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Corte Ue su fascia C, il commento degli esperti

17/09/2013 09:29:36
Le conclusioni dell’Avvocato generale Niels Wahl sulla liberalizzazione dei farmaci di fascia C «confermano la coerenza della normativa italiana con il diritto europeo» e condividono nei punti essenziali dell’analisi «le tesi sostenute da Federfarma davanti alla Corte di giustizia europea». E’ la riflessione che sull’udienza del 5 settembre arriva da Massimo Luciani e Gian Michele Roberti, ossia gli esperti chiamati dal sindacato a far parte del proprio collegio difensivo. Docente di diritto costituzionale alla Sapienza di Roma il primo, docente di diritto dell’Unione europea nello stesso ateneo il secondo, Luciani e Roberti hanno passato in rassegna i passaggi salienti delle conclusioni di Wahl in un commento diffuso oggi da Federfarma agli associati.
Per cominciare, dalle conclusioni emerge netta la consapevolezza del giudice europeo che la finalità cui mira la normativa italiana è quella di «tutelare la salute assicurando la distribuzione di medicinali su tutto il territorio nazionale», e questo con accorgimenti tali da evitare «che le farmacie si concentrino unicamente nelle zone considerate più attraenti dal punto di vista commerciale». Lo scopo perseguito dalle leggi italiane, in sostanza, è quello di «garantire un rifornimento di medicinali alla popolazione sicuro e di qualità». Tale obiettivo, quindi, può giustificare le «restrizioni alla libertà di stabilimento» che quelle stesse norme comportano. E che per Wahl appaiono del tutto commisurate rispetto agli intendimenti del legislatore nazionale: è evidente, infatti, che «il regime speciale stabilito dal legislatore nazionale per le farmacie correrebbe il rischio di venire compromesso, almeno parzialmente, qualora altri tipi di esercizi di vendita al pubblico fossero autorizzati ad offrire prodotti medicinali la cui vendita è attualmente riservata alle farmacie». A questi presidi, infatti, «il sistema italiano affida un servizio pubblico» che comporta «una serie di obblighi specifici» e il «rispetto di determinati limiti», dai quali discendono a loro volta «costi supplementari importanti per le farmacie. La dispensazione esclusiva dell’etico non rimborsato da parte delle farmacie, è in sostanza la tesi di Wahl, rappresenta un elemento fondante del servizio farmaceutico, parte integrante della stessa normativa sulla pianta organica senza la quale viene messo a repentaglio il corretto approvvigionamento dei farmaci sull’intero territorio nazionale.
Come si ricorderà, le conclusioni dell’Avvocato generale rappresentano soltanto un orientamento per i giudici della Corte europea, che si esprimeranno nel merito a dicembre. (AS)

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