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Ossigeno: dal primo gennaio nuove regole, le indicazioni di Federfarma

21/12/2016 00:05:01
Vanno soppesate con grande attenzione le proposte avanzate in questi giorni ai titolari da alcune aziende produttrici di ossigeno per l’acquisto a titolo gratuito delle bombole appartenenti alla farmacia. E’ l’indicazione diramata ieri da Federfarma ai propri associati in una circolare che fa il punto sulla materia a dieci giorni dalla scadenza fissata dall’Aifa per l’entrata in vigore delle nuove regole. Le norme, come si ricorderà sono quelle dettate dalla comunicazione emanata dall’Agenzia nella primavera del 2015: dal primo del nuovo anno, in sintesi, i produttori di gas medicali non potranno più riempire le bombole di proprietà delle farmacie, perché la conformità alle normative di cilindri e valvole passa sotto la loro diretta responsabilità.

Le nuove regole non valgono per le bombole che al primo gennaio risultano già piene: le farmacie potranno tranquillamente distribuirle ai loro assistiti e utilizzarle fino al completo esaurimento del gas medicinale. Una volta vuote, tuttavia, non potranno più essere riempite e quindi diventeranno inutilizzabili come tutti gli altri contenitori di ossigeno appartenenti alle farmacie. Alcune aziende produttrici si sarebbero offerte di acquisire a titolo gratuito le bombole delle farmacie per ricondizionarle e riutilizzarle, ma a giudizio di Federfarma, i titolari dovrebbero respingere tali proposte e chiedere invece un compenso per la cessione: si tratta di contenitori regolarmente acquistati, ricorda la circolare, né va dimenticato che le imprese produttrici stanno cercando febbrilmente di irrobustire il proprio parco bombole per assicurare le forniture secondo le nuove regole. In altri termini, ci sono tutte le premesse per negoziare il riacquisto sulla base delle singole realtà locali.

Un’altra questione aperta è quella rappresentata dagli oneri accessori: sempre più spesso, le aziende pongono a carico delle farmacie voci come il noleggio o la cauzione che non rientrano nel costo relativo alla fornitura del medicinale e che a giudizio di Federfarma non trovano giustificazione nella normativa sanitaria. Su questo tema ci sono stati in un anno e mezzo diversi incontri tra Federazione e Assogastecnici, l’organizzazione che rappresenta le aziende del comparto: esattamente un anno fa, le due associazioni firmarono un’intesa per cui i produttori si impegnavano a non addebitare più alle farmacie costi accessori sulle bombole fino al 30 giugno 2016, ma l’accordo non è stato più rinnovato. Resta comunque convinzione del sindacato che la farmacia non debba farsi carico di voci distinte dal costo del farmaco, e per tale ragione la circolare diffusa ieri fornisce alcuni orientamenti: pagare soltanto il corrispettivo del farmaco (margine al 33,35%) e accettare in fattura soltanto il costo dell’eventuale materiale di consumo (mascherine, cannule nasali eccetera, da ricaricare nel caso al paziente) e delle spese di trasporto relative alla sola tratta farmacia-paziente (il tragitto azienda-farmacia è gratuito e un’eventuale fatturazione andrebbe a erodere il margine riconosciuto per legge al titolare).

Sulla questione noleggi e cauzioni, richiesti nelle ultime settimane con progressiva insistenza dai produttori di gas medicali, Federfarma ha chiesto nei giorni scorsi all’Aifa un nuovo incontro, per ottenere dall’Agenzia un intervento o chiarimenti che salvaguardino la sostenibilità della distribuzione in farmacia dell’ossigeno.

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