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Resistenze antimicrobiche, Eurobarometro boccia Italia e italiani

18/06/2016 00:58:43
La resistenza antimicrobica è ormai diventato il problema sanitario numero uno per la Commissione europea ma in questa emergenza l’Italia non sembra impegnarsi quanto la maggior parte dei Paesi Ue. E’ ciò che suggerisce l’ultima ricerca di Eurobarometro, il servizio della Commissione europea che dal 1973 misura e analizza le tendenze dell'opinione pubblica: le persone che affermano di aver assunto antibiotici nell’ultimo anno sono calate in Europa dal 2013 di un punto percentuale, in Italia invece sono cresciute del 7%. Fa peggio di noi soltanto la Spagna (+9%), che con Croazia ed Ungheria (+4 e +5% rispettivamente) completa il gruppo dei Paesi Ue nei quali si registra un incremento dei consumi. All’altro capo della classifica Romania, Lituania, Danimarca e Olanda, che mostrano flessioni tra l’8 e il 9%.

All’origine del gap dinamiche sociali e culturali: la ricerca, infatti, dimostra che il consumo di antibiotici è superiore nelle popolazioni con bassi livelli di istruzione (39%) e in difficili condizioni economiche (44%). E rivela che gli italiani sono i meno “preparati” in Europa: in media, rispondono correttamente a meno di due domande su quattro in tema di antibiotici (finlandesi e olandesi ne azzeccano almeno tre) e soltanto il 15% ricorda di essere stato informato da istituzioni o professionisti della sanità sul corretto uso di tali farmaci (in Finlandia sono il 68%).

Interessanti anche i dati sui consumi: in Europa, il 93% degli antibiotici è assunto a seguito di una prescrizione medica, il 4% senza ricetta e il 2% utilizzando le confezioni rimaste a casa. Ed è soprattutto su queste ultime due casistiche che si deve intervenire. Anche perché, come noto, il problema della resistenza antimicrobica ha raggiunto i livelli di una vera e propria epidemia, con 25mila europei che muoiono ogni anno per un’infezione dovuta a batteri resistenti agli antibiotici in commercio.  Se non si riuscirà ad invertire la tendenza i tassi di mortalità dovuti a tale problema continueranno a crescere pesantemente nei prossimi anni.

Federfarma – che ha attivamente partecipato al progetto europeo Arna, chiuso con la Conferenza finale di Amsterdam di ieri – ha pubblicamente offerto alle istituzioni italiane la piena disponibilità delle farmacie del territorio a partecipare proattivamente alle prossime campagne pubbliche, per imprimere finalmente una svolta al fenomeno. (ML)

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