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Spesa farmaci, in “manovrina” intervento su diretta e ospedaliera

12/04/2017 08:24:41
Per monitorare l’andamento della spesa farmaceutica pubblica, l’Aifa potrà accedere «in via sperimentale» ai «flussi informativi dell’assistenza farmaceutica» e ai dati Sogei riguardanti ricetta dematerializzata e fatturazione elettronica. E’ quanto prevede uno degli articoli del decreto legge approvato ieri sera dal Consiglio dei ministri per correggere l’andamento dei conti pubblici, secondo le richieste avanzate nei mesi scorsi dall’Unione europea. La “manovrina”, come l’hanno battezzata i giornali, assicura per l’anno in corso 3,4 miliardi di euro di maggiori entrate, ottenute «con l'efficientamento della gestione tributaria, con misure di lotta all'evasione validate dall'Ue e solo in parte con tagli di spesa».

L’intervento sulla farmaceutica, in particolare, sembra improntato al conseguimento di due obiettivi contigui: dare maggiore certezza ai rendiconti della spesa per i farmaci dell’ospedaliera e della distribuzione diretta e assicurare alle Regioni l’incasso del payback sugli sfondamenti 2016 e 2017; la sintesi della disposizione offerta dal comunicato diffuso ieri sera dal Governo lascia soltanto intuire lo spirito del provvedimento, ma ad esplicitare provvede un articolo di Roberto Turno pubblicato in serata da Sanità24: non soltanto l’Aifa potrà utilizzare i dati delle fatture elettroniche (emesse dalle aziende farmaceutiche sugli acquisti di medicinali operati da Asl e ospedali) per le sue stime di spesa; dal 2018 i produttori dovranno specificare nelle loro fatture digitali Aic e quantitativi dei farmaci venduti, secondo modalità che il Mef dovrà definire successivamente per decreto.

Anche se l’intervento non tocca le farmacie del territorio, merita comunque la loro attenzione per ciò che implicitamente ammette: la spesa farmaceutica ospedaliera e quella per la distribuzione diretta continuano a restare una zona grigia in tutti i monitoraggi finora condotti dall’Aifa così come nei bilanci delle Regioni; colpa di rendicontazioni spesso incostanti, di flussi informativi incerti, di bilanci aziendali approssimativi, che nel migliore dei casi non riescono a separare la spesa per i farmaci dell’ospedaliera da quella per la diretta (il che spiega perché le Regioni fanno tanta fatica a riscuotere dalle aziende produttrici il payback sugli sfondamenti). E nel peggiore, come talvolta riportano in via confidenziale alcuni addetti ai lavori, mescolano volutamente acquisti dell’una e dell’altra voce per rimettere in sesto i conti.

Sia quel che sia, il provvedimento conferma una volta di più quello che Federfarma va dicendo da tempo, e cioè che i millantati risparmi attribuiti alla diretta sono tutti da dimostrare, visto che a monte non c’è alcuna certezza sulla spesa. «Bene che il Governo cerchi di dare trasparenza alla spesa farmaceutica delle strutture pubbliche» è quindi il commento della presidente di Federfarma, Annarosa Racca «l’obiettivo però potrebbe essere raggiunto se si desse alle farmacie del territorio la distribuzione di tutti i farmaci acquistati dalle Asl in via diretta: tutto ciò che passa da noi viene monitorato e rendicontato, in tempo reale e al centesimo. La governance della spesa farmaceutica si fa con le farmacie».

Sempre nella serata di ieri, il Consiglio dei ministri ha anche dato luce verde al Def 2017, il Documento di economia e finanza che detta le linee d’intervento del Governo. In attesa che venga messo a disposizione il testo finale, è d’obbligo citare un passaggio del comunicato della Presidenza del consiglio che cita tra «i pilastri dell’agenda di riforme strutturali» dell’esecutivo «la legge sulla concorrenza». E proprio ieri, la riunione dei capigruppo del Senato ha fissato al 20 aprile l’inizio della discussione in aula del ddl. (AS)

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