Edicola

Ricette inutili: medici verso l’agitazione, no a decreto e sanzioni

24/09/2015 02:45:44
Si riscalda il confronto tra medici e ministero della Salute sul decreto per l’appropriatezza prescrittiva che discende dall’accordo Stato-Regioni di luglio sulla spesa Ssn. Come recitava l’intesa, l’obiettivo è quello di mettere il guinzaglio alle prestazioni Ssn (esami, interventi e visite) ad alto tasso di inappropriatezza, anche con la minaccia di sanzioni economiche a carico dei medici che le prescrivono. Allo scopo, la bozza di decreto approntata dal Ministero elenca 208 voci, che vanno dall’odontoiatria alla dermatologia, dalla radiologia alla laboratoristica di base (colesterolo, trigliceridi e così via).

Il testo è stato mostrato martedì ai sindacati dei medici (dipendenti e convenzionati), con la richiesta di restituire commenti od osservazioni entro uno o due giorni al massimo. E tra le sigle di categoria è subito partito il fuoco di fila: In larga parte critici i sindacati che hanno partecipato alla riunione, a partire da Silvestro Scotti (Fimmg): «Faremo le nostre valutazioni sulla valenza scientifica del provvedimento» ha detto per esempio Silvestro Scotti, vicesegretario nazionale della Fimmg «ma il nocciolo della questione èla responsabilità patrimoniale in capo ai medici. A “rispondere” e “pagare”, davanti alla Corte dei conti, saranno soprattutto i generalisti e non è giusto». Perplessità anche da Fp-Cgil: «Imporre sanzioni pecuniarie ai medici che non dovessero rispettare i criteri di appropriatezza definiti dal decreto» ha osservato Massimo Cozza «rischia di rompere il rapporto tra medici e cittadini. Che dovranno pagarsi di tasca propria varie prestazioni».

Sulla stessa linea anche Anaao-Assomed: «Il decreto ministeriale» ha spiegato il presidente nazionale, Domenico Iscaro «non solo spaventa il medico e lo fa lavorare male, ma arreca anche un danno al malato, che vedendosi negare la Tac o l’esame rinuncerà a curarsi del tutto o andrà nel privato. Così salta il delicato e fondamentale rapporto paziente-medico». E continua: «Abbiamo fatto presente al ministro che nessun medico si sogna di contestare l’appropriatezza ma è il metodo che non accettiamo, ovvero realizzare questo passo con un atto amministrativo». Contro anche lo Smi, rappresentato da Mirella Triozzi: « La lotta all’inappropriatezza» è il suo commento «deve avere come obiettivo la fonte principale degli sprechi, che è la disorganizzazione dei servizi. Non ci sottrarremo a fare delle osservazioni sulla bozza di decreto, ma il nostro è un no a “black list” che producono conflitti con i pazienti e creano confusione».

Alle bordate dei sindacati ha risposto ieri il ministro Lorenzin con toni rasserenanti. «Non c'è una caccia al medico» ha detto «le sanzioni scatteranno sul salario accessorio e soltanto dopo un eccesso reiterato di prescrizioni inappropriate e un contraddittorio nel quale il prescrittore potrà giustificare le sue scelte. Solo se non lo farà, scatterà la sanzione». Troppo poco per i sindacati, che hanno confermato la mobilitazione già avviata nei giorni scorsi su invito della Fnomceo, in difesa del Ssn e della professione. (AS)

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