Edicola

Ricetta digitale, il promemoria continua a non piacere ai medici

01/11/2014 07:39:55
Continua ad allargarsi la mappa delle regioni che hanno avviato la digitalizzazione delle ricette e cresce in misura direttamente proporzionale l’insofferenza dei medici di famiglia per l’incombenza del promemoria cartaceo, la “ricevuta” da consegnare all’assistito con il numero identificativo della prescrizione. I segnali sono inequivocabili: soltanto l’altro ieri il segretario nazionale della Fimmg Giacomo Milillo - ospite della trasmissione di Radio1 “La radio che dice”, assieme alla presidente di Federfarma Annarosa Racca- ha osservato che la digitalizzazione sta costringendo i mmg ad accollarsi diverse spese, tra le quali appunto la stampa del promemoria. E il giorno prima, dalle pagine del quotidiano La Repubblica, il segretario regionale di Fimmg Lombardia Fiorenzo Corti aveva paragonato la dematerializzazione a una «beffa», perché la ricetta sparisce ma la carta, quella del promemoria, no. E si può anche andare più in là: in Sicilia, dove la ricetta elettronica viaggia da più di un anno e ormai oltre il 90% delle prescrizioni è digitale, i sindacati dei medici di famiglia hanno iniziato da qualche settimana a premere nei confronti della Regione perché si faccia a meno del promemoria.
Non c’è dubbio che l’insofferenza dei medici ha le sue giustificazioni: viste quante ricette prescrivono ogni giorno, i costi dei cosiddetti “consumabili” (carta e soprattutto toner) non sono proprio irrisori. Federfarma però difende il promemoria – almeno in questa prima fase – perché i sistemi di Sogei e delle Regioni (cioè Sac e Sar) non sembrano ancora sicuri al 100% e la banda larga italiana non ha l’affidabilità che servirebbe; la carta, dunque, dà all’assistito la certezza di ricevere il farmaco anche quando Adsl o sistemi fanno le bizze. Ne sanno qualcosa nell’unica provincia italiana dove non si è voluto adottare il promemoria, Trento: un paio di settimane fa il server del sistema di accoglienza è andato in tilt per alcune ore e le farmacie hanno incontrato seri problemi a spedire le ricette, perché senza un pezzo di carta che riporta medico e numero della prescrizione tutto diventa aleatorio.
Guarda caso, ha ricordato questi rischi la presidente Racca nel suo intervento alla già citata trasmissione di Radio1, su sollecitazione di un ascoltatore. E forse lo stesso ragionamento andrebbe riproposto a quei quotidiani – come la Repubblica – che mercoledì hanno preso le esternazioni di Fimmg Lombardia sul promemoria cartaceo come rivelazioni da scoop: perché la chiamano dematerializzazione se la carta rimane? Certo, avrebbero potuto andare a vedere come funzionano le cose da più di un anno in Sicilia o Basilicata per rendersi conto che la notizia era la scoperta dell’acqua calda, ma ai giornali che vanno al grande pubblico si può perdonare una certa approssimazione su tematiche tanto tecniche. (AS)

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