Edicola

04/12/2018

L’asse premier-Juncker che rassicura i due vice

Il Messaggero, 04/12/2018
“L'obiettivo del governo è evitare l'infrazione”, ripete il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. E dalla Ue arrivano segnali di distensione: la dichiarazione dell'Eurogruppo non menziona la procedura. Le distanze però restano: il governo cerca di tenere la linea del 2% nel rapporto deficit-Pil, mentre l'Eurogruppo non intende concedere più dell’1,9%. In questa percentuale è compreso anche lo 0,2% per investimenti (dissesto, terremoto e ponte Genova), che permetterebbe di apportare al debito strutturale una correzione dello 0.1%. Il confronto insomma va avanti, ma con toni molto pacati.
03/12/2018

Regioni all’attacco sul recupero-ticket

Il Sole 24 Ore, 03/12/2018
Barbara Gobbi, Flavia Landolfi
Regioni all'attacco per recuperare i ticket nei confronti dei cittadini che, per errore o per furbizia, abbiano dichiarato un'esenzione che non gli spettava. Pugno di ferro di Trento, Bolzano, Lombardia, Veneto, Toscana e Calabria che applicano multe anche fino a tre volte il valore del ticket non pagato. Mentre in Basilicata ed Emilia Romagna l'atteggiamento è più indulgente: nessuna spesa extra, ne’ interessi ne’ sanzioni ma per fare pace con il contribuente si chiede solo la restituzione della cifra dovuta. La Lombardia sta invece valutando di inserire nella legge di Bilancio regionale una sorta di condono.
03/12/2018

Spending review, le forbici spuntate negli enti locali 670mila dipendenti

La Repubblica Affari & Finanza, 03/12/2018
Eugenio Occorso
L'Osservatorio Conti pubblici italiani, diretto da Carlo Cottarelli, ha elaborato un dossier sulle spese sostenute dagli enti locali per mantenere i propri organici, verificando “la reale rispondenza del personale alle esigenze, considerando la superficie, la popolazione, il Pil dell'area, altre variabili economiche, e la media nazionale”. In totale, per le 15 regioni a statuto ordinario l'Osservatorio calcola 645 milioni di risparmi possibili da una seria spending review. Va però precisato che le funzioni attribuite agli enti territoriali richiedono un numero minimo di dipendenti a prescindere dalla popolazione regionale, e che quindi regioni con popolazioni più piccole finiscono quasi inevitabilmente per avere un numero di dipendenti per abitante più elevato rispetto a regioni più popolose.
02/12/2018

Intesa più vicina con Bruxelles ma governo diviso sul deficit al 2%

Il Sole 24 Ore, 02/12/2018
Riccardo Barlaam Gianni Trovati
Sembrano stemperate le tensioni con Bruxelles: durante il G20 si è registrato un cambio di clima. La porta aperta all'Italia del commissario agli Affari economici Pierre Moscovici è stata confermata anche dal presidente della Commissione Jean-Claude Juncker e, da parte del governo italiano, c'è un forte desiderio di evitare la procedura di infrazione. Ma l'Unione europea ora ha bisogno di vedere che alle aperture seguono gli impegni sul piano strutturale della manovra. Questo, secondo Bruxelles, significa portare il programma di deficit 2019 ben sotto il 2,2% del Pil, con uno sforzo che richiederebbe quindi di tagliare più di 5 miliardi di spesa per arrivare al 2,1% e 7 miliardi per centrare il 2%. Ipotesi su cui l'accordo nel governo è ancora da costruire.
02/12/2018

L’imbuto formativo che rischia di lasciarci senza medici

Corriere della Sera, 02/12/2018
Margherita De Bac
In un futuro non troppo lontano l’italia rischia di avere pochi medici specialisti: gli ultimi dati (di Fiaso, la Federazione dei dirigenti, e Anaao Assomed, gli ospedalieri) mostrano una carenza che fra dieci anni ammonterà a circa 47.300 unità. I sindacati medici stimano che anche in caso di totale sblocco del turnover, rallentato nelle Regioni con piano di rientro dal deficit, sarà arduo compensare nel prossimo quinquennio i dipendenti in uscita tra pensionati, prepensionati e fuggitivi. Le cose non vanno meglio sul fronte dei medici di famiglia. Secondo i calcoli della Fimmg, nel 2028 avranno lasciato l'ambulatorio oltre 33 mila dottori e i pazienti avranno difficoltà a trovare sostituti di riferimento. In entrambi i casi la criticità di fondo non sta nel numero di laureati ma nel post laurea. Dalle scuole di specializzazione esce un numero insufficiente di professionisti per sostituire i colleghi anziani che vanno in pensione, sia a causa del limitato numero di borse di studio, sia perché i preferiscono lavorare nel privato oppure all'estero, dove gli stipendi sono più gratificanti e gli italiani molto apprezzati.
01/12/2018

