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Ripiano sfondamento 2013, Federfarma ricorrerà al Tar

16/10/2014 00:41:20
Federfarma impugnerà davanti al Tar il provvedimento dell’Aifa che attribuisce a farmacie e distributori il ripiano di 5,3 milioni di euro per lo sfondamento della spesa territoriale 2013. A darne notizia una circolare diffusa ieri dal sindacato titolari, nella quale si spiega che il ricorso verrà presentato non appena uscirà in Gazzetta Ufficiale la delibera contenente cifre e modalità di riparto adottate dall’Agenzia del farmaco. In realtà si tratta soltanto di un passaggio formale, perché l’Aifa aveva già informato gli operatori degli interventi in arrivo, con due comunicazioni datate 12 settembre e 1 ottobre. Ed è proprio sulla base dei contenuti di tali informative che Federfarma ha maturato la decisione di rivolgersi al Tar.
Per la Federazione, in sintesi, sui calcoli effettuati dall’Agenzia allo scopo di determinare l’esatta quota di sfondamento da attribuire a titolari e grossisti pesano alcune ombre. La legge esenta le due categorie dal ripiano degli sforamenti sulla «spesa per farmaci acquistati dalle aziende sanitarie locali e da queste distribuiti direttamente ai cittadini» e, sulla carta, la quota attribuita loro dall’Aifa parrebbe effettivamente al netto della diretta. I calcoli però sono stati effettuati sulla base dei dati forniti dalle Regioni ed è noto che non tutte sono in grado di monitorare dettagliatamente la spesa per la diretta; non a caso, una norma obbliga le amministrazioni che non dispongono di cifre a stimare forfettariamente la spesa calcolando il 40% della farmaceutica non convenzionata. Federfarma, è quindi il ragionamento, non può accettare ripiani a carico delle farmacie basati su stime opache e dunque potenzialmente inique.
Induce a chiedere chiarimenti anche la questione del margine commerciale sui generici: come noto, sugli equivalenti la legge riserva un 8% alla libera contrattazione tra grossisti e farmacie, che partecipano al ripiano in misura proporzionale alla loro quota di spettanza; dato però che ormai gli off patent rappresentano una cospicua fetta della fascia A, sarebbe opportuno capire quale criterio sia stato utilizzato per ripartire quell’8% sulle due categorie.
Ma al sindacato non piacciono neanche le modalità individuate dall’Aifa per recuperare da farmacie e grossisti la fetta di ripiano a loro carico. Il meccanismo è quello (solito) delle trattenute a cascata: i titolari pagherebbero la loro quota con un aumento (per sei mesi) dello 0,10% sullo sconto dello 0,64% che le farmacie già corrispondono dal 2007 (mancata riduzione del prezzo dei farmaci del 5%); i grossisti invece pagherebbero attraverso una maggiorazione dello sconto che praticano alle farmacie, sempre per sei mesi e per una percentuale che l’Aifa deve ancora stimare. E che poi le farmacie gireranno a loro volta al Ssn mediante un ulteriore incremento degli sconti a loro carico. Tutto troppo complicato, è la tesi di Federfarma, anche perché le farmacie non hanno più voglia di fare i sostituti d’imposta per le Regioni.
Il sindacato fornirà aggiornamenti tempestivi sui tempi del ricorso. (AS)

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