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Filiera unanime: va rimossa la frammentazione regionale

10/03/2017 00:39:28
Le Regioni l’hanno fatto capire mercoledì con il via libera, da parte del Comitato di Settore-Sanità, dell’Atto d’indirizzo per il rinnovo della Convenzione tra Ssn e farmacie. La filiera farmaceutica invece l’ha detto all’unisono ieri, nella seconda seduta del Tavolo sui costi della distribuzione diretta coordinato dall’Aifa: l’eterogeneità di liste, modelli e scelte organizzative che contraddistinguono il doppio canale nelle varie Regioni va assolutamente superata, per recuperare un’omogeneità che vada innanzitutto a beneficio degli assistiti. Lo ha ribadito in primo luogo Federfarma, che al Tavolo (dov’era presente con una delegazione guidata dalla presidente, Annarosa Racca) ha puntato il dito sulla babele di declinazioni locali del Pht, non solo a livello regionale ma persino aziendale. Vanno uniformati gli elenchi della diretta e della distribuzione per conto, ha osservato in particolare il sindacato, spostando al contempo dal Pht alla convenzionata i farmaci con brevetto scaduto o di uso consolidato e dalla dd alla dpc quelli che non richiedono particolari cautele nella somministrazione. «E le Regioni non provino a trincerarsi dietro ai presunti risparmi della diretta» spiga a Filodiretto la presidente Racca «perché al Tavolo abbiamo fornito dati in abbondanza sulle storture del doppio canale e sugli sprechi che genera». L’elenco è quello che era già stato portato a fine gennaio al Tavolo del Mise sulla farmaceutica: dalle disuguaglianze nell’accesso ai farmaci al mancato gettito del ticket, dai disagi sociali arrecati ad assistiti e famiglie all’emarginazione professionale di medici e farmacisti del territorio, dalla perdita di fatturato sopportata dalle piccole farmacie all’inadeguato monitoraggio di terapie e forniture ai pazienti cronici, la diretta è causa non di risparmi ma di squilibri sistemici.

Sulla stessa linea anche Farmindustria e Assogenerici, che vorrebbero maggiore uniformità nei criteri con cui ogni regione fa ricorso a forme di distribuzione alternative alla convenzionata. Più in generale, è opinione di tutti i partecipanti che l’eccessiva frammentazione della diretta sia causa di discriminazioni inaccettabili tra i cittadini delle diverse regioni. Sembrano allora suggerire una convergenza le parole espresse mercoledì dal presidente del Comitato di settore, il lombardo Massimo Garavaglia, nel comunicato che annunciava l’approvazione dell’Atto d’indirizzo (accolto con soddisfazione anche al Tavolo): bisogna andare verso una «armonizzazione» delle diverse modalità distributive, anche attraverso una convergenza degli elenchi. E’ dunque su questa strada che nelle prossime settimane lavorerà il gruppo coordinato dall’Aifa, attraverso un’attività incanalata su tre filoni di indagine: la già citata “standardizzazione” del Pht, un raffronto tra i diversi modelli distributivi della dpc praticati a livello regionale e infine un’analisi dei costi della diretta. Sulla quale, è la sensazione emersa ieri, le Regioni parrebbero un po’ meno disposte di prima a rinunciare alla propria autonomia organizzativa. (AS)

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