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Tavolo carenze, Federfarma: se mancanti, ordini diretti

10/05/2013 09:49:04
Un patto di filiera per rappresentare il problema delle carenze con un’unica voce. Anche nei confronti delle istituzioni e in particolare delle Regioni, alle quali verrà chiesta maggiore severità nel rilascio delle autorizzazioni all’attività di distribuzione e nei controlli. E intanto, alle farmacie rimane la via indicata nei giorni scorsi dall’Aifa, ossia l’ordine diretto all’industria come prescrive l’articolo 105 del d.lgs 219/2006. Questi i punti concordati all’incontro su mancanti e contingentamenti che oggi ha messo attorno a un tavolo le sigle della filiera: Federfarma, Assofarm e Fofi per le farmacie, Adf e Federfarma Servizi per i distributori, Farmindustria per i produttori.
Il summit è servito innanzitutto per ritracciare i confini del problema: quello delle carenze di farmaci è un fenomeno che si spiega in buona parte con l’ascesa delle esportazioni parallele, a loro volta alimentate dai differenziali di prezzo che esistono tra il nostro e altri paesi su alcune specialità. Non tantissime, circa 200, così come contenuto è il numero delle aziende produttrici coinvolte: una decina in tutto, in massima parte multinazionali con una rete logistica distribuita in più paesi e una produzione programmata sullo storico.
Inutile poi cercare di mettere un tappo alle esportazioni, perché si tratta di attività considerata legittima dall’Unione europea, né è pensabile un’intesa tra i paesi membri per ridurre le differenze di prezzo da Stato a Stato, visto che all’origine ci sono metodologie di contrattazione diversissime.
E allora? L’unica via percorribile rimane quella della collaborazione di filiera, ossia lo scambio di informazioni e la segnalazione tempestiva di carenze o comportamenti sproporzionati da parte di qualche operatore: «Abbiamo segnalato a Farmindustria i nomi di quelle aziende che richiedono quantitativi minimi a fronte di ordini diretti delle farmacie ex articolo 105» ricorda Annarosa Racca, presidente di Federfarma nazionale «e abbiamo ricordato che noi siamo la prima linea della filiera: è inaccettabile che un farmacista sia costretto a dire di essere sprovvisto di un medicinale. Quindi per noi la questione è semplice: il farmaco ci arriva dal grossista oppure lo ordiniamo al produttore, secondo le modalità previste dal d.lgs 219».
Dalla filiera, inoltre, partiranno interventi di “sensibilizzazione” nei confronti delle Regioni perché si ponga la massima attenzione nel rilascio delle autorizzazioni all’attività di distribuzione: durante il summit, infatti, sono stati riportati casi di società di intermediazione che non solo si propongono alle farmacie in qualità di broker, ma offrono anche assistenza completa per il conseguimento di tutti i permessi necessari. Per trasmettere alle Regioni il giusto messaggio, le sigle hanno concordato un secondo incontro “tecnico” per il prossimo mese. (AS)

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