Edicola

23/04/2020

Intervista a Marco Cossolo: «Mascherine, tagliare iva al 4%, prezzo giusto a 1-1,20 euro»

Il Sole 24 Ore, 23/04/2020
Marzio Bartoloni
Il presidente di Federfarma Marco Cossolo illustra in un’intervista le proposte che Federfarma ha reiterato al governo per abbassare il prezzo delle mascherine. “Innanzitutto la riduzione dell'Iva che oggi è al 22% e invece va ridotto al 4% come i beni essenziali, se non addirittura azzerato. Il taglio non inciderà sul gettito visto che l'anno scorso si vendevano pochissime mascherine”. Poi, prosegue Cossolo, “siamo d'accordo per introdurre un prezzo imposto come ha annunciato il commissario Arcuri, ma lo stiamo aspettando. Queste cose è meglio farle più che annunciarle perché l'effetto è che così si sono fermati tutti nell'approvvigionamento aspettando questo prezzo”. Oltre a questo, “siamo pronti a distribuire le mascherine che ci darà la Protezione civile e a negoziare sui nostri margini. Potremo prendere l'esempio dei margini sui farmaci etici del Ssn dove la percentuale sul prezzo si aggira sul 20 per cento. Ecco noi siamo pronti ad abbassarci questa percentuale di margine se necessario. Infine siamo pronti a distribuire gratuitamente le mascherine alle categorie più fragili secondo le indicazioni che ci darà il Governo”.
23/04/2020

Deficit verso il 10%, Pil a 8% Oggi al via disavanzo e Def

Il Sole 24 Ore, 23/04/2020
Marco Rogari, Gianni Trovati
Il governo punta ad approvare la manovra anti-crisi entro la fine del mese, anche in omaggio al nome di «decreto Aprile», ma si rischia ogni giorno di più di scivolare a maggio. Il governo indicherà nel Def un deficit che arriva intorno al 10%, gonfiato anche da una caduta del Pil nell'ordine dell'8%, una cifra in linea con i calcoli diffusi ieri da Fitch. Tecnicamente, il Def sarà approvato subito dopo la relazione da inviare alle Camere per aprire i nuovi spazi fiscali necessari alle misure anticrisi. Questo significa che gli almeno 50 miliardi di disavanzo extra si tradurranno in uno scostamento di circa il 3% del "vecchio Pil", cioè al netto degli effetti della caduta del prodotto.
23/04/2020

Intervista a Giovanni Rezza: «Alcune aree non sono ancora pronte è meglio puntare su ripartenze graduali»

Il Messaggero, 23/04/2020
Graziella Melina
“Il problema ora è che una situazione di lockdown è difficile da mantenere” afferma Giovanni Rezza, direttore del Dipartimento Malattie infettive dell'Istituto Superiore di Sanità. “Ma servono alcune condizioni per aprire: si mantengano per esempio misure di distanziamento sociale, all'interno di luoghi pubblici ci sia l'uso di barriere fisiche, come le mascherine. Vanno poi rafforzate le misure di controllo sul territorio, nel senso che dobbiamo essere certi che ci sia la capacità da parte delle Regioni, le Asl, i Dipartimenti di prevenzione, di intercettare i focolai di circolazione virale attiva. I casi vanno immediatamente identificati, rintracciati i contatti con o senza l'aiuto di tecnologie e di app. Occorre poi essere in grado di fare tamponi mirati ai casi, ma anche ai contatti. La Corea, e pure la Germania, ci insegnano che il tracciamento è importante. Dobbiamo comunque ricordare che siamo il Paese che ha fatto più tamponi in Europa, dopo la Germania”.
22/04/2020

Sono costose, poche e obbligatorie Il grande rebus delle mascherine

Corriere della Sera, 22/04/2020
Lorenzo Salvia, Alessandro Trocino
Il Politecnico di Torino ha fatto una stima del fabbisogno nazionale di mascherine a partire dalle riaperture del 4 maggio, depurando il numero del probabile smart working: 953 milioni di mascherine al mese, 35 milioni al giorno. Un numero enorme, difficile da reperire. Nessuno sa quanti sono i pezzi prodotti e distribuiti ogni giorno in Italia, perché dopo l'affanno iniziale (erano solo un paio le aziende italiane che le producevano) è partita una corsa incontrollata. Sono 87 le aziende che hanno ottenuto incentivi per riconvertirsi. Ancora in questi giorni il commissario intercetta e sequestra mascherine da destinare agli ospedali. Per quanto riguarda le mascherine per i lavoratori, i commercianti e i cittadini che ne avranno bisogno o saranno obbligati a indossarle, aziende e titolari di esercizi dovranno arrangiarsi.
22/04/2020

Salute quei nostri dati più preziosi del petrolio

Panorama, 22/04/2020
Francesco Bonazzi
Il rapporto Clusit 2020 (Associazione per la sicurezza informatica italiana) spiega che l'anno scorso il settore sanitario è stato il terzo per maggior numero di attacchi informatici gravi, con un aumento del 17%. Nel solo 2017, il numero di furti era aumentato del 99%, mentre tra il 2011 e il 2016 gli assalti alla riservatezza hanno registrato un balzo del 103%. Si ruba e si rivende di tutto. Si parte dalle semplici tessere sanitarie o dalle prescrizioni mediche per acquistare farmaci ai quali non si avrebbe diritto, per arrivare agli elenchi dei pazienti curati per malattie gravi come i tumori, o infettive come l'Aids, o ai dati riguardanti le dipendenze (molto ambiti da certi datori di lavoro).
21/04/2020

