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Corruzione in sanità, firmato protocollo Ministero-Anac

22/04/2016 09:18:00
Sarà lotta senza quartiere alla corruzione nella Sanità. Non solo per amore di legalità, ma anche per restituire alla “retta” spesa sanitaria le risorse che il malaffare si mangia. A danno di malati, operatori sanitari e contribuenti. Questo l’obiettivo del protocollo d’intesa che il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, e il presidente dell'Anac (Autorità nazionale anticorruzione), Raffaele Cantone, hanno firmato ieri a Roma. L’intesa dà l’avvio, da settembre, di controlli congiunti nelle strutture sanitarie per verificare la corretta e completa attuazione delle misure previste dai piani di prevenzione della corruzione, le disposizioni dettate dal Piano nazionale anticorruzione per il comparto Sanità.

A condurre le ispezioni sarà una task force congiunta Ministero-Anac-Nas, i cui ispettori – ha spiegato Cantone – visiteranno le strutture più “esposte” per volume di appalti o procedure negoziate. «I controlli» ha continuato Cantone «saranno intelligenti e non ci sarà nessun approccio “terroristico”». «E' un protocollo di intesa molto importante e significativo» ha commentato dal canto suo il ministro Lorenzin «perché garantisce il monitoraggio e il controllo. La parte repressiva resta ovviamente di competenza della magistratura, noi interveniamo sulla prevenzione. A volte, purtroppo, non c’è la consapevolezza di quanto sia importante applicare le misure anticorruzione in sanità. Le norme di cui disponiamo invece sono significative e ispirate dal buon senso, verificheremo che siano recepite in ogni struttura. Il nostro obiettivo è la standardizzazione nell'erogazione dei servizi, si tratta di un processo culturale che deve ancora essere attuato in alcune aree del nostro Paese e in alcune strutture».

Ma dove punteranno la loro lente gli ispettori? Come ha spiegato il presidente dell’Anac, sono «varie le situazioni a rischio di corruzione nella sanità, dalle liste di attesa alle nomine, ai conflitti di interessi tra medici e aziende». Il sistema sanitario, ha ricordato Cantone, «ha una presenza forte dal punto di vista economico e, dunque, grandi interessi che gravitano attorno». Tra le disposizioni del protocollo, anche l’istituzione di un Nucleo operativo di coordinamento (Nuoc) composto da tre rappresentanti del ministero della Salute, Anac e Agenas, con funzioni di supporto per le attività ispettive della task force.

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