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Riforma previdenza, ipotesi “contributivo” al vaglio di Federfarma

06/10/2015 00:42:46
Traghettare la previdenza di categoria al sistema contributivo, con annualità commisurate al reddito dell’iscritto e applicazione del “pro-rata” per le quote già versate. E’ la proposta alla quale sta attualmente lavorando la commissione insediata a luglio dall’Enpaf per disegnare la riforma del sistema previdenziale. L’orientamento, in sostanza, è quello di rivederne l’impalcatura mediante modifiche soltanto regolamentari, senza cioè interventi che imporrebbero ritocchi legislativi e dunque lunghe attese. Sulla base di tale indirizzo, la commissione (composta esclusivamente da tecnici e presidenti di Ordine, senza altre rappresentanze) ha così cominciato a lavorare a un’ipotesi di riforma imperniata su tre cardini: primo, per i farmacisti privi di altra copertura pensionistica scatterebbe il passaggio dall’attuale sistema «a contribuzione e prestazioni definite» al cosiddetto modello contributivo (prestazioni previdenziali parametrate sui contributi versati durante l’attività lavorativa), secondo un’aliquota proporzionale al reddito dell’iscritto e con mantenimento dell’attuale metodo per le quote già versate; secondo, lo 0,90% sulle dcr (disciplinato da una norma di legge) verrebbe mantenuto e utilizzato dall’Enpaf per l’accantonamento della riserva tecnica; terzo, per gli iscritti con altra copertura previdenziale cesserebbe la contribuzione di solidarietà e scatterebbe invece un’aliquota obbligatoria che darebbe diritto a una prestazione pensionistica commisurata ai contributi versati.

Come detto la proposta rappresenta al momento soltanto un’ipotesi di lavoro, che la commissione ha formalizzato soltanto per poterla rigirare alle sigle della professione e raccoglierne i pareri. Non c’è ancora stata, dunque, alcuna analisi attuariale sulla sostenibilità economica del modello, cosa che la commissione comincerà a fare una volta ascoltate le componenti dei farmacisti. Nel caso di Federfarma, in particolare, si occuperà di una valutazione approfondita del progetto il Centro studi del sindacato, che per l’occasione si avvarrà della consulenza di Arturo Maresca, ordinario di Diritto del lavoro alla Sapienza di Roma. Alla Federazione, in ogni caso, non è sfuggito che la proposta appena recapitata si pone in netta rottura rispetto alla linea consolidata dell’Enpaf, che finora aveva sempre difeso a spada tratta il sistema a contribuzione e prestazioni definite ritenendolo il più adatto alle specificità della categoria. (AS)

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