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Rapporto Osmed, nei primi nove mesi del 2012 territoriale a -6,8%

04/02/2013 10:07:02
Farmaci per il sistema cardiovascolare (il 41,3% del consumo totale di farmaci e il 21,1% della spesa farmaceutica);  per l'apparato gastrointestinale e il metabolismo (il 14,8% del consumo totale e il 12,3% della spesa); per il sangue e gli organi emopoietici (il 14,2% del consumo complessivo di farmaci e il 9,2% della spesa farmaceutica); per il sistema nervoso centrale (il 6,9% del consumo totale di farmaci e il 10,1% della spesa farmaceutica; per l'apparato respiratorio (il 4,5% del consumo totale di farmaci e il 5,8% della spesa farmaceutica).

Sono queste le cinque categorie di farmaci più prescritte e consumate e per le quali i cittadini italiani e il Servizio sanitario nazionale hanno speso di più nei primi nove mesi del 2012. Lo rileva l'Agenzia italiana del farmaco nel suo rapporto presentato questa mattina a Roma.

Nei primi nove mesi del 2012 la spesa farmaceutica nazionale totale, nella quale si annoverano i medicinali distribuiti attraverso le farmacie e quelli acquistati e dispensati dalle strutture sanitarie pubbliche, ha raggiunto quota 19,2 miliardi di euro, tre quarti dei quali rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale. Nello stesso periodo, la spesa farmaceutica territoriale a carico del Ssn, comprensiva della spesa farmaceutica convenzionata netta e della spesa per i farmaci erogati in distribuzione diretta e per conto, è stata pari a 9 miliardi e 223 milioni di euro (corrispondenti a 152,1 euro pro capite) con una riduzione del 6,8% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

Tale flessione è dovuta alla diminuzione (- 9,6%) della farmaceutica convenzionata controbilanciata in parte dall’aumento della spesa per i farmaci di classe A erogati in distribuzione diretta e per conto (+3,2%).
Nel 2012 tutte le Regioni hanno organizzato la distribuzione diretta e per conto, con eccezione di Abruzzo e Sicilia che hanno utilizzato solo la distribuzione diretta. La spesa per farmaci erogati in distribuzione diretta e per conto è stata pari a 3,5 miliardi di euro (82,9% di distribuzione diretta e 17,1% di distribuzione per conto).

I farmaci a brevetto scaduto costituiscono il 38,4% della spesa farmaceutica convenzionata e più della metà delle dosi giornaliere ogni mille abitanti consumate (55,3%);  Nel periodo esaminato sono aumentati sia la spesa (+6,4%) che i consumi  dei farmaci a brevetto scaduto (+10,2%) perché nel 2012 hanno perso la copertura brevettuale molecole a impatto elevato (es. atorvastatina, candesartan, irbesartan). Il principio attivo a maggior spesa è il lansoprazolo. I generici cosiddetti “puri” rappresentano il 25,2% della spesa totale dei medicinali a brevetto scaduto, il 10% della spesa totale, il 17,3% del consumo totale di farmaci.

Il  consumo di medicinali –  ha commentato il direttore AIFA Luca Pani,  si rivela sostanzialmente stabile a livello nazionale, mentre a livello regionale si evidenzia una certa variabilità.  Per esempio tutte le Regioni hanno mostrato una riduzione dei consumi di antibiotici rispetto al 2011 (-18,3% di spesa) con decrementi molto diversi tra Nord e Sud. La campagna per un uso appropriato degli antibiotici, (costata circa 100mila euro) è stata ampiamente ripagata dalla minore spesa sostenuta (58 milioni) e soprattutto in termini di salute, in quanto le pluriresistenze stanno diventando un vero problema. A proposito di appropriatezza molto si deve ancora fare, per esempio sulla scelta prescrittiva di ACEinibitori o sartani o sull’utilizzo di farmaci senza ricetta visto che il 22% dei 50 prodotti piu’ utilizzati contiene paracetamolo, molecola il cui abuso può dare gravissimi problemi come dimostrano le statistiche in USA.  Anche i media possono collaborare a una “alfabetizzazione” in tema di farmaco e di salute (a cominciare da quanto salare i cibi).

La regolamentazione dell’assistenza farmaceutica è comunque un percorso complesso, i farmaci sono sempre in evoluzione, purtroppo non sempre si vedono i vantaggi per il malato, ha concluso il direttore Pani ringraziando espressamente anche realtà – come Federfarma – che con i loro database contribuiscono alle analisi del consumo e della spesa per i medicinali.

«Il Rapporto sull’uso dei farmaci in Italia» commenta una nota del ministro Balduzzi «evidenzia il ruolo del lavoro svolto dall’Agenzia nella gestione della spesa farmaceutica, in linea con la politica attuata dal Governo. Un’azione che ha permesso di tenere sotto controllo la spesa complessiva, grazie ad una marcata riduzione della spesa territoriale che ha consentito di riequilibrare l’incremento della spesa ospedaliera, mantenendo il sistema farmaceutico nell’ambito della compatibilità economica.”  Per il ministro “il percorso intrapreso è quello giusto e l’auspicio è che anche in futuro si continui ad operare in tale direzione, a tutela dei cittadini, che solo grazie a politiche oculate e ad un’Aifa forte, capace ed indipendente, avranno la certezza di poter continuare a disporre di farmaci sicuri ed efficaci per le cura delle patologie.  Una spinta determinante potrà venire dalla promozione presso i cittadini di una cultura del farmaco che privilegi un approccio consapevole e responsabile ai farmaci e l’adozione di corretti stili di vita».

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