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Mmg consultati più del web. Farmacisti apprezzati dai 65enni

24/06/2017 06:11:37
Quando si devono reperire informazioni sulla salute o sulle modalità di accesso ai servizi del Ssn, il medico di famiglia rimane la principale figura di riferimento degli italiani, che lo segnalano nel 72,3% dei casi. Segue, a distanza, la categoria dei parenti/amici/vicini/colleghi (31,9%), la televisione (25,7%), il medico specialista (22,7%), i siti internet che trattano di sanità o medicina (17,6%), gli inserti sulla salute dei quotidiani (11,1%) e finalmente il farmacista (9,9%), che precede soltanto i siti web istituzionali (5,6%) e i cosiddetti social (Facebook, Twitter eccetera: 3%). Questa la classifica stilata dalla ricerca condotta da Censis e Agenas (l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) su un campione rappresentativo di mille individui per fotografare i bisogni informativi degli italiani.

Lanciata nell’ambito di un progetto di ricerca finanziato dal ministero della Salute, la survey conferma il forte interesse che i temi relativi alla salute riscuotono nell’opinione pubblica: in particolare, i temi maggiormente seguiti quando si parla di salute e patologie sono i costi delle cure (8,6 su una scala 0-10), i programmi di screening (8,4), la prevenzione (8,3) e i farmaci (8,2); in tema di accessibilità dei servizi, invece, l’attenzione si posa principalmente sui tempi di attesa per singola prestazione (8,8), le modalità di prenotazione (8,7), la qualità di servizi e delle prestazioni offerte (8,6), le possibilità terapeutiche per specifiche patologie (8,2), i percorsi diagnostico-terapeutici (8,1) e, qualche gradino più sotto, l’ubicazione delle farmacie per aree di residenza (7,9).

Per quanto concerne le fonti, invece, si è già detto del gradimento dei medici di famiglia e della non eccelsa collocazione dei farmacisti. I quali, peraltro, possono però consolarsi con i responsi che arrivano dalle fasce più anziane della popolazione: se tra i 18-29enni solo il 3,4% afferma di avere ricevuto informazioni sulla salute al banco della farmacia, tra i 65enni e oltre la percentuale sale al 14,2 e supera abbondantemente internet (2%), quotidiani (8,8%) e riviste specializzate (6,8%). Certo gli spazi per migliorare ci sono: se, in media, il 9,9% del campione dice di informarsi dal farmacista, quelli che invece esprimono il desiderio di ricevere da lui consiglio e orientamenti sono l’11,6%, da cui un gap che chiede solo di essere colmato.

Invitano all’ottimismo anche le rilevazioni relative all’uso del web per acquistare farmaci: soltanto il 6,5% degli italiani ammette la pratica, ma tra i 30-44enni la quota sale all’8,6% e tra i laureati all’8,7%. Le stesse differenze di età e cultura si osservano a proposito dell’uso di internet per reperire informazioni o notizie di salute: nella fascia di intervistati che arriva fino al diploma, dichiara di cercare spesso (e trovare con facilità) sul web il 62,7% del campione; tra i laureati, invece, la quota supera il 91%.

Un dato su cui riflettere in materia di farmacia dei servizi, infine, arriva da quella parte di ricerca che ha indagato i bisogni informativi degli italiani riguardo ad accessibilità e servizi del Ssn. Tra quelli che, negli ultimi 12 mesi, hanno dovuto fare ricorso al Servizio sanitario e si sono trovati nella necessità di raccogliere informazioni, soltanto lo 0,6% si è rivolto al farmacista; al medico di famiglia, invece, ha fatto ricorso il 47,2% dei rispondenti, al Cup il 16,4%, allo sportello dell’Asl il 13,6%. Se la farmacia dei servizi vuole proporsi quale sportello di prossimità del Ssn, c’è da lavorare. (AS)

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