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Congresso Aesgp: automedicazione comparto da presidiare

06/06/2014 06:30:03
“Selfcare” non vuol dire “no care”: anche quando si acquista un Otc, chiedere un consiglio al farmacista è sempre la scelta più sicura. Lo ha detto ieri John Chave, segretario generale del Pgeu (l’associazione dei farmacisti europei), nel suo intervento al 50° Congresso annuale dell’Aesgp, la sigla delle industrie europee dell’automedicazione. Ospitato dal 3 al 5 giugno a Londra, l’evento ha chiamato a raccolta produttori, mondo della politica, attori della filiera e rappresentanti dei pazienti per confrontarsi sulle prospettive e sulle opportunità dei “senza ricetta”.
Per quanto concerne l’evoluzione del mercato, le stime degli esperti appaiono ottimistiche: nel 2013 il giro d’affari degli Otc è cresciuto del 7,3% a livello mondiale e la previsione è che il trend proseguirà anche negli anni a venire. Spingeranno in questa direzione soprattutto due fenomeni, la progressiva voglia di autonomia dei consumatori e le politiche statali di contenimento della spesa farmaceutica pubblica, che accresceranno la spesa privata per medicinali e renderanno i pazienti sempre più sensibili ai differenziali di prezzo. Non a caso, il tema portante del meeting londinese (nella cui cornice si è anche svolto il 18° Congresso della Wsmi, l’organizzazione mondiale dei produttori di Otc) era “Selfcare, il gold standard della salute”. «Una corretta automedicazione» ha osservato June Raine, del Mhra (l’agenzia del farmaco britannica) «costituisce la base di un intero sistema sanitario».
Ovviamente non è mancato il confronto sulle richieste che l’industria ha presentato a politici e agenzie regolatorie: la richiesta – che si ripete da vari anni – è sempre quella di una semplificazione delle procedure di switch, ossia la riclassificazione di un farmaco da etico a Otc. Come esemplifica il recentissimo caso del cialis, è strategia consolidata di molte aziende cercare lo switch di un “blockbuster” che si avvicina alla scadenza brevettuale, per poi competere su comunicazione e valore del brand alla comparsa dei primi generici. Per Guido Rasi, direttore dell’Ema (l’agenzia europea del farmaco), operazioni di questo genere vanno però valutate con estrema attenzione: «Anziché puntare sempre allo switch di farmaci che sono nati con l’obbligo della ricetta» ha detto al Meeting dell’Aesgp «l’industria potrebbe anche cercare di sviluppare molecole che fin dall’inizio puntano a essere Otc».
Si è anche parlato parecchio del ruolo della farmacia: John Chave, come detto in apertura, ha ricordato l’insostituibilità dei presidi in un comparto come quello dell’automedicazione, ma ha anche invitato i farmacisti a un ruolo più proattivo: se vuole mettere in campo tutto il suo valore aggiunto, ha detto, il farmacista non può sguarnire l’area del selfcare. Dove la necessità rimane quella di fare cultura, come dimostra il progetto congiunto Assosalute-Cittadinanzattiva che Antonio Gaudioso, segretario generale dell’organizzazione dei consumatori, ha presentato a Londra: rivolto agli studenti delle scuole superiori, il progetto si impernia su una campagna (con video e materiale divulgativo) diretta a informare i giovani sui rischi che si corrono quando si acquistano su internet anabolizzanti o altre sostanze da doping sportivo. Una campagna, ha detto Gaudioso, che Cittadinanzattiva vorrebbe estendere anche nelle farmacie, proposta immediatamente raccolta da Annarosa Racca, presente a Londra in rappresentanza di Federfarma. (AS)

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