Edicola

10/12/2018

Pa digitale, speso solo il 3% dei fondi Ue

Il Sole 24 Ore, 10/12/2018
Gianni Trovati
Il processo di digitalizzazione della pubblica amministrazione va avanti lentamente e con grandi differenze a livello geografico. Le cause sono quelle ormai consuete: norme inattuate, fondi non spesi, resistenze passive. L’Europa ha messo a disposizione dell'Italia 1,65 miliardi nel 2014-2020 per digitalizzare la Pa, ma finora le nostre amministrazioni sono riuscite a spendere 30 milioni scarsi (il 3% del totale) e a programmarne poco più di 150. Per quanto riguarda poi la diffusione dell’innovazione in termini di attuazione dell'agenda digitale e di erogazione di servizi online, nella classifica europea siamo 25esimi su 28: dietro di noi solo Bulgaria, Grecia e Romania.
10/12/2018

Biotestamento sconosciuto a sette cittadini su dieci

Il Sole 24 Ore, 10/12/2018
Bianca Lucia Mazzei
A un anno dall'approvazione della legge sul biotestamento, la Dat (disposizione anticipata di trattamento) è ancora poco conosciuta. Quasi il 54% delle persone ne ha sentito parlare solo superficialmente e il 18% non ne sa nulla; solo il 28% dice di conoscerla bene. I dati emergono da un'indagine promossa da Vidas (associazione di assistenza gratuita ai malati terminali) e svolta da Focus Mgmt. La legge permette, a chi lo desidera, di mettere a punto e registrare la Dat, che registra le decisioni relative alle terapie e ai trattamenti sanitari cui ci si vuole (o non ci si vuole) sottoporre nel caso in cui non si sia più in grado di esprimere le proprie scelte a causa di malattie o lesioni invalidanti.
10/12/2018

Sala operatoria. La grande fuga

Quotidiano Nazionale, 10/12/2018
Alessandro Malpelo
Negli ospedali italiani lavorano 7.500 specialisti di chirurgia generale, di cui 1.500 potrebbero andare in pensione con la riforma sulla quota 100. I posti a concorso per nuovi chirurghi in formazione sono 365 in tutta Italia, ma solo 90 hanno indicato la chirurgia generale come prima scelta. “I giovani interessati a specializzarsi - ha spiegato Pierluigi Marini, presidente dell'Associazione chirurghi ospedalieri italiani (Acoi) - si trovano in un imbuto, per forza di cose i più andranno a cercare lavoro altrove. La ventilata abolizione del numero chiuso per l'accesso alle facoltà di medicina, senza un parallelo adeguamento delle borse di specializzazione, rischia di aggravare ulteriormente il problema”.
08/12/2018

Federfarma e Ordine dei farmacisti: bene Giulia Grillo sullo stop alle società di capitale

Sanita24, 08/12/2018
Federfarma “condivide pienamente le ragioni espresse dal ministro della Salute, Giulia Grillo, secondo cui è fondamentale il principio per cui nelle farmacie italiane il 31% del capitale di gestione deve essere rappresentato da farmacisti iscritti all'albo”. Riservare la maggioranza del 51% ai farmacisti, spiega Federfarma, “assicura alla farmacia un'indipendenza professionale che altrimenti sarebbe a rischio ed evita lo sviluppo di un servizio farmaceutico a due velocità, più efficiente nelle zone redditualmente più ricche. D'altro canto, la presenza di investitori, purché limitata al 49%, rappresenta un elemento positivo di equilibrio in quanto può agevolare l'accesso all'esercizio della professione in farmacia da parte di tanti giovani laureati, che non hanno proprie capacità economiche di investimento”.
07/12/2018

I vicepremier "cedono" 4 miliardi. Tria: «Scelta inadeguata, fate voi»

Il Messaggero, 07/12/2018
Alberto Gentili
Il premier Giuseppe Conte ha provato a convincere i suoi vice Luigi Di Maio e Matteo Salvini a far partire reddito di cittadinanza e "quota 100" a giugno per rastrellare 7 miliardi: in tal modo si eviterebbe la procedura d'infrazione facendo scendere il rapporto deficit-Pil al 2% (dal 2,4 che ha fatto scattare la scomunica Ue). Ma ha incassato un doppio no. E così il premier ha ripiegato sul 2,1%, che tradotto in cifre significa 5,4 miliardi:  2 da un taglio delle risorse destinate al reddito e 2 da una sforbiciata a "quota 100". Un altro miliardo dovrebbe arrivare da non ben identificati “tagli di spesa”. Il ministro dell’economia, Giovanni Tria, non condivide questa linea. Sa che la Commissione europea chiede un rapporto deficit-Pil all’1,9%, massimo al 2%, per non far scattare la procedura. Per questo ha dichiarato di ritenere “inadeguata” e “insufficiente” la proposta che Conte intende portare a Juncker.
07/12/2018

Se già sono tra di noi umani con il dna modificato

Il Mattino, 07/12/2018
Maurizio Bifulco, Edoardo Boncinelli
In Cina uno scienziato ha annunciato sul suo canale YouTube i primi casi di esseri umani geneticamente modificati. Si tratta di due gemelline cinesi, chiamate «Lulu» e «Nana», nate con DNA modificato mediante una nuova tecnologia, chiamata Crispr, per renderle resistenti al virus HIV dell'Aids. L’esperimento impone una seria riflessione di carattere etico e scientifico. L'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha preso una netta posizione: “L'editing genetico è un territorio sconosciuto e va preso molto sul serio. Creeremo linee guida chiare per le manipolazioni genetiche dopo aver preso in esame tutte le possibili conseguenze etiche, sociali e di sicurezza”.
06/12/2018

