Edicola

28/10/2020

Rasi: "Vaccino per tutti solo in estate"

La Repubblica, 28/10/2020
Alberto D’Argenio
“Se tutto andrà liscio potremo autorizzare i primi vaccini tra gennaio e febbraio. Ne abbiamo tre che hanno completato o stanno per completare la terza fase della sperimentazione” spiega il direttore dell'Ema, Guido Rasi. “Se entro fine novembre (le aziende ndr) ci manderanno informazioni chiare e inequivocabili potremo farcela, appunto, tra fine gennaio e inizio febbraio”. Rasi esprime preoccupazione per il fatto che i paesi europei sono in ritardo nel “preparare i piani nazionali per la distribuzione”.
28/10/2020

Procaccini: "Non solo medicine. Noi in trincea"

La Repubblica , 28/10/2020
Paolo Boccacci
“Fin dai primi giorni in cui è esplosa la pandemia le farmacie hanno risposto all'emergenza rimanendo sempre aperte, anche con lunghe file, senza interrompere mai il servizio” racconta Alfredo Procaccini, vicepresidente di Federfarma Roma vicepresidente di Federfarma Nazionale: “Insomma, sono state disponibili e hanno rappresentato dei veri e propri presidi di prossimità sul territorio”.
27/10/2020

Capua: «Il vaccino sarà lento, spero nell’immunità di gregge»

Corriere della Sera, 27/10/2020
Viviana Mazza
“Ad oggi un vaccino per il Covid innanzitutto non c'è; secondo, non abbiamo certezza che quelli che sono in via di sviluppo siano efficaci; terzo, non sappiamo neanche se l'efficacia possa essere raggiunta con una dose o se ce ne vorranno di più, perché alcuni coronavirus sono dei pessimi immunogeni. Oltre tutto, vi sono colli di bottiglia legati al fatto che le aziende che producono i vaccini hanno una pipeline, ovvero passaggi obbligati di produzione”. Lo spiega la virologa Ilaria Capua, che sottolinea: “Quando i vaccini saranno pronti e autorizzati, e si conosceranno le caratteristiche di efficacia e di sicurezza, dovranno essere somministrati in maniera organizzata”. “È necessario che le persone capiscano che al primo giro non ce ne sarà abbastanza per tutti”.
27/10/2020

Brusaferro - "Se rispettiamo le misure, contagi giù in 20 giorni"

Il Fatto Quotidiano, 27/10/2020
“Il virus circola in tutto il Paese. In alcune regioni la situazione è critica. In tutte l'evoluzione è in peggioramento. In assenza di misure tempestive e incisive è inevitabile una saturazione dei servizi sanitari in tutta Italia nelle prossime settimane” afferma Silvio Brusaferro, presidente dell'Istituto superiore di sanità. “Dobbiamo imparare a convivere con questa epidemia per i prossimi mesi – continua Brusaferro - sapendo che per controllarla dobbiamo monitorarla e modellare l'intensità della risposta a livello nazionale, regionale e locale in funzione a su a circolazione e velocità di diffusione”.
26/10/2020

Sanità, balzo nell’era digitale, ora serve la cura degli investimenti

La Repubblica Affari & Finanza, 26/10/2020
Marco Frojo
L’epidemia di Covid-19 ha dato impulso ad un rapido sviluppo delle tecnologie in ambito sanitario: dalla telemedicina e i teleconsulti, alle prenotazioni online di medicinali e visite, con l’obiettivo di ridurre gli spostamenti ed evitare assembramenti negli ambulatori e nelle strutture pubbliche. Il fenomeno della digitalizzazione sanitaria a livello europeo è stato oggetto di uno studio di Deloitte, che rileva una forte disomogeneità: “Molti paesi stanno guardando alla digital transformation per chiudere il gap che si è creato fra la domanda e l’offerta di servizi sanitari, ma i progressi sono lenti con differenze accentuate non solo fra nazione e nazione ma anche all’interno degli stessi Paesi”.
25/10/2020

Locatelli: Non siamo ai numeri di marzo. Serve responsabilità, ma evitiamo il panico

Corriere della Sera, 25/10/2020
Margherita De Bac
“Non siamo vicini alla perdita di controllo. C’è stata una marcata accelerazione di casi. Però l’impatto in termini di ricoveri nelle terapie intensive e di numeri di persone che perdono la vita non è certamente paragonabile a quello osservato nei mesi di marzo-aprile. Evitiamo, quindi, di farci prendere dal panico”. Lo afferma il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Franco Locatelli, che sottolinea: «E’ il tempo in cui vanno mantenuti i nervi saldi e evitate divisioni e polemiche. Il Paese è molto più preparato in termini di disponibilità di mascherine, tamponi, posti letto attivati o attivabili nelle unità di terapia intensiva e sub-intensiva”.
24/10/2020

