Edicola

Semplificazioni, Federfarma a Camera: rivedere scadenze

22/03/2017 08:01:09
Le farmacie guardano con particolare interesse alla possibilità, introdotta dal d.lgs 127/2015, di trasmettere i dati dei corrispettivi per via telematica, tramite registratore di cassa digitale. Tra i motivi c’è la semplificazione che ne deriverebbe per l’invio di un altro set di dati da corrispettivi, quelli riguardanti le vendite realizzate con distributore automatico di vecchio modello, privi di porta di trasmissione: un provvedimento delle Entrate in fase di ultimazione dovrebbe far scattare l’obbligo da luglio o forse da ottobre (per le vending machine di ultima generazione il via invece è dal primo aprile), dunque l’opzione offerta dalla 127/2015 giungerebbe opportuna. Il problema però è che per aderire all’invio telematico dei corrispettivi farmacisti titolari e imprese del libero commercio dovrebbero esercitare un’opzione entro il 31 marzo, cosa impossibile dal momento che sul mercato non sono ancora disponibili apparecchi di cassa omologati. E senza opzione, le farmacie sarebbero costrette a inviare i dati da distributore automatico tramite sistemi che richiederebbero costosi aggiornamenti. Servirebbe insomma una “sintonizzazione” delle due scadenze, invio telematico dei corrispettivi e trasmissione dati dai distributori di vecchio modello. Proprio quanto ha chiesto Federfarma nell’audizione che ieri l’ha portata davanti alla commissione parlamentare per la Semplificazione, nell’ambito dell’Indagine conoscitiva sulle semplificazioni fiscali

Nel suo intervento la delegazione del sindacato, guidata dalla presidente Annarosa Racca, ha ricordato brevemente il contributo che arriva dalle farmacie per lo snellimento della burocrazia sanitaria e tributaria: dalla dematerializzazione delle ricette all’invio degli scontrini sulle spese sanitarie detraibili, i titolari di farmacia hanno sempre collaborato «proficuamente» con la Ragioneria generale dello Stato, con l’Agenzia delle Entrate e con Sogei. Anche loro, tuttavia, gradirebbero semplificazioni e sgravi delle incombenze a loro carico. A partire, appunto, dalle scadenze sull’invio dei corrispettivi, che il sindacato auspica vengano rese «compatibili» per consentire alle farmacie di attuare «in maniera semplificata agli adempimenti previsti».

Non solo. Tra le richieste della Federazione presentate ieri alla Camera, c’è anche quella di «ampliare la portata del credito d’imposta per adeguamenti tecnologici concesso dal decreto legge 193/2016», che nella sua formulazione attuale concede il beneficio alle sole imprese con giro d’affari di 50mila euro annui (escludendo di fatto dall’accesso tutte le farmacie). E infine armonizzare gli adempimenti a carico dei titolari (e della stessa Federfarma) in materia di invio dati, con flussi consistenti tra i quali non mancano doppioni e sovrapposizioni. (AS)

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