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Smits: farmacia insostituibile per capillarità e professionalità

23/02/2016 00:51:02
Le farmacie italiane non hanno nulla da temere dall’e-commerce dei farmaci: l’esperienza degli altri Paesi europei dimostra che il web rimarrà un mercato marginale e la capillarità della farmacia terrà la stragrande maggioranza degli italiani lontani dal web. Lo assicura Jan Smits, da gennaio alla presidenza del Pgeu, il Gruppo farmaceutico dell’Unione europea. Olandese, 30 anni di esperienza professionale nell’industria e nella farmacia, Smits ha guidato per quattro anni la Knmp, il sindacato nazionale delle farmacie. Filodiretto lo ha incontrato per analizzare con lui presente e futuro prossimo della professione.

Presidente, per cominciare qual è l’impressione dopo questi primi due mesi di presidenza e qual è il suo pensiero sulle sfide e sulle opportunità che attendono la farmacia europea. Nel suo anno di mandato, a quali temi dedicherà maggiore attenzione?
Nel 2010, in veste di consigliere del Pgeu, lanciai l’idea di un “libro blu” delle farmacie aperte al pubblico. Questo documento è disponibile anche in lingua italiana e riflette la visione del Raggruppamento e mia personale sulla nostra professione. Si può quindi dire che partecipo da tempo all’attività del Pgeu ed è un piacere lavorare con i miei colleghi europei per difendere e aggiornare il ruolo delle farmacie nella Sanità. In tal senso, la priorità più urgente è ottenere dall’Europa il riconoscimento di tutti gli atti professionali che il farmacista effettua ordinariamente in farmacia. Nel corso del mio mandato, inoltre, riceveranno un’attenzione speciale anche l’attività di contrasto alla contraffazione dei farmaci e alle carenze di medicinali.

In Italia le farmacie stanno per confrontarsi con la novità della vendita online dei farmaci. In Olanda avete sul tema un’esperienza consolidata, senza contare che nel suo Paese è consentito l’e-commerce non solo sui Sop e Otc, come ha scelto l’Italia, ma anche sui farmaci con ricetta. Che dimensioni ha il mercato nel suo Paese e quali evidenze avete maturato?
Che io sappia, l’unico mercato in cui la vendita online di farmaci ha qualche rilevanza è quello statunitense. Ed è anche comprensibile, viste le dimensioni del Paese e le distanze da coprire. In Olanda, invece, il mercato è molto piccolo. A mio avviso, il motivo è semplice: tutti hanno una farmacia a pochi chilometri da casa e quasi ogni farmacia dispone di un sito web dal quale è possibile ordinare un farmaco e poi passare a ritirarlo. I pazienti apprezzano il servizio e il consiglio personalizzato, così come è apprezzata la presenza di un professionista competente e degno della massima fiducia. Per me questi sono fattori determinanti di successo. Anche in Italia le farmacie del territorio sono capillari, e i farmacisti italiani sono adeguatamente formati e votati al servizio. Guarderei con fiducia al futuro.

Da un paio di settimane, la tessera professionale europea è una realtà per tutti i farmacisti dell’Ue. A suo parere, può essere un’opportunità importante per I giovani farmacisti che vogliono viaggiare e lavorare all’estero per fare esperienza? Come Pgeu, avete qualche preoccupazione sulla reale funzionalità della tessera e della piattaforma, chiamata Imi, che deve agevolare lo scambio di informazioni tra I Paesi membri?
Come noto, la tessera professionale europea non è una tessera, ma una certificazione semplificata diretta a garantire che un professionista è autorizzato a svolgere la propria attività nell’Unione europea. Si tratta di una novità positiva perché accresce la possibilità di lavorare all’estero, soprattutto per i giovani farmacisti. Ci vorrà qualche tempo perché il sistema si metta a regime, ma non ho dubbi sul fatto che le autorità competenti faranno il possibile perché ciò accada.

Sappiamo che in Olanda si è consolidata da tempo una forte collaborazione tra farmacie del territorio e medicina di famiglia. In Italia sis ta lavorando da tempo per arrivare allo stesso risultato, ma non è facile. Come è stato possibile, da voi, arrivare a tale traguardo?
Da qualche settimana, in Olanda il farmacista del territorio ha ricevuto dal governo la qualifica ufficiale di “specialista”, la stessa ottenuta una quindicina di anni fa dai farmacisti ospedalieri. Questo riconoscimento è il risultato di anni di duro lavoro, in cui lo sviluppo professionale continuo (Cpd, Continuous professional development, ndr) e un approccio costruttivo ai problemi dell’assistenza sanitaria sono state due delle chiavi vincenti. La mia idea è che un impiego ottimale della competenza e della professionalità che contraddistinguono le farmacie del territorio si trasforma in un investimento nella sostenibilità del Sistema sanitario. In Olanda le farmacie hanno assunto un ruolo proattivo nell’assistenza multiprofessionale: sì, è vero, non è stato sempre facile, ma affidandosi alla propria competenza hanno saputo allacciare un rapporto costruttivo con i medici di famiglia, grazie al quale siamo arrivati dove oggi ci troviamo. (AS)

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