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Nuovo Redditometro, si allarga l’elenco delle spese “sotto la lente”

14/01/2013 09:53:41
Entra in funzione da quest’anno ma potrà essere applicato retrospettivamente dalle dichiarazioni dei redditi del 2010. Queste le coordinate del nuovo Redditometro, il cui decreto attuativo – fonte ministero delle Finanze – è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il 4 gennaio scorso. Lo strumento, in sostanza, dovrebbe servire a misurare la «capacità contributiva» degli italiani attraverso una fotografia della spesa sostenuta per l’acquisizione di beni e servizi e per il relativo mantenimento. Allo scopo il nuovo Redditometro reca due importanti innovazioni: innanzitutto appare un nuovo elenco di voci di spesa, ricompreso nella Tabella A del decreto, ben più articolato rispetto al precedente nel quale erano presenti solo beni come automobili, imbarcazioni ed immobili; poi con questo Redditometro viene preso in considerazione per la prima volta anche il valore medio di alcuni tipi di spesa, stimato per gruppi e categorie del nucleo familiare cui appartiene il contribuente in base agli indici Istat sui consumi delle famiglie. In buona sostanza, la rideterminazione del reddito avverrà attraverso l’utilizzo da un lato delle spese (relative ai beni e servizi) risultanti dal sistema informativo dell’Anagrafe tributaria, dall’altro di coefficienti di spesa statistici relativi a spese comuni. In presenza di spese tra quelle ricomprese nella Tabella A, il Fisco metterà a confronto quanto risulta dalle banche dati dell’Anagrafe tributaria e quanto dicono i coefficienti statistici, quindi sceglierà il valore più alto. Come se non bastasse, nella determinazione sintetica del reddito complessivo del contribuente l’Amministrazione finanziaria conserva la facoltà di utilizzare elementi di capacità contributiva diversi da quelli della Tabella A, qualora siano disponibili dati relativi alla spesa sostenuta per l’acquisizione di servizi e di beni e per il relativo mantenimento.
Va detto in ogni caso che il nuovo Redditometro scatterà soltanto in caso di scostamenti tra entrate dichiarate e stimate superiori al 20%. In tale evenienza, sarà compito del contribuente contestare in sede di contraddittorio le spese attribuite o dimostrare che non c’è incongruità tra queste e il reddito dichiarato. (AS)

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