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Case della Salute, ora la Toscana mette anche l'insegna

24/06/2013 10:39:34
Ora sì che le Case della Salute hanno tutto ciò che serve per far paura alle farmacie. In Toscana almeno, dove oggi la Regione ha ufficializzato il “logo” con cui saranno identificate le 120 unità complesse che dovranno aprire per il prossimo anno. In parole povere la Regione di prepara a dare a queste strutture un’insegna, un disegno stilizzato di edificio con all’interno la scritta “Casa della Salute” e sotto lo scudo della Toscana e quello del Servizio sanitario regionale. «Puntiamo molto sul potenziamento dell’assistenza sul territorio » ha dichiarato l’assessore alla Sanità, Luigi Marroni, nel corso della presentazione del logo in Giunta «pensiamo a un ruolo chiave per i medici di medicina generale e a un rafforzamento di tutte quelle modalità assistenziali extraospedaliere che hanno il vantaggio di prevenire ed evitare ricoveri impropri e alleggerire dunque la pressione sugli ospedali».
Non è azzardato immaginare che l’iniziativa della Regione abbia innanzitutto valenze “politiche”: delle 54 Case della Salute finanziate a maggio con uno stanziamento di 8,2 milioni di euro, nove derivano dalla conversione di piccoli ospedali in chiusura, che le comunità locali stanno difendendo con le unghie e i denti. Dare un’insegna alle Case della Salute, significa trasmettere a tali paesi l’idea che il loro ospedale non sparisce ma lascia il posto a qualcos’altro, una struttura più snella ma comunque identificabile come presidio proprio grazie a quel logo.
Il problema però è che con questa insegna le strutture acquistano anche una visibilità sul territorio che di fatto accredita l’idea di un setting delle Cure territoriali imperniato su due reti, quella delle farmacie e quella – appunto – delle Case della Salute. Che eserciteranno una forza di attrazione assai maggiore dei tradizionali studi medici: delle 36 “Case” già in attività (dove operano medici di famiglia, infermieri, specialisti, personale sociale e amministrativo) 20 sono aperte h12 per 7 giorni, 33 sono fornite di servizi di diagnostica di primo livello e 28 sono sede di medicina di iniziativa (gestione programmata del paziente cronico); tra breve in alcune si sperimenterà l’apertura h16 (dalle 8 alle 24) e in quelle che integreranno le postazioni della Continuità assistenziale (l’ex Guardia medica) si arriverà all’h24, sempre sette giorni su sette. E poi ci sono le voci che parlano di infermieri Asl in arrivo nelle Case per dispensare i farmaci del Pht.
«Questa dell’insegna è un’idea di cui la Regione non ci ha mai parlato» osserva in chiusura il presidente di Federfarma Toscana, Marco Nocentini Mungai «ma non c’è di che stupirsi perché da mesi siamo al muro contro muro con loro». La guerra fredda era esplosa a gennaio, quando l’assessorato alla Sanità aveva presentato il piano di riforma della Sanità toscana che prevedeva un irrobustimento della distribuzione diretta e, appunto, lo sviluppo delle aggregazioni complesse nella mg. «Con l’amministrazione abbiamo rotto e in segno di protesta non parteciperemo alla sperimentazione della ricetta elettronica, almeno fino a quando non accoglieranno le nostre richieste in materia di doppio canale. Quanto alle Case della Salute, seguiamo le evoluzioni e vediamo che cosa salta fuori, perché al momento neanche la Regione sembra avere le idee ben chiare». (AS)

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