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Carenze, primi controlli delle Regioni ma occorre “fine tuning”

02/08/2014 15:26:38
Sul fenomeno carenze qualche Regione comincia finalmente a muoversi con ispezioni e controlli. E’ il caso, per esempio, della Puglia, che una decina di giorni fa ha invitato le Asl a «disporre immediati sopralluoghi presso i distributori all’ingrosso territorialmente competenti», allo scopo di accertare la sussistenza dei requisiti di legge (assortimento minimo, detenzione di stupefacenti e di almeno il 90% dei medicinali con Aic eccetera) e di attività di esportazione parallela dalla quale sono derivate irreperibilità «a discapito del fabbisogno del territorio».
La lettera rende la Regione Puglia una delle primissime – se non la prima – a mettere in pratica le disposizioni del decreto legislativo sulle contraffazioni (d.lgs 17/2014) su carenze e irreperibilità. Altre, secondo voci che circolano tra gli addetti ai lavori, potrebbero seguire a breve (tra queste la Lombardia) e la prospettiva non può che allietare Federfarma, da tempo fautrice di una politica di “tolleranza zero” nei confronti di distributori e intermediari che antepongono il parallel trade alla domanda interna. Tuttavia, come spesso accade quando provvedimenti di nuovo conio vengono applicati per la prima volta, lo zelo con cui in alcuni casi sono state messe in pratica le disposizioni anti-carenze ha già fatto scattare nella filiera la richiesta di un “fine tuning” di tali misure. Anche qui la Puglia fa da esempio: recepita la circolare della Regione citata in apertura, l’Asl di Lecce ha chiesto nei giorni scorsi ai grossisti sottoposti a ispezione un elenco dettagliato (in formato cartaceo) delle movimentazioni verso l’estero dallo scorso 8 marzo in poi, un elenco dettagliato delle richieste arrivate dalle farmacie (con data dell’ordine, nome della farmacia e data di consegna) relative a circa 150 referenze date per indisponibili dai titolari leccesi, infine un elenco dettagliato delle movimentazioni di magazzino in entrata, uscita e mancanti relative sempre a quelle 150 confezioni di cui s’è detto prima.
Come ha spiegato Federfarma ai vertici dei Nas nell’incontro della settimana passata, analogo “fine tuning” si rende auspicabile per la norma che impone alle farmacie l’obbligo di segnalare gli episodi di carenza di cui sono testimoni (con segnalazione del grossista inadempiente). L’applicazione esasperata della norma avrebbe soltanto l’effetto di spingere i titolari a segnalare ogni minimo episodio, comprese le piccole indisponibilità di qualche ora. Il risultato - come hanno fatto notare i distributori di Adf nella prima riunione del gruppo di lavoro sulle carenze istituito dal tavolo della filiera - sarebbe una lievitazione rapidissima delle segnalazioni, la compilazione di liste di medicinali indisponibili una diversa dall’altra in quasi ogni Asl e la paralisi dell’intero sistema.
Proprio per questo, il gruppo di esperti istituito a metà giugno dalla filiera per esaminare il problema carenze aveva deciso nella sua prima riunione (il 23 luglio) di cominciare con una delimitazione più precisa del fenomeno. Che cosa si intende per indisponibilità, con quali criteri redigere una lista unica delle carenze, in base a quali parametri misurarne incidenza e diffusione. E infine stabilire target e obiettivi delle attività ispettive: dopo la lettera della Puglia che limitava i controlli ai soli grossisti in attività sul suo territorio (dieci in tutto), i distributori intermedi hanno subito ricordato che nella stessa Regione sono in attività 58 siti logistici. Regolarmente autorizzati dall’amministrazione. (AS)

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