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Anoressizzanti, Federfarma pronta al ricorso se Ministero non chiarisce

02/03/2017 00:35:00
E’ già imbustato e pronto a partire per il Tar Lazio il ricorso di Federfarma contro il decreto ministeriale che, il 2 gennaio scorso, aveva vietato prescrizione e allestimento di preparazioni magistrali a base di una quarantina di sostanze, tra le quali tè verde, caffeina, citrus aurantium, tarassaco, guaranà, rabarbaro e finocchio. E’ pronto, ma la Federazione lo spedirà soltanto domani, allo scoccare dell’ultimo minuto utile concesso dai termini di legge. Casomai dal ministero della Salute dovesse giungere sul filo di lana il chiarimento interpretativo auspicato dal sindacato, cosa che renderebbe inutile la strada del Tar.

E’ ovvio che Federfarma parteggia per questa seconda ipotesi e la delegazione del sindacato, capeggiata dal segretario nazionale, Alfonso Misasi, lo ha detto a chiare lettere anche all’ultima riunione del tavolo sui galenici dimagranti istituito a metà gennaio dal Ministero: quel decreto rende alle farmacie praticamente impossibile ogni genere di allestimento con tali sostanze; basterebbe una circolare interpretativa che chiarisse come il divieto si applichi alle sole preparazioni a scopo dimagrante, si metterebbe una pezza che da un lato toglierebbe i farmacisti dall’impasse e dall’altro darebbe al tavolo il tempo di proseguire il proprio lavoro. «Ci crediamo a questo tavolo» spiega Misasi a Filodiretto «e contiamo davvero che da questo gruppo tecnico possa arrivare una risistemazione organica delle normative vigenti che sia di aiuto alle farmacie attive nella galenica. Ma se prima non si aggira lo scoglio rappresentato dal decreto del 2 gennaio, non si riuscirà a fare molta strada». Ed ecco quindi la linea “attendista” di Federfarma: se il Ministero interviene entro domani tutto risolto, altrimenti il ricorso diventa un atto obbligato, per tutelare gli associati.

Rispetto all’aut aut, non è che la seduta di lunedì scorso del tavolo ministeriale abbia fornito elementi di ottimismo: tutte le sigle che rappresentano i farmacisti (Federfarma, Fofi, Sifap, Utifar, Asfi, Assofarm) e l’Ordine dei medici hanno sottolineato l’urgenza del chiarimento, i tecnici del dicastero si sono appellati a un parere dell’Istituto superiore di Sanità che ancora deve arrivare. Se è temporeggiamento o soltanto cautela lo si capirà domani. (AS)

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