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Innovativi, da Fimmg, Simg e Federfarma no a emarginazione territorio

20/06/2017 00:51:09
Suscita il plauso di farmacie e medici di famiglia l’interrogazione con cui giovedì Federico Gelli, responsabile per la Sanità del Pd, ha chiesto al ministero della Salute che la prescrizione degli antidiabetici orali appartenenti alla classe delle gliptine sia estesa anche al setting delle cure primarie. «L'Italia» ha ricordato alla Camera il deputato Dem «è l'unico Paese europeo in cui i medici della mg non possono prescrivere questa classe di farmaci». Ne deriva un imbuto che limita l’accesso a questi medicinali da parte degli assistiti. «Su 3 milioni di italiani affetti da diabete di tipo 2» ha continuato Gelli «soltanto uno su tre riesce oggi ad avere un adeguato piano sanitario di controllo. Il risultato è che le sulfaniluree rappresentano ancora la principale opzione terapeutica cui i medici possono ricorrere dopo la metformina, nonostante le gliptine siano ormai sul mercato da otto anni». E nonostante, ha detto ancora il responsabile Pd della Sanità, «la pubblicazione di alcuni studi scientifici che hanno comprovato gli effetti negativi della terapia con sulfaniluree su morbilità e mortalità cardiovascolare».

La richiesta di Gelli perché la prescrizione degli antidiabetici orali sia estesa alla mg per garantire ai malati le stesse cure praticate nel resto d’Europa ha subito raccolto il sostegno della Fimmg, il sindacato più rappresentativo della mg. «Esprimiamo grande soddisfazione per l’interrogazione dell’onorevole Gelli» commenta in una nota Fiorenzo Corti, vicesegretario nazionale e componente del tavolo di lavoro sulla mg all’Aifa «ma la soddisfazione maggiore la esprimono gli oltre 2 milioni di pazienti diabetici ai quali, come sottolinea Gelli, di fatto è impedito l’accesso alle terapie che consentono una riduzione della morbilità e mortalità cardiovascolare. Ci auguriamo» conclude Corti «che nel prossimo incontro del gruppo di lavoro già si possano annunciare ufficialmente le modalità per l’avvio dell’attività prescrittiva».

Toni decisamente più duri nella nota diffusa in serata da Fimmg assieme a Simg (Società italiana di medicina generale): «Da molti anni, per una decisione cervellotica e priva di alcun senso logico, clinico ed economico» accusano il segretario generale del sindacato, Silvestro Scotti, e il presidente della società scientifica, Claudio Cricelli «la prescrizione dei farmaci innovativi è inibita ai medici di medicina generale sulla base di considerazioni prive di sostanza clinica e sanitaria. Questa decisione perdura tuttora e ha portato danni incalcolabili alla salute dei cittadini, a cui è stato di fatto impedito l'accesso alle cure di patologie importanti come il diabete e le malattie cardiovascolari».

Soddisfatta per l’interrogazione di Gelli anche Federfarma, che ricorda l’emarginazione di cui le farmacie sono a loro volta vittime. «Così come negli altri Paesi europei le gliptine sono normalmente prescritte dai medici di famiglia» ricorda a Filodiretto il presidente del sindacato titolari, Marco Cossolo «analogamente all’estero questi farmaci sono abitualmente dispensati dalle farmacie del territorio. In Italia, invece, non accade lo stesso, perché gli antidiabetici orali sono classificati nel Pht, il Prontuario della continuità ospedale-territorio: di conseguenza, ci sono Regioni nelle quali il malato di diabete può ritirare il medicinale in tutta comodità nella farmacia sotto casa e altre invece che costringono l’assistito a fare la spola tra domicilio e ospedale perché la distribuzione è riservata alle strutture pubbliche». Di qui, dunque, la richiesta di Federfarma che non soltanto si consenta ai medici di famiglia la prescrizione di questa classe di farmaci, ma se ne permetta anche la dispensazione in tutte le farmacie del Paese spostandone la distribuzione dalla diretta-dpc alla convenzionata. «In caso contrario» conclude Cossolo «si verrebbe incontro ai malati soltanto in parte, perché usciti dallo studio del medico con la ricetta in mano dovrebbero sempre fare chilometri e chilometri per andare a ritirare il farmaco in ospedale o all’Asl». (AS)

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