Si lavora a deficit tra 1,9 e 2% Conte: scenderà anche nel 2020-21

Il Sole 24 Ore, 06/12/2018
Manuela Perrone, Gianni Trovati
“Per tenere i conti in ordine bisogna guardare al dato strutturale per cui dobbiamo contenere il debito e anche il rapporto deficit/Pil 2020 e 2021” dichiara il premier Giuseppe Conte all'AdnKronos. Conte e il ministro dell’Economia Giovanni Tria lavorano a tagliare il deficit 2019 dal 2,4% all'1,9-2%, che sul piano strutturale potrebbe tradursi in un indebitamento intorno all'1%. Percentuale non troppo lontana dalle richieste Ue, anche alla luce di un quadro macroeconomico che si fermerà ben distante dalla crescita dell'1,5% messa in programma un mese fa.
06/12/2018

Grillo: sanità, i soldi ci sono: cambierò le liste di attesa”

Il Fatto Quotidiano, 06/12/2018
Virginia Della Sala
I dati sulle liste di attesa chiesti alle Regioni “hanno mostrato una sanità pubblica che ha lasciato indietro i più poveri, quei milioni di cittadini che non si curano perché non possono pagare le prestazioni private” afferma il ministro della Salute Giulia Grillo. “Abbiamo quindi deciso di ridefinire un piano di governo con nuove regole uguali per tutti. La digitalizzazione delle agende garantirà trasparenza e tempi certi e un cambiamento visibile e rapido. I direttori generali risponderanno delle inefficienza. Sono stati stanziai 350 milioni e ci dicono che sono ‘pannicelli caldi’. Ma in passato nessuno aveva pensato di mettere risorse ad hoc. L’ultimo piano di sistema era fermo al 2010”.
06/12/2018

Farmaci e prezzi. La Menarini assolta in appello

Corriere della Sera, 06/12/2018
Marco Gasperetti
I fratelli Lucia e Alberto Giovanni Aleotti, proprietari e già presidente e vicepresidente della Menarini, sono stati assolti in appello dalle condanne, rispettivamente, a oltre 10 e 7 anni di reclusione. I giudici della corte d'appello di Firenze hanno ribaltato completamente il giudizio di primo grado assolvendo con formula piena Lucia dalle accuse di riciclaggio (prescritto il reato di truffa) e dichiarando non punibile il fratello per autoriciclaggio perché all'epoca dei fatti (le indagini sono iniziate nel 1980) il reato non esisteva, fu introdotto nel codice nel 2015. Assoluzione anche per Massimiliana Landini, vedova del cavaliere Alberto Sergio Aleotti, storico patron della Menarini, protagonista delle indagini, scomparso quattro anni fa.
05/12/2018

L’isolamento del ministro dell’Economia. Più forte la tentazione di dimettersi

Corriere della Sera, 05/12/2018
Federico Fubini
Il ministro dell’Economia Giovanni Tria e la sua squadra finora non hanno potuto scongiurare la minaccia della procedura d’infrazione Ue, perché l'obiettivo di deficit fissato dai politici è troppo alto e i tecnici non hanno ricevuto dal governo un mandato negoziale preciso. “La posta in gioco è la qualità del processo politico-istituzionale che dovrebbe permettere al Paese di maturare una posizione e difenderla in Europa. A Tria questo ingranaggio sembra ormai diventato disfunzionale, o assente. Il ministro teme di diventare il capro espiatorio per ciò che non ha funzionato, ora che l'accordo sembra possibile ma tutt'altro che scontato. Di qui la tentazione delle dimissioni”.
05/12/2018

Garattini difende la ministra Grillo. "I repulisti? Anche da altri governi"

La Stampa, 05/12/2018
Fabio Todaro
Il Consiglio Superiore di Sanità, spiega Silvio Garattini, è “un organo consultivo del Ministero, che non è però obbligato a chiamarlo in causa per i provvedimenti in materia sanitaria: la revisione dei Lea non è mai passata da noi, per fare un esempio. In Italia manca un'interfaccia tra la scienza e la politica. Il Consiglio Superiore di Sanità, per com'è concepito, non può esserlo. Servirebbe un organo scientifico di supporto al Parlamento, perché è là che si approvano le leggi e si stanziano i fondi. E a volte, pensando a Stamina e agli Ogm, si commettono degli errori che ci fanno andare indietro di decenni”.
05/12/2018

Epatite C. perché in Italia si muore ancora

Panorama, 05/12/2018
Gli italiani affetti di epatite C che attendono di essere trattati con i nuovi antivirali sono 230-300 mila, molti dei quali neppure sanno di essere contagiati. Per loro curarsi in futuro potrebbe essere più difficile. Fino al 2018 infatti, a coprire le spese per le nuove terapie c’era il Fondo farmaci innovativi, creato per le molecole (non oncologiche) che hanno uno status di innovatività, utilizzato al 90% proprio per l'epatite C. Negli ultimi tre anni il prezzo di questi antivirali è sceso notevolmente (oggi la cura completa è di circa 4-6 mila euro per paziente) e il Fondo, finanziato con 500 milioni di euro, ha potuto risparmiare circa 300 milioni. Ma questi soldi non verranno utilizzati per trattare i pazienti in lista di attesa: il governo ha deciso, nella legge di Bilancio, di riallocare il fondo per finanziare i contratti dei dipendenti del Servizio sanitario nazionale del 2018.
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