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Diretta, aprono i tavoli. Federfarma: obiettivo è sostenibilità

07/02/2017 00:58:20
La distribuzione diretta presenta criticità che vanno superate cercando la mediana tra due distinte rivendicazioni di sostenibilità, quella che arriva dalle Regioni e riguarda le risorse pubbliche e quella che arriva dalla filiera e riguarda le farmacie. E’ su questa linea che procederà il gruppo di lavoro sulla distribuzione diretta, istituito il 17 gennaio dal Mise nell’ambito del Tavolo sulla farmaceutica e riunito ieri all’Aifa per la sua prima seduta. Coordinato dall’Agenzia e formato da rappresentanti delle Regioni, dei Ministeri, dell’Agenas e del comparto farmaceutico (produttori, distributori e farmacie), il gruppo ha fissato ieri la metodologia con la quale si lavorerà: su proposta di Loredano Giorni, direttore del Servizio farmaceutico della Regione Piemonte, è stata decisa l’istituzione di un “sottogruppo” ristretto ai soggetti che più direttamente sono coinvolti nella materia, ossia Regioni e farmacie del territorio (Federfarma e Assofarm). A questo comitato toccherà procedere a una prima “sgrossatura” della questione, per delimitare il tema e impostare la discussione nel gruppo esteso (con alcuni punti già messi fuori lista: il Pht, ha chiarito per esempio l’Aifa, non rientra tra le questioni sul tappeto, perché di esclusiva competenza dell’Agenzia). Un mese il tempo a disposizione per produrre una sorta di piattaforma base, che verrà poi esaminata nella prossima seduta plenaria, fissata per il 2 marzo.

Distribuzione diretta sotto la lente anche a un altro tavolo, pure questo approdato ieri alla sua prima riunione. Si tratta del gruppo Sifo per uno studio comparato dei costi di diretta, dpc e convenzionata, proposto nell’autunno scorso dal presidente della società scientifica dei farmacisti ospedalieri, Marcello Pani, e istituito a gennaio con il benestare di gran parte della filiera farmaceutica. Parecchie, quindi, le sigle che uscite dalla riunione all’Aifa si sono ritrovate dopo pochi minuti a questo secondo tavolo: assenti Regioni, Aifa e Farmindustria, presenti tutte le altre con qualche aggiunta, come Fofi, Assoram e Cittadinanzattiva. Anche in questo caso, la prima seduta è servita principalmente per buttare giù lo schema di lavoro: il primo step consisterà nella condivisione di tutti gli studi finora prodotti sulla distribuzione diretta dalle diversi componenti della filiera, quindi gli esperti dalla Scuola superiore Sant’Anna procederanno a un’analisi più approfondita. Intanto le rilevazioni serviranno a Sifo e Federfarma per rivedere e aggiornare quello schema di riordino del Pht che le due organizzazioni avevano già sottoposto alla valutazione dell’Aifa un paio di anni fa. «Diventa una sensibilità comune» commenta il segretario nazionale di Federfarma, Alfonso Misasi, ieri alla guida della delegazione del sindacato nei due incontri «ciò che noi ripetiamo da tempo, e cioè che va condiviso un percorso il cui fine è garantire la sostenibilità della rete delle farmacie». (AS)

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