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Convenzione medici, dalla Sisac novità contestate su Aft e Uccp

10/06/2016 00:56:17
Adesione obbligatoria alle Aft, le Aggregazioni funzionali territoriali, per tutti i medici di famiglia. E partecipazione altrettanto obbligata anche alle attività dell’Uccp (l’Unità complessa di cure primarie) di riferimento, che le Regioni apriranno «prioritariamente» nelle «zone territoriali a elevata densità di popolazione, salvaguardando comunque il principio dell’equità di accesso alle cure». Sono due dei passaggi più significativi della bozza di convenzione tra Ssn e medici di famiglia che la Sisac, la struttura interregionale cui sono affidati i rinnovi contrattuali del personale convenzionato, si preparerebbe a mostrare ai sindacati di categoria. Anticipata martedì da Sanità 24, la piattaforma è stata subito impallinata dalla Fimmg, la sigla più rappresentativa dei mmg: oltre a rappresentare un «arretramento» rispetto alle aperture sancite nell’atto d’indirizzo (dalla quale formalmente la bozza scaturisce), la bozza disegna l’identikit di «un medico il cui paradigma professionale si declina nella subordinazione e non in una autonomia responsabile, riconosciuta e incentivata» verso il Ssn.

L’orientamento si intravede già nei due articoli che trovano più sensibili i titolari di farmacia, dedicati ad Aft e Uccp. In particolare, tra atto d’indirizzo e bozza della Sisac sembrano cambiare radicalmente i rapporti tra le due forme organizzative. Le Aft rimangono più o meno quello che già si sapeva: vi dovranno aderire obbligatoriamente tutti i mmg (in altri termini, non ci potrà essere generalista che non appartiene a un’Aft), garantiranno «l’assistenza per l’intero arco della giornata e per sette giorni alla settimana a una popolazione non superiore a 30mila abitanti» e i loro medici «assicureranno la diffusione capillare dei propri presidi nell’ambito dei modelli organizzativi regionali». Tra i compiti dell’Aft l’erogazione dei Lea, lo sviluppo della medicina d’iniziativa, la continuità assistenziale e il raccordo con il sistema dell’emergenza urgenza.

Le novità più importanti arrivano invece dalle Uccp, che in Emilia Romagna o Toscana hanno assunto come noto il nome di Case della salute. Tali aggregazioni, dice la bozza Sisac, rappresentano «la forma organizzativa complessa che opera in forma integrata all’interno di strutture e/o presidi individuati dalla Regione, con una sede di riferimento ed eventuali altre sedi dislocate nel territorio». Le Unità di cure primarie, afferma ancora il documento, opereranno «in continuità assistenziale» con le Aft, i cui medici parteciperanno «obbligatoriamente alle attività della Uccp di riferimento, nel rispetto della programmazione regionale». E non solo: «La valutazione dei risultati raggiunti dai medici di cure primarie operanti all’interno della Uccp» si legge ancora «costituisce la base per l’erogazione della parte variabile del trattamento economico degli stessi medici. Detta parte variabile è inclusa ed evidenziata nell’eventuale budget che l’Azienda Sanitaria può decidere di adottare nei confronti dell’intera Unità». La Fimmg non gradisce, e probabilmente non gradiscono neanche le farmacie. (AS)

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