Quei sette milioni di italiani che da oggi non sono più anziani

La Repubblica, 01/12/2018
Elena Dusi
L'Italia ha 7 milioni di giovani in più. Il congresso della Società italiana di geriatria e gerontologia (Sigg), svoltosi a Roma, ha sancito che ormai si diventa anziani a 75 anni, non a 65. “Un 65enne ha la forma fisica e cognitiva di un 40-45enne di trent'anni fa” conferma Niccolò Marchionni, geriatra dell'università di Firenze e dell'ospedale Careggi. “E un 75enne ha la condizione di un 55enne del 1980”. Allora un uomo viveva in media 71 anni e una donna 77. Oggi siamo a 80,6 e 85,4, certifica l'Istat. Rispetto a un secolo fa abbiamo guadagnato due decenni.
30/11/2018

Conte e Tria, debutto al G20. Il ministro del Tesoro: l’infrazione si può evitare

Corriere della Sera, 30/11/2018
Marco Galluzzo
Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, in Argentina per il G20, cerca di rassicurare i mercati: sulla manovra “stiamo cercando di ristabilire un clima di fiducia”, anche grazie a “quei margini finanziari che siamo in grado di recuperare e che mi consentiranno un potere negoziale che eserciterò al tavolo” del confronto europeo. Anche il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, assicura: “Stiamo discutendo, possiamo ancora evitare una procedura di infrazione”.
30/11/2018

L’algoritmo della salute

Corriere innovazione, 30/11/2018
Ilaria Capua
“Ci sono emergenze da affrontare che non possiamo più rinviare come quella dei superbatteri che non sono dei supereroi ma dei superkiller, dei cecchini spietati che spezzano vite e fanno lievitare i conti della sanità” afferma la scienziata Ilaria Capua. “Ecco, i batteri superkiller si generano attraverso l’uso e l’abuso di antibiotici nelle persone, ma anche negli animali da compagnia e da reddito, inclusi i pesci. E adesso, negli Usa, anche per trattare gli alberi da frutto. Gli antibiotici contaminano vita, morte, acqua e terra e si è innescato un processo di selezione di batteri superassassini che dobbiamo affrontare nella sua interezza e complessità, partendo, questa volta, dalla consapevolezza di cosa evitare. Dobbiamo saper dire no, questo non si fa. Un ruolo chiave per l’homo sapiens, la specie che può decidere del destino di altre specie”.
29/11/2018

Tria: modifiche in Parlamento. Ue: correzioni più sostanziose

Il Sole 24 Ore, 29/11/2018
Gianni Trovati
Il ministro dell’Economia Giovanni Tria sottolinea l'esigenza di “trovare spazi finanziari per migliorare l'equilibrio tra la necessità di sostenere ancora di più la crescita e quella di consolidare la sostenibilità dei conti pubblici”, anche perché “la prospettiva di una procedura d'infrazione pone oggi governo e Parlamento di fronte alla necessità di assumere una decisione di forte responsabilità”. Dal canto suo, la commissione europea ricorda che la correzione deve essere “considerevole, e non marginale”, aggiungendo che il ritocco da due decimali di Pil di cui si è discusso finora “non sembra” sufficiente.
29/11/2018

Videogiocando ci possiamo curare

Il Giornale, 29/11/2018
Maria Sorbi
I videogiochi e le app possono essere delle “terapie digitali” utili nel trattamento di numerosi disturbi, spesso con risultati più rapidi rispetto alle riabilitazioni tradizionali. Servono, ad esempio, per il recupero post ictus, per alleviare l'acufene, per allenare le mani di chi è appena stato operato alle dita. Aiutano a stimolare i bambini autistici o affetti da sclerosi multipla. Sono utilizzati anche per risolvere i problemi di deficit dell’attenzione o di dislessia. Ovviamente, devono essere giochi progettati appositamente.
28/11/2018

Conte all’Europa: la stabilità sociale vale più dei bilanci

Corriere della Sera, 28/11/2018
Massimo Franco
“La partita con l’Europa non sarà facile, lo so bene” afferma il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. “Ma le riforme le facciamo, non torniamo indietro. Il problema è farle bene. E se sarà possibile recuperare dei soldi, lo faremo, possibilmente destinandoli agli investimenti. Io non cerco alibi, ma nemmeno ne darò”.
28/11/2018

Farmacie in trincea per scoprire se si ha l’ipertensione

Il Giornale Salute e Benessere, 28/11/2018
Riccardo Cervelli
Quanti italiani soffrono di ipertensione e non lo sanno? Quanti invece ne sono a conoscenza e non si curano? Spesso l'ipertensione arteriosa viene scoperta casualmente nel corso di visite dal medico o per caso in ospedale. Oppure emerge da misurazioni effettuate ad hoc nel momento in cui la persona ipertesa ha iniziato ad avvertire sintomi che potevano essere riconducibili all'ipertensione. In realtà, sarebbe opportuno prevenire, o almeno riconoscerla tempestivamente”. “Tra i soggetti che giocano un ruolo fondamentale nella diffusione della conoscenza sui rischi per la salute, e che hanno le competenze professionali e gli strumenti per collaborare con i medici e le strutture sanitarie nelle attività di screening su larga scala, vi sono le farmacie urbane e rurali. Un esempio lampante è la Prima campagna nazionale di controllo dell'ipertensione arteriosa nelle farmacie «Abbasso la pressione!» promossa da Federfarma in collaborazione con SIIA”.
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