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La Fip alza il vessillo della farmacia “latina”

02/09/2014 00:08:29
La farmacia “mediterranea” prende le redini della Fip, la federazione mondiale dei farmacisti, 128 paesi rappresentati per un totale di circa tre milioni di professionisti. Questo l’esito del voto con cui sabato si è proceduto a rinnovare i vertici dell’organizzazione: grazie anche ai voti di Federfarma, alla guida della Fip è stata infatti eletta la presidente dell’Ordine dei farmacisti spagnoli, Carmen Pena, che diventa così la prima donna alla presidenza della Federazione. Per i Paesi che si riconoscono nella farmacia mediterranea si tratta di una netta vittoria “politica”, resa ancora più tonda dall’elezione della francese Isabelle Adenot a una delle quattro vicepresidenze (pure in questo caso grazie anche ai voti di Federfarma). «Abbiamo lavorato intensamente per questa doppia candidatura» conferma la presidente del sindacato titolari, Annarosa Racca «in questo momento di instabilità era fondamentale avere ai vertici della massima organizzazione mondiale dei farmacisti persone che difendessero principi e visione della farmacia mediterranea»
Il voto di sabato è stato anche l’evento di apertura del 74° congresso della Fip, in programma a Bangkok fino a giovedì. Filo conduttore degli eventi in cartellone, il ruolo del farmacista come snodo nevralgico dell’accessibilità alle medicine, alle cure e alle informazioni, nell’intento di rivendicare uno spazio sempre più importante nella dispensazione dei servizi sanitari.
Congressi e seminari a parte, si preannuncia intensa anche l’attività “diplomatica” della Fip. Già sabato, il consiglio della Federazione ha fatto il punto sullo studio in corso sulla remunerazione del farmacista il cui report finale sarà presentato l’anno prossimo a Dusseldorf, sede dell’edizione 2015 del Congresso Fip. E’ stata anche approvata la proposta di redigere una dichiarazione da inviare al governo uruguagio al fine di bloccare la norma che a breve darà la possibilità alle farmacie di vendere marijuana per fini non terapeutici. La rappresentanza dei farmacisti brasiliani, infine, ha presentato una petizione (sottoscritta anche da Federfarma) diretta a fermare la proposta legislativa con cui il governo Roussef autorizzerebbe le farmacie con basso reddito a non garantire la presenza del farmacista. (AS)

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