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Sicurezza guardie mediche: anche farmacie possono aiutare

21/09/2017 07:43:35
Per garantire la sicurezza delle postazioni di guardia medica si faccia affidamento anche sulle farmacie del territorio, soprattutto nei piccoli paesi. E’ la controproposta che il Sunifar recapita alla Federazione degli ordini dei medici dopo l’allarme lanciato martedì dalla sua presidente, Roberta Chersevani. Commentando la drammatica aggressione subita il giorno prima nel catanese da una giovane dottoressa della continuità assistenziale, Chersevani aveva proposto di «spostare le sedi di guardia medica nelle stazioni dei carabinieri o della polizia, per garantire la sicurezza degli operatori».

Il fatto, ha ricordato la presidente della Federazione, «è che l'assistenza sanitaria è sempre più nelle mani delle donne: non possiamo lasciarle sole, non possiamo permettere che vadano al lavoro con la paura di essere picchiate, violentate, massacrate. Le farmacie notturne possono prestare il loro servizio a porte chiuse, un medico no, ha bisogno di contiguità con il paziente. Per questo dobbiamo agire sugli ambienti di lavoro, renderli più protetti trasferendoli in luoghi presidiati». Di qui l'idea di sfruttare le stazioni di carabinieri e polizia. «Non occorrono attrezzature sofisticate» ha continuato Chersevani «è sufficiente quella di un normale ambulatorio. Valutiamone la fattibilità ma facciamolo subito: se salta la fiducia, la relazione di cura, salta non solo il servizio di guardia medica, che sarà sempre più disertato, ma tutto il Sistema sanitario».

Il Sunifar, però, ha un’altra proposta: perché invece non ricollocare le postazioni della continuità assistenziale accanto alle farmacie, soprattutto nei piccoli paesi? Medico e farmacista di turno si aiuterebbero vicendevolmente e il servizio guadagnerebbe in efficienza. «Molte farmacie, anche rurali, hanno spazi o locali da mettere a disposizione» spiega a Filodiretto la presidente del Sunifar, Silvia Pagliacci «siamo pronti a sederci a un tavolo con i medici per disegnare una mappa delle disponibilità e valutare un piano di fattibilità. Farmacie e mmg rappresentano la prima linea delle cure territoriali, ogni collaborazione va innanzitutto nell’interesse dei pazienti». Del resto, il sindacato delle farmacie rurali sta già lavorando a progetti che hanno per obiettivo quello di agevolare l’integrazione tra farmacie e Uccp. «Puntiamo a interconnettere le due reti per cercare sinergie, sul governo clinico e sulla pharmaceutical care» conclude Silvia Pagliacci «ma si può anche parlare di sicurezza». (AS)

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