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Marino (Pd): innovativi e diretta, torni tutto in farmacia

11/02/2013 10:51:10
I farmaci innovativi devono essere distribuiti in farmacia in nome di un Servizio sanitario universale e solidale che assicura ai suoi assistiti il più veloce accesso alle terapie. Parola di Ignazio Marino, senatore Pd, presidente della commissione parlamentare sugli errori in Sanità, candidato dei Democratici al Senato nelle circoscrizioni di Lazio e Piemonte. Filodiretto lo ha intervistato per declinare sul terreno della farmacia i passaggi cardine del programma Pd per la Sanità.

Senatore, nel vostro manifesto parlate di valorizzazione del territorio, deospedalizzazione, sviluppo della rete delle Cure primarie. Per le farmacie che posto prevedete?
Consideriamo le farmacie un tassello imprescindibile del sistema. Prima una premessa però: al contrario del centrodestra, che pone un problema di sostenibilità del Ssn e mira ad ampliare la presenza del privato e della Sanità integrativa, il Pd difende il principio di un Servizio pubblico universale e solidale, compatibile economicamente grazie alla riorganizzazione del sistema. Di qui l’idea che serva meno ospedale e più territorio, dove va abbandonata la vecchia figura del medico di famiglia “solista” e sviluppata una rete di studi associati aperti h16 e 6 giorni su 7. In questo potenziamento della Cure primarie si colloca la valorizzazione delle farmacie, con due obiettivi prioritari: da un lato va riportata in farmacia la distribuzione dei medicinali innovativi, da raggiungere grazie al passaggio a una remunerazione basata sul fee for service e con l’obiettivo di assicurare al cittadino la massima accessibilità alle cure. Dall’altro vanno sviluppati una serie di servizi, orientati al monitoraggio delle terapie e della loro aderenza, che faranno delle farmacie un tassello integrante del Ssn.

Non c’è il rischio che l’accentramento dei medici in studi associati sguarnisca le aree più periferiche del territorio?
Le farmacie sono strategiche anche per evitare che questo accada. Con il collegamento in rete tra ambulatori della medicina generale e presidi, infatti, sarà possibile assicurare il governo clinico del territorio e attuare quella medicina d’iniziativa che è il modello imprescindibile della presa in carico delle cronicità.

E le risorse?
Meno ospedale e più territorio significa anche spostamento di spesa da un livello all’altro.

Parliamo di politica del farmaco: la vostra proposta è di superare prontuari terapeutici e differenze regionali nell’accesso ai nuovi farmaci. E sulla distribuzione diretta?
Esatto, basta con prontuari regionali e ospedalieri. Serve un nuovo quadro regolatorio che dia chiarezza all’industria. E un sistema che garantisca investimenti costanti sui farmaci innovativi, da rendere subito disponibili al malato. Stesso discorso per quanto concerne la distribuzione diretta: basta con le frammentazioni regionali, i farmaci devono essere immediatamente disponibili attraverso la capillarità di quella rete di eccellenza professionale che è data dalle farmacie. E grazie al passaggio a quel fee for service di cui dicevo.

Però nel suo partito continua a restare in agenda la liberalizzazione della fascia C: come la mettiamo con l’eccellenza di cui lei ha appena parlato?
Per quanto mi riguarda non condivido l’idea che la farmacia sia argomento appartenente al campo della politica industriale di questo paese, la farmacia fa parte del mondo della Sanità. Sono però dell’idea che il sistema abbia bisogno di un riordino, va trovato un assetto che assicuri ai laureati un cammino professionale e una collocazione di lavoro dignitosa.

Proviamo a scendere un po’ più in dettaglio: lei cosa chiederebbe alle farmacie per arrivare a questo riassetto? Dove vede l’imbuto?
Non è un problema di imbuti, c’è da mettere in piedi un riordino del servizio che tenga conto delle legittime aspirazioni di tutti, che arrivi a una sintesi delle loro esigenze. E’ una meta alla quale si può arrivare soltanto mettendo attorno a un tavolo tutti gli attori interessati, non certo con azioni lobbistiche condotte dietro le quinte.

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