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Ema, vince Amsterdam. Cossolo: grazie comunque a Ministro

21/11/2017 09:42:46
Un sorteggio cinico e baro toglie l’Agenzia europea del farmaco a Milano e la consegna ad Amsterdam. Togliere è il verbo giusto, perché nella votazione con cui ieri, a Bruxelles, il Consiglio europeo per gli affari generali ha designato la sede che dal 2019 ospiterà l’Ema, il capoluogo lombardo è rimasto in testa per tutta la partita. Al primo turno, dove a gareggiare erano 15 città e ciascuno dei 27 Paesi Ue aveva 5 punti a disposizione (tre alla prima, due alla seconda e uno alla terza), Milano è uscita con il maggior numero di preferenze, 25, seguita da Amsterdam e Copenhagen a pari merito (20 voti). Al secondo turno, quando ogni Paese aveva a disposizione un solo voto, Milano è rimasta sul gradino più alto del podio con 12 punti, a tre lunghezze dalla capitale olandese (9 voti) e a sette da quella danese (5). Al ballottaggio Milano ha raccolto 13 voti e Amsterdam altrettanti, un ex equo imprevisto da ascrivere alla decisione della Slovacchia di astenersi dopo la bocciatura di Bratislava.

Non rimaneva che lasciare la scelta alla sorte e la sorte ha scelto Amsterdam. Privando Milano di un’ospitalità che avrebbe fruttato alla metropoli e al Paese 1,7 miliardi di indotto, soltanto grazie al trasloco dei 900 dipendenti dell’Agenzia e ai 36mila visitatori che ogni anno raggiungono la sua sede per ragioni di lavoro. «Grazie a Milano e grazie a tutti coloro che si sono impegnati per l'Ema» ha commentato via Twitter il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni «una candidatura solida sconfitta solo da un sorteggio. Che beffa». «Delusione e amarezza per la sconfitta al sorteggio dopo due turni vinti» è invece il tweet del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin «rimane valore candidatura #Milano su cui Italia ha fatto sistema».

«Milano sarebbe stata una ottima scelta perché l'Italia costituisce uno dei mercati del farmaco più sviluppati in Europa e ha un servizio farmaceutico di elevatissima qualità. Purtroppo la sorte non ci ha aiutato». Così il presidente di Federfarma, Marco Cossolo, che rivolge comunque «il massimo apprezzamento per il grande impegno con cui il ministro della salute, Beatrice Lorenzin, ha combattuto per portare l'Agenzia in Italia. Ringrazio anche le Istituzioni che hanno operato con questo obiettivo, a cominciare dal nostro collega, il senatore Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli ordini dei farmacisti e dell'Ordine di Milano». «L'Europa ha perso una grande occasione» è il giudizio di Mario Melazzini, direttore generale dell’Aifa «ora continueremo a collaborare e a far emergere la grande professionalità dell'Agenzia italiana del farmaco. Da marzo 2018 si ripartirà in modo differente». «Abbiamo vinto lo stesso» commenta il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi «l'Italia ha conquistato il gradino più alto del podio nella valutazione di merito. Nelle prime votazioni ha infatti ottenuto più voti delle altre candidate. A dimostrazione del fatto che Milano rispondeva al meglio a tutte le caratteristiche di qualità richieste. Ed è stata superata solo grazie al sorteggio e alla cattiva sorte. L'Italia ha vinto però come sistema Paese, grazie al grande lavoro del Governo, del professor Moavero Milanesi, del Governatore Maroni, del Sindaco Sala e degli altri attori pubblici e privati. Un plauso al ministero degli Esteri e alla diplomazia della Farnesina. E un riconoscimento particolare al ministro Beatrice Lorenzin, per il suo straordinario e instancabile lavoro. Davvero più di così non avrebbe potuto fare. Ne usciamo quindi a testa alta e consapevoli che, quando facciamo squadra, non siamo secondi a nessuno».

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