App, polemiche per la privacy Salta la «quasi» obbligatorietà

Corriere della Sera, 21/04/2020
Lorenzo Salvia
Il governo scarta la proposta - allo studio del comitato scientifico e non ancora formalizzata - di una app «quasi obbligatoria» per tracciare i contatti delle persone, con l'obiettivo di arginare una eventuale seconda ondata di contagio. L'ipotesi era quella di porre limiti agli spostamenti delle persone che non scaricheranno sul proprio telefonino l'app ‘Immuni’. Immediate le proteste circa il mancato rispetto della libertà di movimento e della privacy. Quest’ultimo aspetto, secondo Gianni Rezza, dell'Istituto superiore di sanità, non dovrebbe destare preoccupazioni: “La nostra privacy è finita da tempo. Quando apro il mio telefono vedo che lui sa già qual è il mio ristorante preferito, poi mi chiede se voglio comprare di nuovo le cose che ho comprato qualche giorno prima. E adesso siamo tutti gelosi davanti un problema serio, come la nostra salute? Io parteciperò senza problemi”.
21/04/2020

Mascherine, Cossolo (Federfarma): "Serve prezzo massimo contro speculazioni"

ilsalvagente.it, 21/04/2020
Enrico Cinotti
“Serve fissare un prezzo massimo per la vendita delle mascherine e, dal nostro punto di vista, azzerare o almeno ridurre l'Iva dal 22 al 4% sulle protezioni facciali".  Questa la richiesta al governo da parte di Federfarma, come afferma il presidente Marco Cossolo. "La Spagna ha già deciso attraverso una legge di fissare un ricarico amministrato alla vendita delle mascherine e in settimane fisserà il prezzo massimo e in settimana lo renderà pubblico. Questo serve a porre fine alla speculazione”.
21/04/2020

Coronavirus, Cossolo (Federfarma): «Grazie a tutti i farmacisti italiani»

FarmaciaVirtuale.it, 21/04/2020
“Vorrei fare un saluto a tutti i colleghi che lavorano sul campo” dichiara il presidente di Federfarma Marco Cossolo. “Ai titolari, i farmacisti collaboratori, il personale non laureato. Un grazie a tutti e un invito a quelle poche pecore nere a capire che con le mascherine non si fa ricco nessuno”.
20/04/2020

UE, Conte pensa al veto

Il Fatto Quotidiano, 20/04/2020
Oliver Meiler
“Viviamo il più grave shock dal dopoguerra ad oggi, l'Europa deve dare una risposta all'altezza. Alcune decisioni importanti sono state già prese, come l'intervento della Bce, la sospensione del Patto di stabilità, la costituzione di Sure, i fondi di garanzia della Bei”.  Ma questo non basta, “se si pensa che abbiamo a che fare con una pandemia che sta mettendo seriamente a rischio il mercato comune. L'Europa si può salvare se pensa in grande”. “Le nostre economie – continua Conte - sono interconnesse. Se un Paese va in difficoltà si crea un effetto domino che va evitato a tutti i costi. Qui serve tutta la potenza di fuoco dell'Unione europea attraverso l'emissione di titoli comuni che consentano a tutti i Paesi di finanziare in maniera equa e adeguata i costi di questa crisi. Non si tratta di mutualizzare il debito passato o futuro, ma solo di finanziare tutti insieme questo sforzo straordinario”.
19/04/2020

Boccia: «Serve prudenza, giusto vietare gli spostamenti da una Regione all`altra»

Il Messaggero, 19/04/2020
Alberto Gentili
La cabina di regia con le Regioni “è un momento di confronto, le decisioni finali spettano poi al governo. Abbiamo iniziato a vedere quali attività e quando possono riaprire con gradualità tenendo conto alcuni aspetti fondamentali: il rischio contagio e poi le legittime esigenze economiche. In ogni caso è positiva la richiesta delle Regioni e dei Comuni allo Stato di linee guida nazionali. E' un grande esempio di responsabilità istituzionale” afferma il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia.
18/04/2020

Ecco l`app «Immuni»: c`è la firma Dialogherà con sette Paesi europei

Corriere della Sera, 18/04/2020
I governi di Italia, Francia, Germania, Spagna, Austria, Belgio, Danimarca e Svizzera si impegnano affinché le app nazionali che devono contribuire tecnologicamente al contenimento del coronavirus rispettino la privacy e siano interoperabili, come auspicato anche dalla Commissione europea. ma come funzionerà la app Immuni? In base a quanto si sa finora, chi deciderà volontariamente di scaricare l'app, che probabilmente sarà disponibile dai primi di maggio, dall'App Store di Apple e da Google Play di Android potrà usarla per appuntare e monitorare i suoi sintomi. Non bisognerà fare nulla, invece, per permettere a Immuni di riconoscere e salvare i codici degli smartphone che ci sono nelle vicinanze tramite il Bluetooth e avvisare chi si è trovato vicino a un infetto, previa richiesta del medico al paziente.
18/04/2020

Scaccabarozzi: «Le imprese del farmaco? Non ci siamo mai fermati»

Corriere della Sera, 18/04/2020
Lorenzo Salvia
Per assicurare la continuità nella produzione di farmaci, racconta il presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi, “abbiamo attivato delle task force su produzione e distribuzione per avere dei piani di continuità anche in caso di emergenza piena. Già normalmente operiamo con un altissimo livello di protezione: guanti, mascherine, ambiente sterile.” In più, continua Scaccabarozzi  “abbiamo reso stabili i turni nelle unità di produzione h 24. E questo affinché, in caso di contagio, fosse necessario mettere in quarantena solo quella squadra. Abbiamo subito distanziato i tavoli nelle mense. E tanto altro ancora”.
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