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Veterinari, da QuintilesIms la foto di un mercato di nicchia ma dinamico

05/04/2017 00:42:59
Nel 2016 i farmaci veterinari hanno inciso per il 2% sulle vendite di medicinali, con e senza obbligo di prescrizione, generate dal canale farmacia. Si tratta di un mercato che nell’insieme genera un giro d’affari attorno ai 300 milioni e che i farmacisti non devono assolutamente sottovalutare, innanzitutto perché in costante espansione di anno in anno. E’ quanto riportano le ultime rilevazioni di QuintilesIms, che nel suo webmagazine dedica un articolo al comparto della veterinaria in farmacia. La rilevanza del mercato, si legge nel servizio, deriva innanzitutto dalla crescita inarrestabile della popolazione “pet”: secondo i dati Assalco, sono ormai 60 milioni gli animali domestici che le famiglie italiane hanno accolto nelle loro case, cifra che comprende 6,9 milioni di cani, 7,5 milioni di gatti, quasi 13 milioni di volatili, oltre tre milioni di roditori e piccoli mammiferi e infine 30 milioni di pesci.

Di fronte a queste cifre, il mercato dei prodotti per gli animali d’affezione si presenta dunque come una nicchia potenzialmente interessante, nella quale il farmacista può incidere con livelli di servizio dedicati (numeri utili di ambulatori e strutture di pronto soccorso veterinario, materiale informativo sui regimi alimentari del “pet”, consulenza e prevenzione verso le patologie trasmissibili all’uomo). E’ evidente in ogni caso che scelte e posizionamenti delle singole farmacie dipendono dall’esistenza o meno di un adeguato bacino di clientela. I dati di QuintilesIms, infatti, dimostrano che il mercato dei prodotti veterinari risente di una forte variabilità territoriale: così, se a livello nazionale le vendite di farmaci veterinari rappresentano a valori il 2% dell’intero mercato del farmaco (etico e Sop), in alcune Regioni tale incidenza arriva a superare il 4% (la Liguria, per esempio) mentre in altre scende allo 0,6% (Basilicata, vedi immagine Italia). «Si tratta certamente di differenze» è la conclusione dei ricercatori di QuintilesIms «collegate a fattori sociodemografici, ma c’è anche spazio per una crescita imperniata sull’iniziativa e sull’attenzione per questo segmento».

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