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Diretta: tavolo Aifa nuovo incontro a breve

09/05/2017 00:10:36
Il tavolo Regioni-filiera sui costi della distribuzione diretta riprenderà a lavorare già dai prossimi giorni, mentre in parallelo l’Aifa rimetterà mano al Pht per una rivalutazione che verrà condotta assieme alla Commissione tecnico-scientifica dell’Agenzia e ai suoi uffici. E’ l’aggiornamento che arriva dalla quarta sessione del convegno organizzato sabato 6 maggio da Federfarma nella cornice di Cosmofarma Exhibition: proposta proprio per fare il punto sui lavori del tavolo della diretta, la sessione ha visto l’intervento di tutti gli attori presenti in quel gruppo, che hanno così valutato dalla loro prospettiva il percorso fin qui coperto e gli obiettivi da raggiungere. Particolarmente lucida, da questo punto di vista, l’analisi di Nando Minnella, capo della Segreteria tecnica del ministero della Salute, che ha riassunto lo stato dell’arte: «L’intento non è quello di mettere a confronto diretta, dpc e convenzionata per decidere qual è il canale migliore» ha spiegato «ma disporre di dati da fornire alle Regioni perché possano decidere consapevolmente quando affidarsi a questo o quel canale. L’auspicio, in altri termini, è che si possa mettere a regime il sistema passando anche da una semplificazione dei modelli e della remunerazione, perché più le cose sono semplici e maggiore è l’efficienza». Poter disporre di cifre, ha continuato Minnella, aiuterebbe la programmazione e la governance del sistema, perché non si può guidare ciò che non si conosce. «E se sappiamo tutto della dpc grazie al monitoraggio assicurato dalle farmacie» ha osservato «della diretta non si può dire altrettanto».

Anche per Ida Fortino, dirigente dell’area Strategia ed economia del farmaco dell’Aifa, tra gli obiettivi del tavolo ci dovrebbe essere la semplificazione: «La distribuzione diretta ha ormai 16 anni» ha ricordato «e serve un rinnovamento, ma non è facile mettere tutti d’accordo. Bisognerebbe almeno riuscire a ridurre le distanze tra le parti, anche perché la meta non è quella di arrivare a un modello unico su tutto il territorio ma garantire che le diverse scelte assicurino sempre l’accessibilità del farmaco. Per questo motivo, alla ripresa dei lavori del tavolo, che avverrà tra breve, le Regioni porteranno esperienze e best practice che consentiranno analisi e raffronti».

Intanto, su un binario parallelo, procede anche lo studio comparativo della Sifo sui costi dei tre canali distributivi, che dovrebbe fornire presto i primi risultati preliminari: «Anche per noi» ha spiegato Marco Gambera, segretario regionale di Sifo Lombardia «l’obiettivo non è quello di decretare il canale migliore ma fornire uno strumento che sia poi di supporto alle Regioni nelle loro scelte distributive. Al centro del sistema, infatti, deve restare il paziente». Non è però ciò che oggi accade per la diretta secondo Francesco De Santis, vicepresidente di Farmindustria: «La 405/2001 aveva introdotto la dispensazione del primo ciclo di terapia post-dimissione» ha ricordato «per assicurare agli assistiti la continuità ospedale-territorio. La norma però è stata distorta nel tempo da politiche tese alla ricerca di ogni possibile risparmio». Sulla stessa linea Cinzia Falasco Volpin, vicepresidente di Assogenerici: «La diretta è stata usata dalle Regioni per agire sui prezzi» ha accusato «ma la verità è che genera sprechi e mette a rischio l’aderenza terapeutica. Va ripristinato al più presto un equilibrio che consenta a medici di famiglia e farmacisti di tornare protagonisti della prescrizione e della dispensazione».

Vista dalla prospettiva dei grossisti, invece, la questione diretta-dpc si gioca principalmente sulla ricerca dell’efficienza distributiva. «Al centro c’è senz’altro il cittadino» ha osservato Mauro Giombini, presidente di Adf «ma la prima preoccupazione va all’efficienza. E proprio su questo terreno abbiamo accettato la sfida di confrontarci con gli altri attori del tavolo». «Anche se» ha aggiunto Antonello Mirone, presidente di Federfarma Servizi «poi alla fine tutti i discorsi tornano a vertere sui prezzi e le Regioni sbattono sul tavolo i risparmi che riescono a ottenere con le gare centralizzate. E se a volte riescono a ottenere ribassi consistenti, la responsabilità è anche delle aziende produttrici».

E le farmacie? Per Venanzio Gizzi, presidente di Assofarm, l’obiettivo dei presidi dalla croce verde deve rimanese quello di riportare tutti i farmaci sul territorio, una meta da raggiungere anche puntando sulla qualità certificata della dispensazione. Anche per Annarosa Racca, presidente di Federfarma, la meta finale rimane quella di riportare la diretta al suo spirito originario e riportare gli innovativi in farmacia, ma per riuscire occorre che la filiera continui a lavorare unitariamente come ha fatto finora: «La distribuzione diretta non assicura alcun risparmio ma anzi genera sprechi enormi» ha ricordato «come dimostrano le sporte ricolme di confezioni non usate che ci vengono portate in farmacia e che poi tocca a noi smaltire. E danneggia anche l’erario, per il mancato introito dei ticket. Bene dunque che l’Aifa si accinga a rivedere il Pht, la nostra speranza ovviamente è che i farmaci di uso consolidato passino alla convenzionata in modo da semplificarne l’accesso ai cittadini».

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