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Dispositivi medici, Ministero prepara offensiva su contraffazione

20/12/2016 00:17:08
Al dicastero della Salute è in cantiere un «grosso progetto sulla contraffazione dei dispositivi medici». E' quanto ha rivelato il ministro Beatrice Lorenzin nel suo intervento alla IX Conferenza Nazionale sui Dispositivi Medici. «Sul settore industriale legato al sistema salute» ha spiegato «abbiamo fatto numerosi passi avanti e soprattutto abbiamo abbandonato un pregiudizio, quello di vedere l'industria come qualcosa che sta fuori dalla porta. Se noi abbiamo un sistema sanitario che continua a splendere con i miliardi di corrette prestazioni che vengono erogate tutti i giorni, creando ricerca, innovazione e un indotto, è perché' il sistema industria è all'interno del sistema salute e deve essere un elemento di valore e valorizzazione». Per quanto riguarda i dispositivi medici, ha quindi precisato il ministro, per il 2017 «dobbiamo portare a termine il lavoro cominciato, dall'Health technology assessment al Fast Track, fino al tema che riguarda la valorizzazione dei prodotti ma anche quello delle centrali uniche di acquisto». Per il resto, ha aggiunto, «il lavoro principale nel 2017 sarà quello di avere la garanzia di vedere tra gennaio e febbraio i nuovi Lea nella vita dei cittadini». E qui sarà importante trovare un’alleanza con le Regioni. «Anche se non è passata la riforma costituzionale» ha sottolineato il ministro «bisogna che ci rendiamo conto che viviamo un periodo molto difficile e che sussiste una situazione di forte malessere soprattutto tra le categorie più deboli della popolazione. Per questo» ha proseguito «è prioritario fare in modo che i nuovi Lea (dove trova posto la farmacia dei servizi, ndr) abbiano un'applicazione effettiva nei territori e nelle Regioni, perché' dare ai cittadini i servizi e le nuove cure, già finanziate con i Lea, diventa importante per attenuare le situazioni di disagio, a tutela dell'equilibrio sociale e del diritto alla salute».

Nel corso della Conferenza è stato presentato e sottoscritto il protocollo d'intesa Fast Track, che assicura una procedura accelerata per la valutazione delle sperimentazioni cliniche. Il Fast Track, ha affermato il direttore generale dell'Aifa, Mario Melazzini, «costituisce un prezioso strumento di interazione tra tutti i rappresentanti istituzionali che gestiscono le sperimentazioni, nato dall'esigenza di risolvere la complessità dei meccanismi propedeutici al corretto avvio delle sperimentazioni cliniche in Italia, e rappresenta un sistema per rafforzare il dialogo tra i diversi attori e generare proposte condivise di soluzioni alle criticità emerse». «Gli obiettivi del protocollo sono quelli del disegno di legge Lorenzin» ha spiegato Marcella Marletta, direttore generale per i dispositivi medici e diagnostici del ministero della Salute «cioè principalmente la semplificazione, perché abbiamo bisogno di superare i problemi legati alle sperimentazioni cliniche sia dei farmaci sia dei dispositivi medici: servono centri di qualità, va superata la difformità nelle valutazioni e occorrono tempi più certi». Per Luigi Boggio, presidente di Assobiomedica, il protocollo Fast Track «semplifica e allarga l’accesso agli studi clinici su tutto il territorio nazionale. L'unica preoccupazione è che questo protocollo implica adeguamenti da parte di Regioni ed enti. Ci auguriamo allora che venga fatta un'opera di sensibilizzazione molto forte, da parte tutti gli attori». Alla Conferenza era presente per Federfarma la presidente nazionale, Annarosa Racca. (AS)

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