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Manovra, Federfarma si prepara a spingere su rurali e fatturato Ssn

19/10/2016 07:55:59
Prima di entrare alle Camere per esame e voto, la Manovra varata sabato dal Governo dovrà ancora guadagnarsi qualche visto, innanzitutto dall’Unione europea (che proprio ieri ha ricevuto il testo). In Federfarma, tuttavia, si è già cominciato a lavorare perché Il passaggio parlamentare arricchisca la Legge di Bilancio degli interventi che recentemente la politica aveva promesso alle farmacie. Era il luglio scorso e la commissione Industria del Senato stava passando al vaglio gli ultimi emendamenti al ddl concorrenza: ottenne luce verde la proposta dei relatori 48.100, che introduceva un tetto del 20% al numero di farmacie controllate a livello nazionale da una catena; venne invece accantonato per incoerenza con la materia (nonostante avesse ricevuto parere favorevole dalla commissione Bilancio sulla copertura economica) l’emendamento 48.79, che innalzava le soglie di fatturato per le agevolazioni a sussidiate e farmacie con basso fatturato, da 387mila a 450mila euro e da 258mila a 300mila euro.

La proposta venne archiviata ma non cestinata, perché i firmatari si impegnarono a ripresentarla nella Manovra di fine anno. E una settimana dopo il Governo accettò un ordine del giorno della commissione Industria che lo impegnava a «valutare» la necessità dell’intervento, sempre in vista della Manovra a venire. Ora la legge di bilancio è in cantiere e Federfarma più Sunifar hanno già avviato i contatti di rito con le forze politiche perché l’emendamento venga rimesso sul tavolo. Lo ha spiegato ieri il presidente delle farmacie rurali, Alfredo Orlandi, ai delegati dell’assemblea nazionale, riuniti a Roma per la penultima seduta del 2016. «Il sindacato ha lavorato parecchio per quel testo» ha ricordato Orlandi «tanto che l’ok della Bilancio arrivò soltanto alla terza formulazione, ossia dopo due riscritture». Anche per questo, l’intenzione di Federfarma ora è quella di tornare all’attacco e riaccendere i riflettori sulla proposta. Che, ha ricordato ancora Orlandi all’assemblea, dovrebbe arrecare beneficio a più di 600 farmacie, ammesse alle agevolazioni dall’innalzamento delle due asticelle.

Ma tra i progetti del sindacato c’è anche quello di approfittare dell’emendamento per appianare una delle criticità storiche del sistema, quello relativo alla nozione di “fatturato Ssn di riferimento”: «Sappiamo che nonostante diverse sentenze favorevoli» ha osservato Orlandi «le Asl continuano a conteggiare questa voce come torna utile a loro, con il risultato di escludere parecchie farmacie dalle agevolazioni cui hanno diritto». Nell’emendamento sui nuovi tetti per sussidiate e rurali, quindi, il sindacato cercherà di inserire un comma che faccia definitiva chiarezza in materia: «Per noi fatturato di riferimento significa soltanto quello che arriva dalla spesa farmaceutica convenzionata» dettaglia Orlandi a Filodiretto «quindi fascia A e niente di più: no all’integrativa, no alla dpc e no ai compensi per i servizi».

In attesa di capire quanto si potrà incidere sui contenuti della Manovra, l’Assemblea di Federfarma ne ha passato in rassegna i contenuti. In particolare la presidente nazionale, Annarosa Racca, ha messo in rilievo l’incremento delle risorse destinate alla Sanità: «Il Fondo sanitario nazionale» ha detto «cresce di due miliardi rispetto a quest’anno e quindi aumenterà in proporzione anche il budget della spesa farmaceutica». Secondo stime avanzate ieri da Il Sole 24 Ore, in particolare, la farmaceutica dovrebbe beneficiare di un incremento delle risorse di 1,2 miliardi: la quota principale andrà al fondo per gli innovativi (epatite C e oncologici), ma il tetto della territoriale dovrebbe comunque crescere nel 2017 di circa 120 milioni di euro, più o meno lo stesso incremento registrato tra 2015 e 2016.

In più, il Governo ha riconfermato l’intenzione di riformare entro la fine dell’anno la governance del farmaco e della spesa farmaceutica, in particolare l’ospedaliera. Tra le ipotesi allo studio c’è sempre una riformulazione dei tetti ma i giochi sono ancora aperti. «Un nuovo sistema di governo della spesa farmaceutica» ha detto al riguardo Racca «è irrinunciabile anche dal nostro punto di vista, perché il contesto in cui operiamo si sta modificando profondamente». Tra le riflessioni che andranno fatte nel sindacato, in particolare, bisognerà anche inserire il tema dpc: «In prezzi al pubblico» ha osservato la presidente «la distribuzione per conto è supera ormai i due miliardi di euro l’anno, è cresciuta nella prima metà dell’anno dell’8,7% e assicura alle farmacie una remunerazione pari a oltre 120 milioni di euro». In attesa che la Convenzione ridefinisca la cornice normativa, dunque, diventa opportuno che le rappresentanze territoriali di Federfarma intensifichino la pressione sulle Regioni «affinché venga spostata nella dpc l’erogazione dei medicinali ad alto costo» in modo da contrastare l’erosione della spesa convenzionata. (AS)

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