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Sisma: 18 le farmacie inagibili, Federfarma al lavoro per i container

03/11/2016 00:13:17
Hanno già cominciato a dispiegarsi come pedine sulla scacchiera i container di Federfarma e i camper della Protezione civile che devono dare riparo alle farmacie umbre e marchigiane messe ko dal terremoto del 26 ottobre. Gli ultimi conteggi riferiscono di inagibilità certificata per diciotto presidi dalla croce verde, quattro in Valnerina (Norcia, Monteleone di Spoleto e Ferentillo) e 14 tra alto maceratese e piceno (Ussita, Castel Sant'angelo sul Nera, Visso, Pieve Torina, Muccia, Caldarola, Salvalagli, Pieve Bovigliana, Camerino, Arquata del Tronto), dove il sisma ha creato un vero e proprio buco nella rete delle farmacie. E’ qui, dunque, che si stanno concentrando gli sforzi del sindacato titolari e dei soccorritori per rimettere in piedi il servizio, anche se di fatto i farmaci non sono mai mancati alle popolazioni locali: ci hanno pensato gli stessi farmacisti dei paesi colpiti, che hanno assicurato la dispensazione girando casa per casa o sistemandosi all’aperto, in prossimità della farmacia. Ora l’emergenza è quella di dare un container a tutti i titolari rimasti senza esercizio, ma è una lotta contro il tempo: Federfarma ne ha già acquistati due, che verranno inviati oggi o domani a Visso e Muccia, nel maceratese, e altri arriveranno nei prossimi giorni. Ma trovarne 14 non sarà facile. «Stiamo lavorando alacremente per aiutare i nostri colleghi» commenta la presidente nazionale del sindacato, Annarosa Racca «faremo ogni sforzo per ripristinare il servizio nelle zone colpite. E intanto, rivolgo un sentito ringraziamento a tutti i titolari delle zone colpite, che hanno assicurato la continuità dell’assistenza in condizioni di precarietà inimmaginabili».

Intanto ieri Federfarma Marche ha rinnovato l’appello alle altre organizzazioni territoriali del sindacato perché segnalino eventuali disponibilità di container o prefabbricati trasportabili. «Si fa fatica a trovarne» ammette D’Avella a Filodiretto «e ci sono paesini dove le farmacie non possono essere sistemate provvisoriamente neanche in un garage, perché non è rimasto in piedi niente». A Pieve Torina, come ha riferito ieri la Fofi in un comunicato, sarebbe giunto il camper dei farmacisti volontari di Agrigento, mentre a Caldarola c’è l’unità mobile della Protezione civile di Reggio Emilia. Ma il pensiero di D’Avella è rivolto ai tanti colleghi che hanno perso la farmacia e non sanno quale sarà il loro futuro: «In molti paesi dove non è rimasto più un abitante e i farmacisti sono disperati. Ho un titolare di 78 anni che è rimasto al banco perché di sola pensione non vivrebbe e adesso si chiede come tirerà avanti. Dobbiamo mettere questi colleghi nella condizione di poter ricominciare a lavorare il più presto possibile».

Meno drammatica la situazione in Valnerina, dove invece sarebbe già stato trovato rimedio a tutti i casi di inagibilità registrati. A Norcia sono arrivati ieri i camper dei farmacisti volontari di Cagliari e della Protezione civile piemontese, che dovrebbero dare ospitalità e supporto ai due esercizi messi ko dal sisma fino a quando non saranno pronti i due container in via di allestimento da parte di Federfarma Umbria. La farmacia di Monteleone di Spoleto, invece, sarebbe già stata trasferita in un container, sempre della Protezione civile, mentre quella di Ferentillo è ospitata al momento in un locale messo a disposizione dal comune e a breve dovrebbe trasferirsi in un modulo prefabbricato utilizzato nel terremoto del 2009 e tornato disponibile da poco. «Il problema è che nelle aree colpite la paura è ancora forte» spiega il presidente di Federfarma Umbria, Augusto Luciani «a Preci la farmacia è agibile ma accanto c’è un campanile che rischia di venire giù e la titolare vorrebbe trasferirsi in un camper. E a Preci lavorano con la porta sempre aperta, per correre in strada in caso di nuove scosse». E poi, anche qui forti timori per il futuro: «Interi paesi si sono svuotati» continua Luciani «a Scheggino la farmacia non ha subito danni e apre ogni giorno, ma in paese sono rimasti in settanta. E a Norcia entrambi i titolari non hanno più la casa. Serve un altro grande gesto di solidarietà da parte dei farmacisti, proporrò agli associati dell’Umbria di incrementare dello 0,10% la quota associativa e devolverlo ai colleghi».

Intanto Federfarma nazionale ha già deciso di posticipare al 30 novembre il termine per l’invio di contributi sul conto corrente bancario aperto all’indomani del terremoto del 24 agosto. Lo ufficializza una circolare diffusa ieri dal sindacato, nella quale si invitano gli associati a «proseguire e intensificare il proprio impegno per fornire concreta solidarietà a tutti i colleghi colpiti dal sisma» e «aiutare i titolari a riprendere quanto prima e nelle migliori condizioni possibili il servizio farmaceutico». Le donazioni vanno inviate tramite bonifico sul conto corrente 9064 aperto presso Banca Intesa San Paolo e intestato a Federfarma, iban IT19K 03069 03299 1000 0000 9064, con la causale “Raccolta fondi in favore delle farmacie danneggiate dal terremoto del 24 agosto 2016”. (AS)

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