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Gare in equivalenza terapeutica, si allarga il no alla determina Aifa

22/11/2016 07:13:34
Continua ad allargarsi il fronte del no alla determina dell’Aifa che spianerebbe la strada alle gare regionali per equivalenza terapeutica, che mettono in competizione tra loro farmaci basati su molecole differenti. Dopo Fimmg e Federfarma, tra i primi a schierarsi contro il provvedimento nel maggio scorso, scendono ora in campo una ventina di sigle tra associazioni di cittadini, sindacati dei medici e società scientifiche. Dalle quali è arrivato ieri un position paper che avverte sui rischi insiti nella determina: le gare per equivalenza terapeutica, è l’accusa principale, rappresentano uno strumento «disegnato con il solo obiettivo di tagliare i costi», che «va ad incidere sul modello di assistenza, sulla professionalità dei medici prescrittori e sul ruolo dei pazienti».

Firmato da Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato, Amici, Amri, Anmar, Associazione malati di reni, Cardiosalus, Diabete Italia, Fand, Fare, Fnomceo, Forum nazionale dializzati e trapiantati, Sid, Sidemast, Sif, Simba, Simg e Sin (più la già citata Fimmg), il position paper ribadisce gli effetti del provvedimento messo a punto dall’Aifa: «i pazienti già in trattamento con determinati farmaci si troveranno a essere curati con molecole diverse, perché meno costose, a prescindere dall’equilibrio trovato e dai potenziali effetti avversi derivanti da molecole non del tutto adatte per quel soggetto». La compliance e l’aderenza al farmaco, continua il documento «potrebbero quindi diminuire, complicando di molto la vita dei malati cronici. I medici, da intellettuali e professionisti della cura, diventerebbero soltanto burocrati, in quanto meri esecutori di scelte decise da altri: potranno prescrivere solo la molecola tra quelle presenti in una categoria farmacologica. I meccanismi di gara così fatti, potrebbero minare l’autonomia del medico nella scelta e nella decisione di non sostituibilità; gli effetti derivanti dalla limitazione delle opzioni terapeutiche dovuti a criteri esclusivamente economici, non supportati da evidenze scientifiche robuste, andranno contro la continuità e personalizzazione della cura».

Da queste considerazioni deriva dunque l’invito delle sigle perché l’Aifa ritiri definitivamente il provvedimento, ancora inapplicato benché la sua approvazione risalga al 31 marzo scorso: il 19 maggio l’Agenzia del farmaco ne aveva disposto la sospensione per 90 giorni, allo scopo di consentire alla Commissione tecnico-scientifica di rivalutarne i contenuti; il 22 agosto era scattato un secondo rinvio, sempre di tre mesi e per le stesse motivazioni; l’altro ieri infine il terzo posticipo, stavolta di 30 giorni soltanto. E in attesa che si concludano le valutazioni, è la disposizione dettata dall’Aifa, le Regioni continueranno a fare riferimento alla procedura fissata dalla determina 204 del 6 marzo 2014, che obbliga le amministrazioni sanitarie a richiedere un parere dell’Agenzia per ogni singola gara o procedura di acquisto basata su equivalenza terapeutica. (AS)

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