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Germania, i parkinsoniani: farmacie reali meglio dell’online

14/02/2017 00:15:36
Farmacie online? No grazie, meglio quelle di calce e mattoni, vicine a casa e fornite di un farmacista che può sempre fornire un consiglio o personalizzare cure e assistenza. Capita a volte di sentirlo dire da qualche paziente, e naturalmente fa piacere. Ma se siamo in Germania e a sostenerlo è la la Dpv (Deutsche parkinson vereinigung, l’Associazione tedesca dei malati di Parkinson) allora è una notizia. Che merita di essere riportata anche qui in Italia, perché fu proprio la Dpv ad aprire la lunga vicenda giudiziaria culminata a ottobre nella nota sentenza della Corte di giustizia europea sugli sconti online, quella che cancellò il divieto di praticare ribassi sui farmaci con ricetta. L’associazione dei parkinsoniani, infatti, aveva sottoscritto nel 2009 una convenzione con la web-pharmacy olandese DocMorris (attualmente controllata dal gruppo svizzero-tedesco Zur Rose) che riconosceva ai suoi 23mila iscritti significativi sconti sui farmaci acquistati via internet. L’accordo venne impugnato dall’antitrust tedesca e nel marzo 2016 la corte d’appello di Düsseldorf rimise la questione alla Corte Ue, con l’esito che sappiamo.

Ora il dietrofront: secondo la rivista tedesca Daz.online, infatti, la Dpv non avrebbe più rinnovato la convenzione con DocMorris ma ne avrebbe firmata una del tutto nuova con l’Abda, l’associazione delle farmacie tedesche. L’intesa, in sostanza, impegna i farmacisti a seguire corsi di formazione specifici per la consulenza e la gestione dei farmaci nei pazienti con morbo di Parkinson, nonché a farsi carico dei malati che hanno bisogno di cure personalizzate oppure manifestano specifiche esigenze. Riassume i contenuti dell’accordo Friedrich-Wilhelm Mehrhoff, direttore della Dpv: «Migliaia di pazienti affetti da morbo di Parkinson possono fare affidamento sulla farmacia sotto casa per una consulenza personalizzata e competente, oppure per essere presi in carico e assistiti. Le farmacie online sono raggiungibili per telefono, ma chi è malato di Parkinson preferisce la farmacia “reale”, perché è vicina e c’è il contatto personale con il farmacista».

Per le farmacie tedesche e l’Abda si tratta di una bella vittoria, che potrebbe essere addirittura bissata se dovesse passare il disegno di legge messo a punto dal Governo per “tappare” la falla aperta dalla sentenza della giustizia Ue. La proposta, infatti, mira a vietare la vendita a distanza dei farmaci con obbligo di ricetta, per lasciare all’e-commerce i soli Sop (come già avviene in Italia). Il provvedimento gode di ampio sostegno tra i partiti di maggioranza – a caccia di consensi in vista delle prossime elezioni politiche – ma per molti osservatori l’iter parlamentare sarà tutt’altro che in discesa. (AS)

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