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Riordino tetti, Racca: regioni arroccate, governo non ceda

12/11/2016 07:41:03
Sulle disposizioni dettate dalla Manovra in tema di tetti per la spesa farmaceutica, il Governo tiri dritto e non ceda alle richieste di modifica che arrivano dal composito fronte delle Regioni. Questo l’auspicio di Annarosa Racca, presidente nazionale di Federfarma, dopo le anticipazioni dei giorni scorsi sulle controproposte che gli assessori alla Salute delle Regioni si preparerebbero a trasmettere all'esecutivo.

Presidente, perché non vi piacciono gli emendamenti della Commissione salute?
La Manovra del Governo ridisegna il sistema dei tetti per mettere su un piatto della bilancia la spesa farmaceutica convenzionata e sull’altro la spesa farmaceutica degli ospedali e della distribuzione diretta, che finora faceva somma con la convenzionata. Attenzione, a parte questo riassemblaggio non cambia nulla rispetto all’oggi: il tetto che viene assegnato alla spesa convenzionata, 7,96%, e quello che ricevono ospedaliera più diretta, 6,89% sono la fotografia pressoché fedele degli attuali pesi. Le controproposte delle Regioni, invece, impartirebbero una netta rottura.

E voi invece, perché apprezzate le misure della Manovra?
Semplice: messa da una parte la spesa farmaceutica che passa da Asl e ospedali e dall’altra la spesa che passa dalle farmacie del territorio– la convenzionata, per l’appunto – diventerà evidente chi causa gli sfondamenti. Le stime dicono che a fine anno la convenzionata dovrebbe chiudere al di sotto del proprio tetto di circa 400 milioni di euro, la spesa per la distribuzione diretta invece di almeno un punto percentuale, circa mille milioni. Oggi gli avanzi della convenzionata coprono gli sforamenti della diretta, perché i due tetti sono cumulati. Ma dal prossimo anno non sarà più così.

Nelle loro controproposte, le Regioni affermano di non voler rinunciare alla diretta…
Innanzitutto va detto che gli schieramenti non sono ancora del tutto chiari. E forse non tutte le Regioni sostengono quelle proposte. In ogni caso, il fatto che nel documento esaminato dalla Commissione salute si difenda la distribuzione diretta è la conferma dell’esistenza di un teorema.

Quale?
Per anni alcune Regioni hanno fatto passare a forza, dalla distribuzione diretta, farmaci che non avevano alcun bisogno di una dispensazione in ambiente controllato, almeno non più di quanto sia controllato l’ambiente delle farmacie del territorio. Si sono sempre addotte, più o meno apertamente, ragioni di risparmio, ma ora il no alla Manovra smentisce una volta per tutte quest’alibi: a certe Regioni importa soltanto continuare a fare più diretta possibile.

Infatti la proposta degli assessori sarebbe quella di ridurre il tetto della Convenzionata al 7% e alzare in proporzione quello cumulato di ospedaliera e diretta al 7,89%...
Già, così la spesa farmaceutica di Asl e ospedali continuerebbe a salire e sfondare anno dopo anno senza nessuna seria analisi sulle cause, che non si esauriscono soltanto con l’arrivo deii nuovi farmaci ad alto costo. La verità è un’altra: ci sono Regioni che grazie alla legge 405/2001 (con cui venne istituita la distribuzione diretta, ndr) hanno assemblato nel tempo una vera e propria rete parallela di distribuzione del farmaco, con tanto di magazzini, trasporti eccetera. Come già in altri settori, il pubblico si è messo a fare impresa in concorrenza al privato, con il vantaggio competitivo dato dal fatto che le regole le detta lui. E’ evidente che ora queste amministrazioni non hanno nessuna intenzione di tornare indietro, anche se questo sistema in realtà non fa risparmiare.

Che cosa fare allora?
Innanzitutto sosterremo in tutte le sedi la Manovra così com’è stata licenziata dal Governo. Poi cercheremo di fare muro assieme a tutta la filiera. E non solo: ricordo la proposta di riforma del Pht che elaborammo assieme alla Sifo: il riordino dei tetti potrebbe essere l’occasione per rimettere sul tavolo quel progetto e dare ulteriore solidità ai ragionamenti economici dell’esecutivo. (AS)

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