Richeldi: Serve più coordinamento, le polemiche aiutano il virus

Il Messaggero, 24/10/2020
Mauro Evangelisti
“Contro una pandemia bisognerebbe dare una risposta a livello di Continente, ma già sarebbe importante quantomeno farlo come Paese” afferma Luca Richeldi, pneumologo membro del Cts. “Capisco che vi possano essere provvedimenti locali, specifici, ma servirebbe un reale coordinamento tra le regioni. Non si può andare in ordine sparso. E ricordiamoci che le polemiche non solo sono inutili, ma favoriscono la pandemia”.
23/10/2020

Crescono i positivi: oltre 16 mila Allarme decessi, sono 136

La Repubblica, 23/10/2020
Maria Novella De Luca
Il ministro della Salute, Roberto Speranza, apre ai tamponi rapidi in farmacia. “Accogliamo le dichiarazioni del ministro Speranza con il consueto spirito di servizio - commenta il presidente di Federfarma nazionale Marco Cossolo - e siamo pronti fin da subito ad avviare un confronto con le autorità sanitarie per definire un protocollo che consenta di svolgere tale attività in farmacia”.
23/10/2020

Ferrari: "Un call center unico per avvisare i positivi E Immuni funzionerà"

La Repubblica, 23/10/2020
Riccardo Luna
La gestione dell’app Immuni è stata trasferita, come previsto, dalla start-up che l’ha creata a Sogei e PagoPa. Scaricata da oltre 9 milioni di Italiani, non riesce ancora ad essere uno strumento efficace nella segnalazione dei casi positivi al coronavirus. “Finora è stato difficile far eseguire sempre ed efficientemente la procedura di caricamento (dei dati ndr) in tutte le varie regioni” osserva Luca Ferrari, creatore di Immuni.  “Una soluzione efficace potrebbe consistere nel centralizzare la gestione della procedura, chiamando al telefono i positivi, qualora fossero utenti di Immuni, per supportarli nel caricamento dei propri dati”.
22/10/2020

Oltre 2.300 in terapia intensiva Ecco la soglia per il lockdown

Corriere della Sera, 22/10/2020
Fiorenza Sarzanini
Il Governo sta procedendo «in maniera graduale» nelle misure per contrastare la pandemia, con l’obiettivo di tenere aperte le attività produttive e le scuole. Se però il numero dei contagiati e, soprattutto, quello dei ricoverati continueranno ad aumentare velocemente, si dovrà valutare l’opportunità di altre chiusure progressive o, forse, di un nuovo lockdown. Tali misure verranno prese in considerazione al raggiungimento di 2.300 persone in terapia intensiva: questa la spoglia oltre la quale potrebbero scattare interventi più drastici.
22/10/2020

Ippolito: i decessi continueranno Ma possiamo bloccare il trend

Avvenire, 22/10/2020
“L'incremento dei casi dell'ultima settimana-dieci giorni è certamente preoccupante” afferma Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell'Istituto nazionale per le Malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma e membro del Comitato tecnico scientifico. “Rispetto a marzo-aprile oggi abbiamo un quadro più chiaro, visto che il numero di tamponi che facciamo in questi giorni è cinque volte superiore a quelli che si facevano tra marzo e aprile, per cui riusciamo ad intercettare moltissimi asintomatici che prima ci sfuggivano. Un dato che rimane stabile da qualche mese ormai è la percentuale dei ricoverati in reparto (circa 4,5%) e in terapia intensiva (0,5%) rispetto al totale dei positivi. Sembrano numeri piccoli, ma su 10mila casi giornalieri stiamo parlando di 450 ricoverati e 50 ammessi in terapia intensiva al giorno”. Ora più che mai serve l’impegno di tutti, sottolinea Ippolito: “Nessun provvedimento, neanche il più drastico, serve se non è accompagnato dalla responsabilità individuale e collettiva di ciascuno di noi”.
21/10/2020

Brusaferro: “Limitiamoci alle attività necessarie”

Corriere della Sera, 21/10/2020
Margherita De Bac
“II sistema sta reagendo anche se nelle aree più colpite i dipartimenti di prevenzione sono sotto stress. Per questo è necessario intervenire tempestivamente per modificare l'andamento dell'epidemia” afferma Silvio Brusaferro, presidente dell'Istituto superiore di Sanità e componente del Comitato tecnico scientifico. “È importante che ci sia un'allerta nazionale oltre a misure più restrittive e mirate in ambiti regionali e locali, come ad esempio sta avvenendo in Lombardia e Campania dove il virus si sta diffondendo più velocemente”. In questa fase è fondamentale “limitare i contatti a quelli necessari evitando tutte le occasioni in cui ci può essere il rischio trasmissione. Salvaguardando però attività essenziali, come lavoro e scuola”.
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