: Italy. Country Health Profile 2019», nel nostro Paese i tassi di sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi di malattie oncologiche sono più elevati rispetto alla media europea. Prendendo in esame il numero delle persone che hanno ricevuto una diagnosi tra il 2010 e il 2014, l’analisi ha rilevato che per il tumore alla prostata in Italia la sopravvivenza è del 90% contro una media dell'87% nel resto d'Europa. Per il cancro ai polmoni è del 16%, rispetto al 15% europeo; per le neoplasie al seno è dell’86% in Italia contro l’83% in Europa. Per il tumore al colon ci si attesta al 64%, rispetto al 60%. “Nonostante i livelli di screening relativamente bassi, i tassi di sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi di queste e altre malattie oncologiche - si legge nel report - sono leggermente più elevati in Italia rispetto ad altri paesi dell'Ue a dimostrazione del fatto che il sistema sanitario nazionale fornisce di norma cure efficaci e tempestive per i pazienti oncologici”.
17/01/2020

La sfida delle eredi della Montalcini

Italia Oggi, 17/01/2020
Carlo Valentini
Sono le eredi scientifiche di Rita Levi Montalcini. Laura Calza e Luciana Giardino hanno lavorato per 15 anni al suo fianco nelle ricerche sulle malattie neurovegetative, ora dirigono un Tecnopolo a lei intitolato, che si propone di sviluppare quelle conoscenze per le quali ricevette il premio Nobel e renderle operative. “Stiamo lavorando sulle fasi precliniche della patologia dell'Alzheimer”, spiega Calza, “individuando i segnali di allarme precoce, legati ad esempio ad alterazioni del linguaggio e ai difetti cognitivi sfumati, con il fine di sviluppare strategie terapeutiche che ritardino il più possibile la comparsa dei sintomi”. Aggiunge Giardino: “Nelle malattie neurodegenerative non è ancora possibile intervenire direttamente sulle cause, ma è possibile limitare e ritardare l'insorgenza delle disabilità gravi utilizzando approcci innovativi focalizzati sulle fasi precoci della malattia”.
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