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Farmacie online, sulle regole Ue è già guerra tra francesi e olandesi

04/12/2015 00:47:07
Mentre in Italia ancora si attende l’uscita del decreto attuativo che dovrebbe dare luce verde all’e-commerce degli Otc, in Francia dove l’online è realtà già da tempo fa discutere il caso di una web-pharmacy olandese poco rispettosa di confini e regole. Una vicenda che merita di essere seguita anche da chi sta da questa parte delle Alpi, perché potrebbe aprire crepe profonde nelle recentissime norme che l’Europa si è data per governare l’e-commerce dei farmaci. Tutto dipenderà dalle decisioni dei giudici, chiamati in causa dalla denuncia presentata dall’Udgpo (l’associazione nazionale dei gruppi d’acquisto tra farmacie) nei confronti del sito di e-commerce Shop-pharmacie.fr.

Due le accuse mosse dai farmacisti francesi. Per cominciare, la violazione delle regole sulla pubblicità di settore: volantini del sito, infatti, vengono recapitati regolarmente nei pacchi-acquisto di noti portali di vendite a distanza come Zalando, con i quali Shop-pharmacie.fr ha probabilmente stipulato accordi commerciali. Ma l’accusa dalle implicazioni più delicate è la seconda: anche se il sito ha dominio francese ed è redatto in lingua francese, la proprietà fa capo a una società olandese legata a sua volta a un gruppo finanziario. Per l’Udgpo, dunque, Shop-pharmacie.fr viola le norme nazionali, che impongono alle farmacie interessate a vendere online di presentare domanda all’Agenzia regionale sanitaria competente per territorio.

Attenzione però, il sito olandese ma in lingua francese non è una web-pharmacy “pirata”. Sulla sua homepage, infatti, compare in bella evidenza il bollino Ue che certifica le farmacie autorizzate a fare e-commerce. Il logo, ovviamente, riporta la bandiera dei Paesi Bassi e – proprio come vogliono le direttive europee - se si clicca sull’immagine si viene indirizzati alla pagina web del ministero della Salute olandese, dove si certifica che Shop-pharmacie.fr è regolarmente autorizzata con questo dominio.

Ed eccoci allora al nocciolo della vicenda: può uno Stato dell’Unione autorizzare una farmacia online che per indirizzo web e lingua mira smaccatamente a vendere in un altro Stato dell’Ue? E a quali regole – in materia di pubblicità, per esempio9 – deve sottostare questa web-pharmacy, quelle del Paese che l’ha autorizzata o quelle del Paese dove intende commerciare? E ancora, ha senso porsi questi dubbi con un veicolo come internet, che notoriamente non ha alcun riguardo per confini e frontiere? Saranno i giudici a rispondere. Giudici olandesi però, perché la nazionalità della società proprietaria ha obbligato l’Udgpo a rivolgersi a un tribunale di quelle parti. E tra gli addetti ai lavori, c’è già chi fa paralleli con la celebre sentenza DocMorris del 2003. (AS)

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